
AI-generated summary
Il progetto Pasturs collega volontari e allevatori per esperienze di alpeggio di almeno due settimane, con l'obiettivo di migliorare la convivenza tra allevamento e grandi predatori. Pietro Maria Fiori era un product designer milanese appassionato di corsa e montagna.
Un uomo è morto nella baita all'alpe Buscagna, a Baceno (Verbano-Cusio-Ossola), dove si è verificata una fuga di monossido di carbonio: si chiamava Pietro Maria Fiori, 35 anni, di Milano. Stava trascorrendo un periodo in alpeggio come volontario tramite un'associazione che seleziona persone disposte ad aiutare gli allevatori in estate. Insieme a lui una donna di 34 anni, anche lei una volontaria, ora ricoverata all'ospedale Niguarda di Milano. Altre persone sono rimaste intossicate: il gestore dell'alpeggio, suo padre e due dipendenti dell'azienda agricola Francesco Biondo, dove la vittima stava trascorrendo l'esperienza di volontariato. Sull'accaduto indaga il soccorso alpino della guardia di finanza di Domodossola, che ha provveduto a sequestrare il boiler da cui si sospetta si sia originata la fuga di monossido di carbonio.
Pietro Maria Fiori si trovava in valle Devero nell'ambito del progetto Pasturs, una rete che unisce allevatori e volontari tra i 18 e i 45 anni disposti a trascorrere in alpeggio due o più settimane per aiutare nella vita lavorativa. Pasturs, nato sulle alpi Orobie bergamasche, poi diffusosi in altre aree delle Alpi e dell'Appennino, ha l'obiettivo di migliorare la convivenza tra allevamento e grandi predatori come lupi e orsi. Fiori si trovava ospite dell'azienda agricola Francesco Biondo, una realtà familiare basata a Masera (Vco) dove vengono allevati ovini, caprini e bovini e che da tempo porta d'estate gli animali in altura in valle Devero.
"La ragazza ricoverata al Niguarda ha ripreso conoscenza. Questo ci dà un po' di sollievo. Anche i Biondo, padre e figlio titolare dell'azienda agricola, sono in via di dimissione dall'ospedale. E sono migliorati anche i due operai. È stata veramente una disgrazia, per fortuna e grazie a Dio ora sembra esserci un'evoluzione positiva per i feriti". Lo dice all'ANSA Pierleonardo Zaccheo, il presidente dell'ente Aree protette dell'Ossola, che gestisce il parco naturale dell'Alpe Veglia e dell'alpe Devero, dopo l'intossicazione da monossido di carbonio in una baita all'alpe Buscagna, nel Vco. "Siamo vicini alle famiglie, faremo tutto il possibile per assicurare supporto" prosegue il presidente. Sulle cause dell'incidente, saranno le indagini del soccorso alpino della guardia di finanza di Domodossola a fare chiarezza: "I boiler erano nuovi, erano stati installati da una ditta specializzata. Bisognerà capire com'è successo" conclude Zaccheo.
"Basta poco per essere felici", chi era la vittima
La corsa era arrivata da poco nella sua vita e quasi subito aveva trovato nella montagna il modo per mettersi alla prova. Pietro Maria Fiori, 35 anni, milanese,si trovava lì nell'ambito del progetto Pasturs, che mette in contatto volontari e allevatori e permette di trascorrere almeno due settimane in alpeggio. Era ospite dell'azienda agricola Francesco Biondo di Masera, che durante l'estate porta i propri animali in altura.
Fiori lavorava come Product Designer a Milano. Sul suo profilo LinkedIn raccontava di occuparsi della progettazione di interfacce intuitive e funzionali, con attenzione a usabilità e accessibilità. Il suo percorso nelle tecnologie frontend gli permetteva, scriveva, di fare da ponte tra design e sviluppo, "riducendo la distanza tra progettazione e implementazione". Si diceva inoltre appassionato nel creare "design che risolvano problemi reali e costruiscano valore".
Nell'ultimo periodo la corsa era diventata una passione. "Quello che è nato un po' per gioco sta diventando qualcosa di molto più grande", scriveva a luglio, raccontando di voler affrontare "salite, fatica e chilometri immerso nelle montagne". Aveva partecipato alla VUT (una gara di corsa nelle Alpi) e guardava già al prossimo obiettivo: "aumentare i chilometri". In un altro post aveva raccontato un'avventura di tre giorni con la tenda e la corda, insieme a tre persone e a un cane, verso "una delle falesie più lontane che abbiamo mai raggiunto". "Queste sono le avventure che amo. Quelle che ti ricordano che basta poco per essere felici", aveva scritto.
AI outlook — possibilities, not facts
Il soccorso alpino della guardia di finanza completerà le indagini sulle cause della fuga di monossido di carbonio entro poche settimane.
Likely · Within weeks
L'ente Aree protette dell'Ossola valuterà eventuali modifiche ai requisiti di sicurezza per le strutture utilizzate dai volontari del progetto Pasturs.
Possible · Within months

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