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Ex Ilva: imprese dell'indotto sospendono i licenziamenti in attesa della Cassazione
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Sky TG244 hours agoBusiness5 min readItalyView translation

Ex Ilva: imprese dell'indotto sospendono i licenziamenti in attesa della Cassazione

Il governo prepara un decreto per la tutela dei lavoratori e avvia il processo di reindustrializzazione dell'area di Taranto.

Quick Look

  • Le imprese dell'indotto dell'ex Ilva sospendono i licenziamenti in attesa della sentenza della Cassazione.
  • Il governo lavora a un decreto per la tutela dei lavoratori e alla reindustrializzazione di Taranto, mentre prosegue la procedura di spegnimento degli impianti.

AI-generated summary

Why It Matters

La vicenda riguarda la crisi dell'ex Ilva di Taranto, sottoposta a vincoli giudiziari sull'area a caldo. Il governo sta cercando soluzioni per la tutela occupazionale e la reindustrializzazione.

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In attesa del pronunciamento della Cassazione, le imprese dell'indotto hanno annunciato l'intenzione di sospendere i licenziamenti previsti. "Intendiamo dare corso positivo all'invito del governo alla sospensione dei licenziamenti nell'indotto almeno fino alla sentenza della Cassazione", ha affermato Nicola Convertino, presidente dell'associazione che riunisce le imprese dell'indotto dell'ex Ilva. Nelle prossime ore saranno definitivi tempi e modi del blocco. "Si tratta di un ulteriore atto di responsabilità da parte nostra, perché comprendiamo che la situazione è difficile", ha aggiunto il presidente della Confederazione Aepi, Mino Dinoi.

Da quanto filtra, l’esecutivo sta lavorando per mettere a punto un decreto che contenga misure per la tutela dei lavoratori dell'indotto. Nel corso dell'incontro di questa mattina, l'esecutivo avrebbe presentato ai sindacati la strategia per l'ex Ilva, dall'impegno per un futuro green dell'acciaio, con forni elettrici alimentati a direct reduced iron (Dri), alla prosecuzione della gara per la vendita degli impianti. Palazzo Chigi avrebbe inoltre garantito la tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie sia dell'indotto, attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività e l'avvio dei progetti di reindustrializzazione dell'area di Taranto.

"In sostanza, si utilizza l'ammortizzatore unico emergenziale e non quello per cessazione dell'impresa", ha detto Mantovano parlando di un "provvedimento-ponte" che abbia una sua "flessibilità in relazione all'andamento della gara". "Da questo intervento normativo d'urgenza del governo non saranno lasciati fuori i lavoratori dell'indotto, in parallelo con l'avvio immediato di un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i soggetti che hanno progetti e investimenti nell'area di Taranto, compresa la difesa. A tal fine, sarà rafforzato il ruolo dei Contratti istituzionali di sviluppo (Cis) e saranno previsti incentivi per le assunzioni", così il sottosegretario durante il tavolo con le sigle.

Al termine della riunione, per venerdì 18 settembre è stato convocato al Ministero dal Lavoro un tavolo tecnico sull'ex Ilva dedicato alle questioni che riguardano "la gestione sociale e alle questioni che sono aperte per i lavoratrici e i lavoratori". Mentre governo e sindacati torneranno ad incontrarsi la prossima settimana. Il dossier sull’ex Ilva sarebbe stato al centro anche dell’incontro di governo che si è tenuto ieri sera a Palazzo Chigi: alcune fonti hanno spiegato che si è trattato di una riunione preparatoria, non l’unica di questi giorni, in vista dell’incontro tra esecutivo e sindacati. Presenti, fra gli altri, il sottosegretario Mantovano, i ministri competenti - dell'Economia Giancarlo Giorgetti, delle Imprese Adolfo Urso, dell'Ambiente Gilberto Pichetto, del Lavoro Marina Calderone, per gli Affari europei Tommaso Foti - e i tecnici.

E mentre si continua a ragionare sul dossier, la procedura di spegnimento dell'acciaieria di Taranto potrebbe iniziare nelle prossime ore, forse già oggi. Per rispettare il fermo effettivo dell'area a caldo stabilito dai giudici milanesi entro la fine di ottobre, infatti, è necessario avviare per tempo una sospensione degli altoforni e delle cokerie. La procedura di sospensione, in altre parole, deve cominciare prima della scadenza fissata dai giudici: è per questo che, con la data dello stop delle attività dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto che si fa sempre più vicina, le procedure di spegnimento potrebbero iniziare a breve.

Intanto, nuove indiscrezioni arrivano anche sul fronte della vendita: si fa strada la possibilità di un'offerta da parte della cordata italiana. Offerta che potrebbe arrivare già nelle prime settimane di ottobre, ma che resterebbe orientata solo sull'area a freddo dello stabilimento di Taranto. Il governo "ha più volte ribadito la propria disponibilità a supportare i player interessati all'ex Ilva", ma "finché non si palesano le offerte non si potrà parlare di partecipazione dello Stato", hanno ribadito fonti vicine ai commissari.

Per il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, "i lavoratori sono mobilitati per il blocco dei licenziamenti". "Noi pensiamo che nella situazione in cui siamo, la nostra proposta, quella che abbiamo avanzato al governo, fosse l'unica proposta praticabile. Ovvero quella di una società pubblica che dia continuità alla decarbonizzazione e alla garanzia della produzione e dell'occupazione", ha detto il leader dei metalmeccanici prima di entrare a Palazzo Chigi per l'incontro tra governo e sindacati. De Palma ha specificato come "il ritardo abbia generato una situazione complessa". "Ora il punto è come si salvaguardano le lavoratrici e i lavoratori e la decarbonizzazione. Ma dall'altro lato la produzione e l'occupazione, altrimenti corriamo il rischio di fermare la produzione di acciaio del nostro Paese", ha aggiunto.

Sulla stessa linea è il commento del segretario generale della Uilm Davide Sperti secondo il quale "la priorità assoluta" dovrebbe essere quella di parlare del "blocco dei licenziamenti ai lavoratori degli appalti, che sono i più esposti da quattordici anni a questa vergognosa vicenda". "Poi vogliamo trovare risposte su quello che abbiamo chiesto come soluzioni straordinarie di carattere salariale, senz'altro, ma sociale e occupazionale. anche attraverso strumenti di risarcimento nei confronti di tutti i lavoratori", ha aggiunto.

"Per noi è fondamentale il blocco dei licenziamenti, quindi vogliamo le garanzie che questo si attui e si costruiscano gli ammortizzatori dedicati per permettere di dare certezze ai lavoratori", ha detto il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano che sull'ipotesi di vendita degli impianti ha poi aggiunto: "Rimandare la palla ai privati, che fino ad oggi non hanno presentato nessun piano chiaro, per noi non è il modo di affrontare il tema industriale".

Sul tavolo ex Ilva a Palazzo Chigi, il presidente della Puglia Antonio Decaro ha affermato che il governo ha accolto "nella quasi totalità" le proposte della Regione. "Ho chiesto innanzitutto una legge speciale che tuteli i lavoratori e i posti di lavoro e possa rendere più attrattivo il territorio per gli investimenti, anche con gli strumenti nazionali, incentivi maggiori proprio su quel territorio", ha detto il presidente pugliese a margine della presentazione dell'89/ma edizione della Fiera del Levante di Bari. Ed ha aggiunto: "Contemporaneamente abbiamo chiesto uno scivolo pensionistico e una serie di iniziative".

In attesa di novità dall'incontro con il governo a Roma, a Taranto lavoratori e rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno tenuto in mattinata un presidio davanti alla portineria Direzione dell'ex Ilva. Ad essere interessati dalla possibile estensione della cassa integrazione straordinaria sono circa 5mila dipendenti diretti, oltre ai 4.500 già autorizzati, circa 3.800 dei quali nella città pugliese. Per l'appalto-indotto si valuta invece la cassa in deroga, insieme a interventi per bloccare i licenziamenti già annunciati. La Fiom ha confermato lo stato di mobilitazione. "Il governo ha assicurato che ci sarà un decreto con il quale saranno assicurati gli ammortizzatori sociali per i lavoratori, anche per quelli degli appalti", ha detto De Palma che ha aggiunto: "Questo è un passo importante nell'emergenza ma non rappresenta la soluzione dei problemi che ci sono. Per noi lo stato di mobilitazione è confermato fino a quando non avremo un protocollo su un percorso che garantisca il futuro dei lavoratori dell'acciaieria".

La Camera intanto ha approvato, in prima lettura, con 162 voti a favore, 108 contrari e 5 astenuti il decreto accise-Ilva che ora passa al Senato. Per la parte concernente il polo siderurgico di Taranto, il provvedimento autorizzata un ulteriore finanziamento fino a 100,5 milioni di euro per l'anno 2026 in favore di Acciaierie d'Italia s.p.a. (Adi) in amministrazione straordinaria, da trasferire direttamente dal Ministero delle imprese e del made in Italy, su richiesta dell'organo commissariale e in una soluzione, nelle more della procedura di vendita in corso.

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • Avvio della procedura di spegnimento degli altoforni e cokerie.

    Likely · Within days

Open Questions

  • Quale sarà l'esito della sentenza della Cassazione?
  • Chi saranno i soggetti interessati all'acquisto dell'area a freddo?

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This article was originally published by Sky TG24.

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