
La sindaca Salis e i rappresentanti della Fiom Cgil chiedono l'approvvigionamento di materia prima per evitare il fermo degli impianti
AI-generated summary
La vertenza riguarda la continuità produttiva degli stabilimenti ex Ilva di Genova, Novi Ligure e Racconigi. I lavoratori temono il ricorso alla cassa integrazione a causa della carenza di materia prima.
«La struttura commissariale insieme al Governo sta lavorando proprio sulla richiesta di Genova, che è una richiesta molto pratica: serve materia prima per il nostro stabilimento, che è perfettamente funzionante e produce qualcosa richiesto dal mercato. Vogliamo semplicemente che lavori e gli spiragli sono positivi». Lo ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis, facendo il punto sulla vertenza dell'ex Ilva, prima dell'incontro con il ministro Matteo Piantedosi.
La sindaca ha sottolineato che «la richiesta è stata accolta dalla struttura commissariale e dal Governo» e che «bisogna cercare la materia prima sul mercato nazionale e internazionale».
Commentando inoltre la presenza in città del titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, Salis ha precisato: «L'arrivo del ministro è molto importante e lo ringrazio. C'è un tema di attenzione sulla sicurezza: sono andata a Roma a chiedere un intervento specifico sul nostro centro storico, luogo meraviglioso che vive criticità ormai da decenni. Abbiamo bisogno che il Governo ci ascolti e ci aiuti»
Nel frattempo è arrivato in Prefettura il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha ricevuto una delegazione di operai prima di iniziare la riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico.
«Nessuno si aspettava soluzioni da questo incontro, ma abbiamo apprezzato che un ministro importante come Piantedosi ci abbia ricevuti e abbia ascoltato preoccupazioni e proposte per uscire dal caos creato dai commissari». Lo ha riferito al presidio Armando Palombo della Fiom Cgil al termine del confronto in Prefettura a Genova con il ministro dell'Interno. «Gli abbiamo consegnato un documento scritto con le nostre richieste» – ha spiegato il delegato sindacale – «la soluzione c'è e crediamo l'abbia capita: ci ha confermato che è in corso un grande lavoro tra commissari, Governo e segreterie nazionali per far arrivare rotoli a Genova e alimentare gli stabilimenti del Nord non colpiti da provvedimenti giudiziari. Noi possiamo e vogliamo lavorare, non chiediamo assistenza ma pretendiamo che gli impianti non si fermino, altrimenti si perdono clienti».
Al fine di evitare la completa fermata degli impianti di laminazione a freddo dei siti di Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi, ribadiamo la necessità e la fattibilità economica e produttiva di alimentare questi impianti tramite l'acquisto sul mercato di coils neri». È la richiesta delle Rsu dell'ex ilva di Cornigliano contenuta nel documento tecnico consegnato questa mattina al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi durante l'incontro in Prefettura a Genova con la delegazione sindacale – «sui mercati internazionali i prezzi dei rotoli a caldo sono sensibilmente inferiori ai costi di produzione interni di AdiinAs, gravati da pesanti fenomeni di insaturazione impiantistica». I rappresentanti dei lavoratori spiegano che il ricorso al mercato estero consentirebbe di abbattere i tempi di approvvigionamento e che la scelta di operare temporaneamente come semplici rilaminatori risulterebbe gestibile senza generare particolari diseconomie. Nel testo si quantificano con precisione i volumi indispensabili per evitare il fermo degli stabilimenti e replicare i livelli del 2025: poco più di 10 mila rotoli a caldo per il polo genovese, che ha prodotto meno di 350 mila tonnellate di zincato e latta, e 15 mila rotoli per lo stabilimento di Novi Ligure. «L'acquisto di circa venticinquemila rotoli a caldo sui mercati internazionali» – conclude la nota consegnata a Piantedosi – «significherebbe scongiurare la completa fermata dei due stabilimenti e assicurare il fabbisogno per una produzione simile a quella del 2025».
La mobilitazione prosegue comunque a oltranza davanti al palazzo del Governo: «Le rassicurazioni a parole non bastano: serve un piano chiaro, nero su bianco, che escluda il passaggio in cassa integrazione per 985 lavoratori da metà novembre. Solo allora valuteremo se togliere il presidio; nel frattempo ci prepariamo a trascorrere anche questa notte in piazza».
AI outlook — possibilities, not facts
Valutazione sindacale sulla revoca del presidio dopo risposte scritte del Governo
Likely · Within days

The government has approved a new decree for the former Ilva which provides exemption from contributions for those who hire workers, maintenance of 'heating' plants, a loan of 40.5 million and preferential lanes for development contracts, while workers continue their strike and protest demanding concrete guarantees on work and the industrial future.

Workers and unions from the former Ilva continue their protest with road blocks in Taranto. Fim, Fiom and Uilm have proclaimed another 48 hours of national strike, judging the government measures envisaged in the new decree to be insufficient.

The Fim, Fiom and Uilm unions have proclaimed another 48 hours of strike in all former Ilva factories due to the lack of responses from the government. A possible law decree is expected in the Council of Ministers this evening.

The Fim, Fiom and Uilm unions have called a further 48 hours of strike in all former Ilva factories due to the government's failure to respond. The second day of mobilization is underway in Genoa and Taranto.

Workers and unions from the former Ilva in Taranto continued to block roadways on state roads 7 and 106 to protest against the crisis at the plant, awaiting a new call from the Government and judging the measures of the next decree to be insufficient.

The Ministry of Education has started the procedures for pension applications for school staff. Expires on 21 October 2026 for teachers and ATA, on 1 March 2027 for managers. New registry and contribution requirements coming soon.