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Il Forum Teha a Cernobbio rappresenta un punto di incontro annuale per leader politici ed economici italiani. Le discussioni attuali si concentrano sulla stabilità bancaria e la transizione energetica.
Rispetto al riassetto di Delfin, «di progetti ce ne sono tanti, però dovrebbero essere i membri del board a dirli, non gli azionisti, posto che sono loro che dicono di essere al comando». È la stoccata di Leonardo Maria del Vecchio all'indirizzo del cda della holding. A chi gli chiede se la fiducia sia ancora intatta, spiega come dal suo punto di vista ci sia «molta attesa, dopo quattro anni di inattività o attività diversa da quello che dovrebbe essere il ruolo di custodi di Delfin». E questo «posto che il loro mandato è a vita, quindi non sono nominati ogni tre anni come manager di qualsiasi altra società. La custodia e l'esecuzione testamentaria è mancata tuttora» e «penso di essere stato l'unico a cercare di chiudere la successione».
L'obiettivo «molto di più che scalare le quote di Delfin, era chiudere la successione di nostro padre». Del Vecchio jr ricorda come lui fosse disposto a indebitarsi per 10 miliardi, «il resto è storia. Ora vorrei che i membri del board facessero i membri del board, però full time, non part-time». Anche i nuovi revisori della holding, «vorrei che facessero il loro lavoro», perchè rispetto al cda in questi anni c'è stata scarsa «condivisione dei piani strategici con gli azionisti da parte del board».
Il futuro di Francesco Milleri alla guida di Essilux? «Deciderà la maggioranza dei soci di Delfin a tempo debito, valutando come sempre i risultati ottenuti dai manager e le strategie per il futuro». Leonardo Maria Del Vecchio da Cernobbio manda un chiaro messaggio ai vertici del gruppo italo-francese: «Vorrei spostare un po' l'attenzione su questo dualismo, che si è creato tra me e Francesco Milleri» quando invece» al centro «deve tornare Essilux» che è «la vera legacy di nostro padre» ma «perso il 50% in Borsa». A domanda diretta su un cambio di governance, ribatte: «La cosa più importante è quella di custodire e portare altri 10 anni di successi a EssilorLuxottica, che sia io, Francesco Milleri o tizio e caio non è importante, quello che è importante sono le 250mila persone che ci lavorano». Da qui la sua conclusione sul futuro dell'azienda: «Io auspico un cambio delle strategie e una nuova fase. Chi sarà più vicino a rispecchiare queste nuove strategie, che dovranno essere condivise con gli azionisti, e per azionisti non parlo solo di noi otto ma anche degli altri azionisti che sono il 60% dell'azienda, che hanno bisogno di una strategia chiara e di una visione a lungo periodo, non di tre anni ma di 50».
“No, noi abbiamo chiesto invece, proprio a garanzia dell'unica cosa che deve interessare un governo, e cioè un sistema bancario solido, in grado di servire bene le imprese e i cittadini e le famiglie e anche naturalmente salvaguardare occupazione e radicamento, di mantenere quella partecipazione in questo contesto”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine del Forum Teha risponde a una domanda sul fatto che il Tesoro dovrebbe uscire dal capitale di Mps. “Io ho sempre ritenuto che il Governo sia entrato a gamba tesa, sbagliando, sulla questione del risiko bancario”, ricorda Schlein. “È stato ricordato anche qui stamattina che questo ha portato a dei problemi su Unicredit, consentendo che la partecipazione dei francesi in Banco Bpm avesse la meglio”, dice per poi chiosare: “Alla faccia del sovranismo e del nazionalismo che tanto annunciano, Io penso questo, penso che il governo non dovrebbe intromettersi a gamba tesa in queste questioni per favorire cordate più o meno amiche”, conclude.
“Noi siamo al lavoro” e “martedì incontriamo i rappresentanti sindacali”: c'è l'impegno per “non lasciare indietro nessuno”. Così il ministro del Lavoro Marina Calderone a margine del Forum Teha Ambrosetti a Cernobbio sulla crisi dell'Ex Ilva. “E' una crisi complessa , certamente anche legata a quelle che sono le determinazioni della sentenza della Corte d'appello di Milano che in questo momento è anche oggetto di ricorso da parte degli amministratori straordinari e dei commissari”, riferisce. “Su questo noi ovviamente attendiamo i risultati e contemporaneamente però lavoriamo. Ho già detto che da ministro del Lavoro il mio obiettivo, e soprattutto il mio impegno, è quello di non lasciare indietro nessuno”, sottolinea. “Ecco questo credo che sia un elemento importante, è un'azienda che ha una storia e soprattutto ha un know how importantissimo nel campo dell'acciaio nel nostro paese, noi attendiamo anche di comprendere quali potranno essere i contenuti delle eventuali proposte di acquisto che stanno giungendo”, conclude.
«Credo che tutti i soci di Delfin ragioneranno per identificare la migliore offerta economica e la migliore prospettiva per il futuro». Così Leonardo Maria Del Vecchio, dal Forum Ambrosetti a Cernobbio, parlando del risiko bancario (la holding Delfin possiede il 17,53% della banca senese). La scelta tra le diverse Opas in campo, aggiunge Del Vecchio jr., verrà fatta «senza tralasciare la doverosa attenzione al sistema paese Italia». Per Delfin «credo sia un momento nuovo, in cui bisogna dialogare tra i soci e riportare il board al suo naturale ruolo, che è quello di implementare le strategie della maggioranza dei soci», aggiunge Del Vecchio parlando del riassetto della holding di famiglia. Parole che arrivano dopo che il fondatore di Lmdv nei giorni scorsi ha inviato una lettera formale ai “commissaires aux comptes” di Delfin chiedendo di avviare un'indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del cda della holding lussemburghese, partendo da una serie di conflitti di interesse di alcuni consiglieri.
Raggiungere i 700 miliardi di export “è possibile” e con buona probabilità l'obietti sarà raggiunto nel 2027. E' quanto ha affermato il presidente di Sace, Guglielmo Picchi a Cernobbio per il Forum Teha. “L'anno scorso abbiamo concluso a 643 miliardi - ha affermato - Credo che con una buona crescita ci avviciniamo quest'anno a questa soglia psicologica dei 700 miliardi che credo nel corso poi del 2027 possa essere raggiunta, centrando l'obiettivo di legislatura che si è posto questo governo”. L'export italiano nel primo semestre 2026 - sottolinea Picchi - “si è confermato un punto di forza della crescita del prodotto interno italiano. Siamo oltre le aspettative che Sace stessa aveva aveva previsto. Ci aspettiamo che, nonostante tutto quello che avviene intorno al mondo, un risultato in linea con quello dell'anno scorso, che è un quindi in progresso un 2-3% di crescita nel corso di tutto l'anno, che considerato le guerre, credo che possa essere un grande risultato per l'Italia”. Picchi evidenzia che “c'è una fortissima richiesta di italianità in ogni parte del mondo” “Sono appena tornato da Taiwan e c'è veramente fame di progetti congiunti di ricerca industriali con e tante altre parti del mondo richiedono la manifattura italiana - afferma - Quindi io, da quello che ho riscontrato anche qui a Cernobbio, è che nonostante tutte le difficoltà c'è ancora ancora quella lucida follia dell'imprenditore italiano che lo spinge sui mercati esteri, ad investire. Credo quindi che alla fine i risultati arriveranno e l'export possa essere veramente il driver della crescita del Paese”.
“Dobbiamo ribaltare il quadro della produzione di energia elettrica che vede oggi 120 Gw di termoelettrico, superati per la prima volta nel 2025 con le rinnovabili”. Lo afferma il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin intervenendo a una sessione del Forum Teha di Cernobbio. “Abbiano un piano (Pniec, ndr) che ci deve portare a 131 Gw entro il 2030 - spiega - e siamo al passo coi tempi”. “Allo scorso 30 giugno - aggiunge - siamo arrivati a 28 Gw aggiunti su 38 autorizzati”. Il ministro precisa che “oggi consumiamo 320 Twh di energia e nel 2050 ne consumeremo 150 in più”. “Non possiamo immaginare il futuro con un paese che va solo a fossile e rinnovabili - argomenta - che non sono programmabili, dobbiamo pensare a batterie ed accumuli, ma nel lungo periodo dobbiamo assolutamente integrare la nostra produzione di energia con il nuovo nucleare”. “Entro il mese - indica - avremo la legge delega ed entro fine anno i decreti attuativi per avere un quadro giuridico per riportare la produzione nucleare nel nostro paese”. “Il nucleare - conclude - va costruito con i reattori che non ce li possiamo sognare prima del 2032, del 2033 e del 2034”.
Il Tesoro dovrebbe uscire dal capitale di Mps. É quando sostiene il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a margine del Forum Teha a Cernobbio. “Il fatto che stia ritardando l'uscita è la dimostrazione del fatto che Giorgetti immagina di giocare un ruolo, ma il problema non è che si possa fare una scelta su Mps o su Bpm, è l'impianto: hanno messo il Golden Power contro Orcel, é una cosa enorme”, ha continuato. Per Renzi “il governo ha fatto danni sul risiko bancario. Domandate al ministro dell'Economia con quale logica si è messo contro un'operazione di mercato di UniCredit su Bpm sostenendo di poter utilizzare il golden power contro una banca italiana. Io la trovo una cosa immonda che nel silenzio della comunità finanziaria é stata perpetrata da Giorgetti per interesse dei leghisti”, ha ribadito il leader di Italia Viva. “Il golden power contro una delle principali banche italiane é uno scandalo. Dopodiché non contento, dopo aver fatto la guerra a Orcel adesso Giorgetti cerca di intralciare Messina e Cimbri. Io non entro nel merito del risiko bancario, che non mi riguarda, dico che il ministro dell'Economia dovrebbe rispettare in generale gli operatori del mercato ma soprattutto quando ci sono gli italiani”, ha detto ancora Renzi, ricordando che il governo “ha messo la golden power contro una banca italiana regalando Bpm ai francesi”.
“In un momento di forte polarizzazione del dibattito politico italiano apprezziamo che la transizione energetica unita all'intelligenza artificiale fisica sia stata individuata come il fattore determinante della crescita economica e di business per la nostra industria e le filiere italiane. Questo e' il messaggio importante che ci portiamo via da Cernobbio augurandoci che si cominci a lavorare velocemente e concretamente con le istituzioni e le imprese per non perdere il vantaggio competitivo di una intuizione vincente che l'Europa non ha prontamente applicato. Ora con i 14 miliardi che la Ue ha messo a disposizione abbiamo l'opportunità di agire”. Queste le parole di Floriano Masoero ad di Siemens italia al Forum Teha a Cernobbio. “La transizione energetica non deve essere vista solo più come un costo, ma - aggiunge il manager - come una vera e propria opportunità di business che, secondo il report Draghi, vale oltre 6 punti di Pil nei prossimi 15 anni, oltre mille miliardi di euro per l'Ue e 130 per l'Italia, mentre il mercato della Physical AI raggiungerà 110 miliardi in Europa entro il 2030”.
Promosso l'operato del Governo Meloni dopo quasi quattro anni di attività, mentre si appesantisce il giudizio della platea di oltre 200 imprenditori e manager sui partiti di opposizione. È quanto emerge dal sondaggio elettronico condotto in occasione della 52esima edizione del Forum organizzato da Teha Group, The European House – Ambrosetti a Villa D'Este, Cernobbio. Invitate a valutare l'operato del Governo Meloni su una scala da 1 (molto negativamente) a 9 (molto positivamente), oltre due terzi delle imprese (68,3%) esprimono un giudizio positivo (voti da 6 a 9). Nel dettaglio, il voto più frequente è il 7 con il 33,3% delle preferenze, seguito dal voto 8 scelto dal 20,0% dei rispondenti e dal punteggio massimo 9 (molto positivamente) pari al 6,7%. Assegna un voto 6 l'8,3% del campione. Si attesta al 10,0% il voto 5, mentre le valutazioni negative (voti da 1 a 4) si fermano complessivamente al 21,7%. Quadro opposto per quanto riguarda i partiti di opposizione, il cui operato viene giudicato negativamente (voti da 1 a 4) dall'83,0% degli intervistati, in aumento di dieci punti percentuali rispetto al 73,0% registrato nel 2025. Nel dettaglio, raddoppia la quota di chi assegna il voto minimo 1 (molto negativamente), toccando il 23,7% (contro l'11,9% del 2025); il voto 2 raccoglie il 18,6% (da 15,3%), il voto 3 si attesta al 25,4% (da 28,8%) e il voto 4 al 15,3% (da 17,0%). Il voto 5 scende al 10,2% (dal 13,6% del 2025), mentre i giudizi positivi complessivi (voti da 6 a 9) si dimezzano al 6,8% dal 13,6% dello scorso anno: il voto 6 registra il 3,4% (da 8,5%), il voto 7 l'1,7% (invariato), il voto 8 lo 0% (invariato) e il punteggio massimo 9 (molto positivamente) l'1,7% (dal 3,4% del 2025).
«Il quadro non torna: in Italia abbiamo un calo della produzione, una crescita a zero nonostante il Pnrr, il costo dell’energia tra i più alti d’Europa. Dobbiamo rimettere in moto questo Paese». Così Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, nel suo intervento al Forum Teha a Cernobbio. In particolare la segretaria si è concentrata sulla questione energetica: «Bisogna accelerare sulla decarbonizzazione per abbattere il costo dell’energia. Oggi abbiamo presentato al governo una proposta» per usare i 14 miliardi di euro di flessibilità sul Patto di Stabilità che la Commissione europea ha concesso all’Italia: «Due miliardi sul conto termico ovvero sostituire le caldaie con le pompe di calore; tre miliardi in più per l’efficientamento delle case popolari; quattro miliardi per sostenere le imprese nella elettrificazione dei processi industriali a media e bassa temperatura; tre miliardi sul trasporto pubblico locale e due miliardi per sostenere lo sviluppo delle reti di accumulo, delle batterie e delle colonnine elettriche di ricarica. Bisogna infine accelerare sulle rinnovabili con una missione unica di ridurre tempi autorizzativi» per i progetti.
«La stabilità politica ha sicuramente un valore ma quattro anni di governo forse meritavano una progettualità e una programmazione più incisiva per far crescere il Paese». Così Giuseppe Conte, leader del M5s, in collegamento al Forum Teha a Cernobbio. «Sul programma abbiamo già lavorato insieme, abbiamo già accumulato proposte significative su politiche del lavoro, ambientali e alcuni elementi i
AI outlook — possibilities, not facts
Presentazione legge delega sul nucleare entro fine mese.
Likely · Within weeks

At the Ambrosetti Forum in Cernobbio, minister Giancarlo Giorgetti defines prudence on debt as 'pragmatic sovereignism'. The government is aiming for growth close to 1% and urges private investors to focus more on the Italian market.

At the Teha Forum in Cernobbio, government officials and business leaders discuss economic growth, public administration reforms, energy transition and the future of MPS and Delfin. The entrepreneurs promote the work of the Meloni executive.

Monsignor Renzo Pegoraro, president of the Pontifical Academy for Life, comments on the Venetian law on assisted suicide, underlining the importance of financing palliative care as a priority alternative at the end of life.

Monsignor Renzo Pegoraro, president of the Pontifical Academy for Life, urges Italy to compulsorily finance palliative care, underlining that the defense of life requires concrete resources and not just ethical principles.

Ukrainian President Volodymyr Zelensky has announced the start of talks in Kiev with European security advisers and US envoys to discuss ending the war in Russia.

Today 6 September we vote in Saxony-Anhalt for the regional elections. The vote represents a national test for Friedrich Merz's government, with the Alternative für Deutschland (AfD) party aiming to exceed 40% of the vote.