Giovani Confindustria, Anghileri: serve un piano sull’AI, ora scelte strategiche
Quick Look
Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, presenta il Piano Ital.IA 2030 per aumentare la produttività del lavoro attraverso l'adozione diffusa dell'intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di sovranità tecnologica europea, semplificazione delle procedure, investimenti pubblico-privati e formazione delle competenze, in vista delle elezioni e delle sfide energetiche e industriali del paese.
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Why It Matters
L'Italia ha registrato una stagnazione della produttività del lavoro per oltre 25 anni, mentre l'adozione dell'intelligenza artificiale rimane bassa, soprattutto tra le piccole e medie imprese, con solo l'8% che ha avviato progetti di AI.
Un Piano Ital.IA 2030 per rafforzare la competitività del paese perché l’intelligenza artificiale è una «tecnologia dell’efficienza». Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, cita un dato della Banca d’Italia: un’adozione rapida e diffusa dell’intelligenza artificiale potrebbe far aumentare la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale all’anno. «Sarebbe una svolta, in un paese che da 25 anni non riesce a farla crescere». È una «sfida - ha detto Anghileri – che lanciamo a tutti i partiti all’inizio della campagna elettorale. Analizzeremo con attenzione i vostri programmi per misurare la quota di futuro. Servono scelte strategiche, non dividenti elettorali. Pur comprendendo i richiami alla prudenza sui conti pubblici speriamo che questa non si traduca di nuovo nel sacrificare i giovani e le imprese».
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“StrategIA. Il futuro è un’impresa umana”, è il titolo del 41° convegno di Capri dei Giovani imprenditori di Confindustria. Lo scenario vede l’Italia e l’Europa indietro: «oltre l’80% dei prodotti, servizi e infrastrutture digitali utilizzati dall’Unione europea dipende da fornitori extraeuropei. È una dipendenza non accettabile. Non vogliamo diventare i camerieri digitali di Stati Uniti e Cina. Vogliamo costruire una nostra filiera europea dell’AI». Una strada che «si può percorrere e che passa dalla sovranità tecnologica europea. La Ue deve fare di più e in fretta. Dobbiamo costruire l’industria europea di base dell’AI».
A livello europeo «un mercato unico dei capitali, l’unione del risparmio e degli investimenti, il 28° regime servivano da ieri, non da oggi», oltre ad un mercato unico dell’energia, «di cui parlava Delors nel 1988». Politica digitale e politica energetica sono inseparabili, ha sottolineato Anghileri. In Europa la crescita prevista dal consumo elettrico dei data center supera il 70 per cento. È l’energia per Anghileri la madre di tutte le emergenze. «Siamo stanchi di pagare l’energia più cara d’Europa. I Giovani imprenditori si considerano in grande svantaggio rispetto ai concorrenti europei su costo del lavoro, burocrazia e stabilità normativa, cui si aggiunge il costo del carburante. Qui ci giochiamo la sopravvivenza industriale dell’Italia e il potere d’acquisto delle famiglie». Energia, nucleare, intelligenza artificiale sono i grandi progetti paese secondo cui per la presidente dei Giovani sono necessarie procedure semplificate, un fast truck, anche portando a termine la digitalizzazione nella Pubblica amministrazione.
E ha lanciato una serie di proposte: «ogni strategia è fatta di scelte, iniziamo scegliendo dove investire unendo con forza pubblico e privato». Due sono le strade: la prima Industrial, Edge e Physical AI: «significa trasformare la nostra eccellenza manifatturiera in leadership tecnologica aumentando il valore e la competitività delle macchine che produciamo». La seconda missione riguarda l’intelligenza artificiale per le scienze e le life sciences.
Quanto alla strategia italiana per l’intelligenza artificiale, deve diventare un piano concreto: Anghileri ha tracciato un percorso: serve una Unità di attuazione per l’intelligenza artificiale, per favorirne l’adozione e la capacità dell’Italia di svilupparla. Serve un AI Adoption Act che metta a sistema ricerca, incentivi e infrastrutture per accompagnare soprattutto le pmi: solo l’8% delle pmi ha avviato progetti di AI. Occorre creare poli dell’AI: si tratterebbe di creare ZES AI nelle quali il capitale pubblico e privato investano insieme, con una particolare attenzione alle start up e alle nuove imprese giovani e innovative. «Confindustria è della partita, le aziende più grandi e strutturate potranno avere il ruolo di capofila», ha detto Anghileri. Altro progetto è 500 talenti per l’AI: vanno individuate 100 persone ogni anno per cinque anni selezionate in campi in cui dobbiamo colmare i nostri divari, dagli algoritmi alla robotica alla cybersecurity. Inoltre, per affrontare il tema delle competenze, serve un Alfabeto nazionale dell’intelligenza artificiale per dare a studenti e insegnanti una base comune di conoscenze. «I giovani restano il cuore di ogni nostra strategia, le piazze di Francia e Spagna esprimono la stessa domanda: poter costruire il proprio futuro».
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
L'adozione diffusa dell'intelligenza artificiale aumenterà la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale all'anno in Italia.
Possible · Within years
Verranno creati poli ZES AI con investimenti pubblico-privati per supportare start up e nuove imprese innovative.
Likely · Within years
Open Questions
- Quali saranno le risorse finanziarie allocate per il Piano Ital.IA 2030?
- Come verrà misurato l'impatto dell'AI Adoption Act sulle pmi?
- Quali saranno i tempi di realizzazione dei poli ZES AI?
- Come verrà garantita la partecipazione delle start up nei progetti di AI?







