
Proteste e blocchi dei lavoratori contro lo stop degli impianti e la fermata temporanea degli stabilimenti
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Acciaieria d'Italia in amministrazione straordinaria ha deciso la sospensione delle attività produttive a Taranto e la fermata degli impianti di Genova e Novi Ligure.
Da Taranto fino a Genova, i lavoratori dell'ex Ilva si mobilitano in occasione dello sciopero nazionale di 24 ore proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb per oggi, lunedì 12 ottobre, per dire no allo stop degli impianti e con i sindacati che non escludono che la stessa mobilitazione possa essere estesa nelle giornate successive.
Nei giorni scorsi Acciaieria d'Italia in amministrazione straordinaria ha deciso la sospensione di tutte le attività produttive degli impianti dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto e annunciato la fermata temporanea, dal 15 novembre, degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure.
Assemblea e corteo a Genova
Mezzi pesanti schierati e molti lavoratori, già dalle prime ore della mattinata, davanti alle portineria dell'ex Ilva di Cornigliano dove si è svolta un'assemblea convocata dopo la decisione dei commissari di fermare gli impianti. Presenti la sindaca Silvia Salis, il vicesindaco Terrile e i parlamentari Pastorino e Furlan.
"Non c'è alcuna motivazione industriale per trattare in questo modo gli stabilimenti del Nord quando il mercato richiede le loro lavorazioni: basterebbe un accordo sui mercati internazionali per l'approvvigionamento delle materie prime e il problema non esisterebbe", ha detto Salis muovendosi in corteo assieme ai lavoratori verso Genova.
"Oggi è una giornata importante perché vogliamo che da Genova arrivi un messaggio molto chiaro: non vogliamo la chiusura della fabbrica, vogliamo che continui a lavorare perché fa un prodotto altamente richiesto che altrimenti importiamo dall'estero", ha sottolineato il presidente della Regione, Marco Bucci, arrivato a Cornigliano.
Sit-in e blocchi a Taranto
La mobilitazione dei lavoratori di Adi in As, Ilva in As e dell'indotto è in corso anche a Taranto. Nel capoluogo jonico si è svolta un'assemblea di due ore nel parcheggio della direzione in cui i segretari sindacali hanno fatto il punto sulla vertenza. Poi un gruppo di lavoratori e delegati ha occupato un tratto della statale 106 verso la raffineria Eni. Non sono esclusi altri blocchi stradali e le iniziative di protesta potrebbero proseguire nei prossimi giorni
A Taranto l'attività produttiva è ferma con gli impianti in stand by in attesa del pronunciamento della Cassazione il 20 ottobre sulla chiusura dell'area a caldo. Gli operai chiedono al governo garanzie sul loro futuro che non possono limitarsi alla prosecuzione della cassa integrazione senza una reale prospettiva di rientro al lavoro. I sindacati chiedono impegni concreti per "un piano industriale di decarbonizzazione che riguardi tutti i siti, per un piano sociale che tuteli i lavoratori diretti, dell'appalto e in Ilva AS anche con strumenti straordinari e di risarcimento, per un intervento diretto dello Stato come garante della transizione e della tutela occupazionale".
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Pronunciamento della Cassazione sulla chiusura dell'area a caldo
Very likely · Within days

According to a Confartigianato report presented in Milan, last year in Italy 1.6 million workers with green skills were nowhere to be found, equal to 48.7% of the total needs of companies.

Strike and demonstration in Novi Ligure for former Ilva workers, worried about their future employment and delays in redundancy payments in view of November.

The fear of being surpassed (Fomo), fueled by the advance of artificial intelligence, affects over seven out of ten workers in Italy, surpassing the previous Fomo. This is what emerges from research by Randstad.

The strike of former Ilva workers in Taranto extends indefinitely with blockades at the Eni refinery and state road 106. The unions are asking the Government for changes to the decree law to include pension protections, decarbonisation and employment guarantees.

24-hour national strike proclaimed by Fim, Fiom, Uilm and Usb for the workers of Acciaierie d'Italia and related industries in Taranto and Genoa. The protest precedes the launch of the government decree on layoffs, deemed insufficient by the unions due to the lack of industrial prospects.

Former Ilva workers mobilizing for the 24-hour national strike against the shutdown of the plants. Garrisons and assemblies from Taranto to Genoa, with the participation of local and regional institutions to support production.