
Le forze ucraine colpiscono un centro Roscosmos a Samara e una base aerea a Nizhny Novgorod. Zelensky nomina Mykhailo Drapatyi nuovo capo delle forze armate.
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Le forze ucraine colpiscono obiettivi in profondità nel territorio russo mentre prosegue il conflitto armato.
Kiev spinge la sua campagna di attacchi a lungo raggio sempre più in profondità nel territorio russo. Le forze ucraine hanno colpito un centro dell'agenzia spaziale Roscosmos nella regione di Samara e una base aerea nell'oblast di Nizhny Novgorod, a centinaia di chilometri dal confine, mentre prosegue senza sosta la guerra con Mosca. Sul fronte diplomatico restano aperti gli spiragli negoziali, ma sul terreno l'intensità degli scontri non accenna a diminuire.
Volodymyr Zelensky ha nominato Mykhailo Drapatyi nuovo comandante in capo delle forze armate ucraine, al posto di Oleksandr Syrsky. L’annuncio è arrivato nella serata di ieri e si inserisce nel più ampio rimpasto avviato da Zelensky, che ha già portato alla sostituzione della premier Yulia Svyrydenko e al cambio alla guida del ministero della Difesa. Drapatyi, già capo delle forze congiunte, ha partecipato ad alcune delle principali operazioni militari condotte dall’Ucraina dal 2014 e, nel corso della guerra, ha guidato la difesa di Kryvyi Rih e il gruppo operativo di Kherson.
Il Ministero degli Esteri russo chiede chiarimenti agli Stati Uniti e alla Turchia in merito alle notizie sui piani di fornitura di armi all'Ucraina. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero, Maria Zakharova secondo le agenzie russe. "Non si tratta solo delle vittime e delle distruzioni che le autorità di Kiev stanno cercando di infliggere, ma anche del grave danno alle nostre relazioni bilaterali con Washington e Ankara. I tentativi di usare una retorica di mantenimento della pace mentre allo stesso tempo forniscono armi ai nazisti ucraini minano inevitabilmente la fiducia reciproca", dice Zakharova. "Stiamo parlando di Paesi che rivendicano un ruolo speciale nella risoluzione della crisi ucraina, dichiarando come obiettivo prioritario la ricerca di una soluzione politica e diplomatica", ha aggiunto. Lo scorso fine settimana, il Congresso degli Stati Uniti ha pubblicato documenti che rivelano il presunto trasferimento di sistemi d'arma americani dai depositi turchi a Kiev. L'elenco comprende, tra le altre cose, 12 lanciatori di sistemi missilistici a lancio multiplo MLRS e 70 missili balistici ATACMS.
"Nella regione di Samara in Russia, uno dei principali stabilimenti all'interno di Roscosmos, il Centro Progress, coinvolto tra le altre cose nella produzione di elettronica, è stato colpito". Ad annunciarlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "La pace è necessaria, e questo deve essere evidente in Russia", ha ribadito il leader di Kiev. Lo stabilimento colpito, a circa 900 chilometri dal confine, è il Progress Rocket and Space Centre, uno dei pilastri dell'industria aerospaziale russa gestito da Roscosmos. L'impianto produce i vettori della famiglia Soyuz-2 utilizzati da Mosca per lanciare in orbita satelliti militari, da ricognizione e per le telecomunicazioni. Secondo gli 007 di Kiev, i razzi fabbricati in questa struttura servono anche a dispiegare la costellazione satellitare Rassvet, il sistema che la Russia sta sviluppando come alternativa alla rete commerciale Starlink.
Temendo di essere esclusi da Donald Trump da qualsiasi negoziato per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, tre paesi europei, Francia Germania e in parte Regno Unito, stanno collaborando per garantire all'Europa un posto al tavolo delle trattative. Lo riporta il New York Times citando cinque funzionari europei. I diplomatici europei stanno lavorando a un formato per i futuri negoziati volti a tutelare gli interessi europei che sarebbe guidato appunto da Parigi, Berlino e Londra, scrive il Nyt. Secondo due alti diplomatici europei e un alto funzionario europeo che segue da vicino l'iniziativa, Francia e Germania stanno assumendo un ruolo guida nello sviluppo della posizione europea. La Gran Bretagna, che ha un nuovo primo ministro, è più titubante, in parte perché teme di mettere alla prova i suoi rapporti con Trump, hanno affermato i diplomatici. I tre Paesi, noti come "E3", costituiscono il nucleo della "coalizione dei volenterosi" che sostiene l'Ucraina e hanno elaborato diverse opzioni per garantire al Paese. Secondo i funzionari sentiti dal Nyt, è necessario consultare anche la Polonia, l'Italia e i paesi nordici, tenendo informata e successivamente coinvolta l'Unione europea, poiché alcuni paesi più piccoli, in particolare quelli confinanti con la Russia e l'Ucraina, come gli Stati baltici e l'Ungheria, non si fidano completamente della Germania e della Francia per quanto riguarda la rappresentanza dei loro interessi.
Due droni hanno centrato una portarinfuse battente bandiera sammarinese al largo del porto russo di Novorossiysk. L'attacco, avvenuto la mattina del 14 agosto, è stato reso noto dal Registro Navale della Repubblica di San Marino e diffuso da San Marino Rtv. A bordo si trovava un equipaggio di 23 persone di diverse nazionalità: due marinai siriani sono rimasti feriti e trasferiti in ospedale, ma le loro condizioni non desterebbero preoccupazioni. Subito dopo l'impatto il personale ha avviato le procedure d'emergenza, spegnendo i principi d'incendio scoppiati a bordo. La nave è poi ripartita con i propri mezzi ed è ora in navigazione verso la Turchia, dove è attesa intorno alla mezzanotte di oggi. All'arrivo saranno presenti gli ispettori dello Stato di bandiera e le squadre mediche.
Kiev ha lanciato attacchi missilistici in profondità sul territorio russo, centrando un centro dell'agenzia spaziale Roscosmos nella regione di Samara e una base aerea nell'oblast di Nizhny Novgorod. Lo ha reso noto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel primo caso, a essere raggiunto è stato il centro "Progress", impianto situato a circa 900 chilometri dal confine ucraino e attivo, tra le altre cose, nella produzione di componenti elettronici. "Un buon risultato", ha commentato il leader di Kiev sui social, definendolo "una delle principali aziende di Roscosmos". Secondo Zelensky, per l'operazione sono stati impiegati i missili Flamingo, sviluppati dall'azienda della difesa Fire Point, che ha confermato l'uso dei suoi FP-5 nel raid contro il polo aerospaziale e missilistico russo. Il presidente ha inoltre indicato che gli attacchi a lungo raggio delle ultime ore hanno colpito anche la base aerea di Savasleyka, nel Nizhny Novgorod, a circa 700 chilometri dall'Ucraina, dove sarebbero dislocate postazioni di lancio missilistico russe.
Le forze di difesa aerea hanno abbattuto o neutralizzato otto droni nella regione di Mosca durante la notte; una donna di 55 anni e un bambino di 9 anni sono rimasti feriti nell'attacco, ha riferito il governatore della regione, Andrey Vorobyov citato dalla Tass. "Questa notte, le forze di difesa aerea hanno respinto un attacco di droni nella regione di Mosca. Otto UAV sono stati abbattuti o neutralizzati nella regione, a Domodedovo, Odintsovo, Ramenskoye, Chekhov, Shatura e Voskresensk", ha scritto sul suo canale social Max. "Purtroppo, ci sono delle vittime. A Shatura, una donna di 55 anni e un bambino di 9 anni sono rimasti feriti quando un drone ha colpito un'abitazione privata", ha aggiunto. Il governatore ha inoltre precisato che il bambino è in condizioni critiche. I medici gli stanno fornendo tutta l'assistenza medica necessaria. Il bambino verrà presto trasferito al Centro Clinico e di Ricerca Pediatrica Leonid Roshal.
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Incontro diplomatico E3 sui negoziati di pace
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Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato un attacco riuscito contro l'aeroporto di Abu al-Duhur in Siria, motivandolo con la necessità di prevenire attività turche ritenute una minaccia per la sicurezza di Israele.

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Scoperto un deposito di armi segreto vicino a Berlino, attribuito dai servizi di sicurezza tedeschi all'intelligence russa. Parallelamente, il governo tedesco valuta sanzioni contro la Casa russa di Berlino in seguito a recenti incidenti con droni.

I ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver colpito con droni un aeroporto e un impianto petrolifero della Aramco nella regione saudita di Najran, vicino al confine yemenita.

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