Filiera della pasta in Italia: nel 2025 fatturato a 13,5 miliardi di euro
Il rapporto di The European House - Ambrosetti per Unione Italiana Food evidenzia la crescita e il peso economico del settore.
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Nel 2025 la filiera della pasta in Italia ha raggiunto un fatturato di 13,5 miliardi di euro e una produzione di 4,2 milioni di tonnellate, trainata dall'export e da una forte crescita negli ultimi dieci anni, secondo il rapporto di TEHA Group.
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Why It Matters
Rapporto 'Valore Pasta' realizzato da The European House - Ambrosetti per i Pastai di Unione Italiana Food.
Nel 2025 in Italia la filiera della pasta, che comprende la coltivazione del frumento duro, l'industria molitoria e la trasformazione, ha raggiunto un fatturato di 13,5 miliardi di euro, generando 3 miliardi di euro di valore aggiunto, con una produzione nazionale di 4,2 milioni di tonnellate, di cui circa il 60% destinato ai mercati internazionali.
Il comparto coinvolge 128mila imprese e sostiene 32mila occupati. A tracciare il quadro è il rapporto "Valore Pasta - Il contributo della filiera dell'industria della pasta per il Made in Italy", realizzato da The European House - Ambrosetti (TEHA Group) per i Pastai di Unione Italiana Food.
Dallo studio emerge come tra il 2015 e il 2025 il fatturato della filiera sia aumentato di 5,7 miliardi di euro, pari a un aumento medio annuo del 5,4%, superiore sia a quello del Pil italiano (+3,2%) sia a quello della filiera agroalimentare estesa (+3,9%). Nello stesso periodo, il valore aggiunto è passato da 1,7 a 3 miliardi di euro. All'interno di questa filiera, l'industria della trasformazione della pasta, da sola, ha rafforzato il proprio peso, arrivando oggi a rappresentare 8,9 miliardi di euro di fatturato e 2 miliardi di euro di valore aggiunto.
Uno degli elementi innovativi del rapporto riguarda la ricostruzione della filiera estesa dell'industria della pasta, che considera non solo le attività produttive dirette, ma anche quelle indotte, ossia i settori collegati alla distribuzione, alla logistica, alla ristorazione, al confezionamento e alla produzione di macchinari. E così, l’analisi evidenzia come, con riferimento al 2024, il comparto abbia generato 5,2 miliardi di euro di valore aggiunto diretto che, considerando gli effetti indiretti e indotti sull'economia, arrivano a 14,3 miliardi di euro, pari allo 0,6% del PIL nazionale. Nel complesso, la filiera estesa coinvolge 143mila imprese, sostiene 78mila occupati e attiva 1,6 miliardi di euro di investimenti, confermando il ruolo della pasta come motore di crescita dell'economia italiana.
Oggi il nostro Paese rappresenta il 48,3% del commercio mondiale di pasta, con 4 miliardi di euro di esportazioni, pari al 5,4% dell'intero export agroalimentare italiano. Circa sei confezioni di pasta prodotte su dieci sono destinate ai mercati esteri.
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