Elke Sommer, l'attrice de La Pantera Rosa è morta all'età di 85 anni
Un percorso tra cinema, Hollywood e pittura
Quick Look
- Biografia dell'attrice Elke Sommer, nata a Berlino nel 1940.
- Dalla scoperta in Italia da parte di Vittorio De Sica al successo a Hollywood negli anni '60 e '70, fino al ritiro dalle scene per dedicarsi alla pittura.
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Why It Matters
Elke Sommer è stata un'attrice di successo internazionale, attiva principalmente tra gli anni '60 e '80.
Nata a Berlino il 5 novembre 1940, durante l’occupazione nazista, Elke Sommer (nome d’arte di Elke Schletz), era figlia della casalinga Renata Topp e del pastore protestante Peter Schletz. Durante la Seconda Guerra Mondiale si era trasferita con la famiglia nella piccola città di Niederndorf. Dopo la morte del padre, avvenuta quando lei aveva solo 14 anni, nel 1957 si era trasferita a Londra, dove aveva lavorato come ragazza alla pari per la famiglia dell’attrice Vicki Michelle.
Alla fine degli anni Cinquanta, durante una vacanza in Italia, mentre si trovava a Viareggio, Sommer era stata notata dal regista Vittorio De Sica, che l’aveva invitata a Roma per un provino. Presto aveva fatto le sue prime apparizioni in diversi film. All’inizio degli anni Sessanta si era trasferita a Hollywood ed era diventata una popolare modella pin-up. Nel 1964 aveva posato per la prima volta per la rivista Playboy.
Nello stesso decennio aveva recitato in celebri pellicole come Intrigo a Stoccolma (1963) con Paul Newman (per il quale aveva vinto il Golden Globe come Miglior attrice esordiente, premio che aveva condiviso con Tippi Hedrem per Gli uccelli e Ursula Andress per Agente 007 – Licenza di uccidere), il secondo capitolo della saga de La Pantera Rosa intitolato Uno sparo nel buio (1964) con Peter Sellers, L’arte di amare (1965) con James Garner e Dick Van Dyke, Tramonto di un idolo (1966) con Stephen Boyd, Un bikini per Didi (1966) con Bob Hope, Più micidiale del maschio (1967), Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm (1968) con Dean Martin e Sharon Tate e La minigonna proibita della compagna Schultz (1968).
Negli anni Settanta aveva recitato nei film Zeppelin (1971) con Michael York, ...E poi non ne rimase nessuno (1974), l’adattamento del romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, Gli orrori del castello di Norimberga (1972) e Lisa e il diavolo (1973), entrambi di Mario Bava, Carry On Behind (1975), La casa dell’esorcismo (1975) di Mario Bava e con Sylva Koscina. La sua ultima apparizione sul grande schermo risaliva al 1984.
Dopo aver sperimentato anche il canto, dagli anni Novanta Sommer aveva abbandonato progressivamente la recitazione per dedicarsi alla pittura, che mostrava una forte influenza delle opere di Marc Chagall. Sul fronte della vita privata, nel 1981 aveva divorziato dal primo marito, mentre nel 1993 si era sposata con l’albergatore Wolf Walther, che aveva alcuni anni meno di lei e che era già padre di due figli, Sebastian e Caroline.







