Gli studenti si prendono le piazze, Meloni: 'Violenze da condannare'
Quick Look
- Migliaia di studenti hanno partecipato al 'No Meloni Day' in decine di città italiane per protestare contro le condizioni delle scuole, i finanziamenti all'industria bellica e il decreto sul tetto agli immigrati a scuola, esprimendo solidarietà ai colleghi francesi.
- Le manifestazioni hanno visto momenti di tensione con le forze dell'ordine, arresti e identificazioni, mentre la premier Meloni ha criticato l'opposizione per la mancata condanna della violenza.
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Why It Matters
Gli studenti hanno organizzato il 'No Meloni Day' per protestare contro le condizioni fatiscenti delle scuole italiane, i finanziamenti governativi all'industria bellica e il decreto che prevede un tetto al numero di studenti immigrati nelle scuole, esprimendo inoltre solidarietà agli studenti francesi impegnati in simili proteste.
È stata l'attesa giornata del 'No Meloni Day', proclamata dagli studenti per protestare contro le scuole che cadono a pezzi, opporsi ai fondi per l'industria bellica, gridare la propria ostilità al decreto sul tetto agli immigrati a scuola ed esprimere solidarietà ai colleghi francesi. "Vogliamo più aule e meno bombe" hanno urlato migliaia di ragazzi in decine di città.
Cortei di giovanissimi, oltre 400mila secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza da Torino a Padova, da Bologna a Roma, Napoli e Cagliari. Non sono mancati i momenti tensione con le forze dell'ordine, soprattutto a Torino ed a Roma, dove i sindacati di polizia parlano di una decina di agenti feriti. E la premier Giorgia Meloni attacca i leader dell'opposizione "che non riescono a dire una parola di condanna sulle proteste". Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sottolinea come la giornata difficile sia stata gestita dalle forze di polizia "con fermezza unita a professionalità ed equilibrio, anche davanti ad aggressioni e violenze immotivate".
Nella Capitale i ragazzi sono partiti dall'Esquilino e lasciandosi alle spalle il Colosseo, hanno raggiunto il ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere, dopo aver bruciato, lungo il tragitto, bandiere di Israele e dell'America. Arrivati al ministero hanno lanciato petardi e lacrimogeni contro l'edificio, presidiato dagli uomini in divisa, provocando la reazione del ministro Giuseppe Valditara: "questa non è l'espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico", ha detto.
A Torino la manifestazione ha visto in prima linea anche alcuni docenti che si sono schierati in testa al corteo, tenendosi a braccetto dietro lo striscione "Assemblea Torino" e che nei momenti di tensione si sono frapposti, formando un cordone, tra i loro studenti e la polizia. Arrivati nella centralissima piazza Castello, infatti, alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce verso le forze dell'ordine, che hanno risposto con cariche di alleggerimento. Tre minorenni sono stati quindi arrestati in flagranza per resistenza aggravata a pubblico ufficiale mentre oltre 50 manifestanti sono stati identificati. I tre arrestati sono stati anche denunciati per porto di oggetti atti a offendere: due avevano spray urticanti e uno delle pietre.
A Milano, al grido di "il maresciallo Tito ce l'ha insegnato, uccidere il fascista non è reato", un gruppo di giovanissimi ha messo due sagome del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell'Istruzione Valditara a testa in giù vicino ai bidoni della spazzatura lanciandogli contro delle uova. Sagome di Meloni e Valditara sono comparse anche nel corteo di Genova, dove davanti alla sede di Confindustria è stato bruciato un carro armato di cartone.
A Bologna il corteo ha sfilato per i viali, bloccando in alcuni punti la circolazione e poi è arrivato in stazione dove è stato fermato dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Gli studenti hanno acceso fumogeni e lanciato bottiglie e c'è stato un momento di contatto quando sono stati respinti dagli agenti con gli scudi. Gli episodi di violenza sono stati stigmatizzati dal governo.
"Sono sempre contenta - spiega la premier Meloni - quando c'è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell'ordine. Su questo dobbiamo essere chiari e d'accordo, lo dico perché sto guardando i commenti dei leader dell'opposizione sulle proteste, che non riescono a dire una parola di condanna sulle proteste. Chiedo a tutte le forze politiche italiane di fare un appello a che ci siano manifestazioni senza violenza". Replica la segretaria dem Elly Schlein: "non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi di dare risposte concrete, questo dovrebbe fare. Meloni pensi agli italiani anziché prendersela con loro". Sulla stessa linea Angelo Bonelli (Avs): "presidente Meloni, noi condanniamo sempre e senza ambiguità ogni forma di violenza. Ma lei dovrebbe chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti".
Sabato 17 ottobre nuova mobilitazione che converge con quella della Cgil. "Con 'Generazione Fuoriclasse' vogliamo costruire una mobilitazione permanente, capace di andare oltre la singola giornata di sciopero e dare continuità alle rivendicazioni che arrivano dalle scuole. Dopo Francia e Spagna tocca a noi", scandisce Angela Verdecchia, coordinatrice della Rete degli studenti, che con i collettivi Osa e Cambiare rotta, l'Unione degli studenti e altre sigle sono stati tra i protagonisti della giornata.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Nuove mobilitazioni studentesche congiunte con la Cgil il 17 ottobre
Very likely · Within days
Continua tensione tra governo e opposizione sulla gestione delle proteste studentesche
Likely · Within weeks
Open Questions
- Quali sono le richieste specifiche degli studenti oltre alla condanna della violenza?
- Come risponderà il governo alle richieste di investimento nell'edilizia scolastica?
- Qual è l'impatto previsto delle future mobilitazioni congiunte con la Cgil?
- Come evolverà il rapporto tra movimento studentesco e forze dell'ordine?







