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L'ex Ilva di Taranto è al centro di una lunga crisi industriale e ambientale, con precedenti sequestri giudiziari e amministratori straordinari. Acciaierie d'Italia, subentrata nel 2020, gestisce gli impianti ex Ilva di Taranto, Genova e Novi Ligure. Il governo sta valutando un intervento normativo per garantire tutele sociali e continuità produttiva verso un modello di acciaio green.
Doccia gelata per l'ex Ilva. Acciaierie d'Italia ha annunciato uno stop agli impianti di Taranto, Genova e Novi Ligure nello stesso giorno dell'incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sul futuro dell'azienda. Nel corso del tavolo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha indicato che il governo intende portare nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto-legge che contenga le tutele sociali per i lavoratori e che punti a una Cassa integrazione non per chiusura attività, ma in una prospettiva di continuità. L'obiettivo del governo è una produzione di acciaio green con impianto Dri e forni elettrici, purché nell'ambito di un piano industriale credibile, ha spiegato il sottosegretario.
Intanto a partire da domani, 9 ottobre, saranno sospese tutte le attività produttive degli impianti dell'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto, afferma Acciaierie d'Italia in As, in una nota inviata a prefetto, enti locali e forze dell'ordine. La decisione viene ricondotta all'ottemperanza al decreto della Corte d'Appello di Milano del 27 luglio, dopo il rigetto, notificato il 5 ottobre, della richiesta di sospensione dell'esecuzione. L'azienda fa anche richiesta di ammortizzatori sociali. Gli impianti saranno mantenuti in modalità di riscaldo, "hot stand-by", in attesa della decisione della Corte di Cassazione. Ma "in assenza" di un provvedimento favorevole, il 24 ottobre verrà "sospeso" anche il mantenimento in riscaldo, con lo spegnimento definitivo dell'area a caldo entro il 25 ottobre, "senza alcuna possibilità" di riavvio successivo.
"A poche ore dall'incontro del governo con i sindacati, Acciaierie d'Italia si affretta ad annunciare l'attivazione della cassa integrazione dei lavoratori con un tempismo che ha il solo effetto di aggravare la tensione in una situazione già drammatica e che rischia di ricadere solo sui lavoratori e sui territori dove lavorano", avverte il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, auspicando che il governo "possa scongiurare questa ipotesi". Inoltre Adi ha anche annunciato che entro il "prossimo 15 novembre" avverrà la "fermata temporanea generale" degli stabilimenti ex Ilva di Genova e di Novi Ligure. "L'annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile", tuonano i sindaci di Genova e Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere. "E' una prospettiva insostenibile per le lavoratrici e i lavoratori, per Genova e Novi Ligure e per l'intera filiera siderurgica del nostro Paese", denuncia Salis.
"L'annunciata chiusura degli stabilimenti ex Ilva di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi rappresenta una notizia molto grave, non solo per Liguria e Piemonte, ma per l'intera filiera dell'acciaio italiana, strategica per il futuro industriale del Paese", affermano Marco Bucci, presidente di Regione Liguria, e Alberto Cirio, presidente di regione Piemonte. Entrando a Palazzo Chigi per il tavolo con il governo, i sindacati hanno messo in chiaro che la chiusura dell'Ex Ilva è "inaccettabile". "I lavoratori hanno mostrato un grande senso di responsabilità e quindi bisognerebbe evitare che a pagare il prezzo di scelte e di errori che non sono dei lavoratori siano scaricate su tutte lavoratrici e lavoratori dell'Ex Ilva", ha detto il segretario generale Fiom-Cgil, Michele de Palma. Per l'Usb la strategia industriale di un Paese "non la decide la magistratura". "Il governo è molto abile nel muoversi dentro questo tipo di narrazione, noi sappiamo che questo è diventato un grande bell'alibi per non parlare dei problemi veri e di non parlare di quello che sta succedendo in questo momento a Taranto", ha sottolineato il membro dell'esecutivo nazionale dell'Usb, Sasha Colautti.
AI outlook — possibilities, not facts
Il governo approverà un decreto-legge con tutele sociali per i lavoratori ex Ilva nelle prossime settimane
Likely · Within weeks
La Corte di Cassazione sarà chiamata a decidere sulla sospensione dell'esecuzione del decreto della Corte d'Appello di Milano entro fine ottobre
Very likely · Within weeks
Se non interverrà un provvedimento favorevole, l'area a caldo di Taranto sarà definitivamente spenta entro il 25 ottobre
Very likely · Within days

Acciaierie d'Italia communicates the suspension of activity in the former Ilva factories in Taranto, Genoa, Novi Ligure and Racconigi by 25 October, following the rejection of the request for suspension of execution by the Court of Appeal of Milan. The company requests social safety nets while the unions and local institutions denounce the unacceptability of the decision, which risks burdening exclusively the workers and the territories.

The former Ilva factories in Genoa and Novi will shut down by mid-November, while those in Taranto will be put on 'hot stand-by' from 9 October pending the decision of the Court of Cassation on 20 October; without a favorable provision, the heating will be suspended on October 24th and the hot area will be permanently turned off on October 25th. The mayors of Genoa and Novi defined the announcement as unacceptable, underlining that the consequences of the delays in the sale cannot fall on the workers and the territories.

The former Ilva plants in Genoa and Novi will shut down by mid-November, while those in Taranto will interrupt activity as early as 9 October, keeping the plants in 'hot stand-by' awaiting the decision of the Court of Cassation expected on 20 October; in the absence of a favorable provision, heating maintenance will be suspended on 24 October with definitive shutdown by 25 October. The news was communicated via a joint note from the mayors of Genoa and Novi, who defined the announcement as 'completely unacceptable', underlining that the consequences of delays in the sale cannot fall on workers and territories.

The former Ilva factories in Genoa and Novi Ligure will temporarily stop by November 15th following the decree of the Milan Court of Appeal on the Taranto factory. The mayors of Genoa and Novi Ligure called the announcement unacceptable, fearing repercussions on workers and the territories, while the unions are traveling to an urgent meeting in Rome with the government and interested parties.

The mayor of Genoa Silvia Salis expresses strong concern for the future of the former Ilva plant in Cornigliano, citing the lack of a clear industrial perspective and the negative repercussions expected from the shutdown of the Taranto hot area.

A worker died in Casal Monastero, in via Rocca di Cave, due to the explosion of a bellows of the pneumatic suspension of a truck inside a garage. Investigations underway by the State Police and Spresal.