Guerra Iran, Pentagono: "Carenza munizioni". Media: "Petroliera contro mina a Hormuz"
L'ispettore generale conferma il problema fatto emergere dai giornali Usa e smentito da Trump e Hegseth. I ribelli yemeniti filo-iraniani hanno preso il controllo di altre isole nella parte meridionale del Mar Rosso.
Quick Look
- Il Pentagono conferma una carenza di munizioni dovuta al conflitto con l'Iran.
- Nel frattempo, la petroliera El Gaia è in fiamme dopo aver urtato una mina a Hormuz, mentre gli Houthi espandono il controllo nel Mar Rosso e cresce la tensione in Libano e Gaza.
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Why It Matters
Il conflitto tra Iran e USA ha causato tensioni crescenti nel Golfo Persico e nel Mar Rosso. Le scorte di munizioni statunitensi sono oggetto di dibattito politico interno.
L'ispettore generale conferma il problema fatto emergere dai giornali Usa e smentito da Trump e Hegseth. I ribelli yemeniti filo-iraniani hanno preso il controllo di altre isole nella parte meridionale del Mar Rosso, a nord dello Stretto di Bab el-Mandeb. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Associated Press, citando funzionari del governo yemenita e fonti interne ai ribelli. La scorsa settimana, gli Houthi avevano conquistato la città portuale di Al-Mokha e l'isola di Perim.
Resta alta la tensione sullo stretto di Hormuz. I pasdaran hanno riferito che la petroliera El Gaia ha preso fuoco dopo aver urtato una mina transitando in una zona interdetta e hanno accusato gli Usa di aver colpito due pescherecci nel Golfo. L'ispettore generale del Pentagono ha pubblicato il suo primo rapporto sulla guerra con l'Iran e ha dichiarato che il conflitto ha provocato una carenza di munizioni statunitensi, confermando le notizie smentite da Trump e Hegseth.
I ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi hanno preso il controllo di altre isole nella parte meridionale del Mar Rosso. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Associated Press, citando funzionari del governo yemenita e fonti interne ai ribelli, secondo i quali i combattenti hanno conquistato le isole Hanish, situate a circa 160 chilometri a nord dello Stretto di Bab el-Mandeb. La scorsa settimana, gli Houthi avevano conquistato la città portuale di Al-Mokha e l'isola di Perim.
I caschi blu dell'Onu impegnati nella zona cuscinetto tra Libano e Israele continuano a registrare movimenti militari israeliani, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore da giugno. Lo ha detto il portavoce della segreteria generale dell'Onu, Farhan Haq. "Tra giovedì e domenica sono stati registrati almeno trentadue attacchi aerei all'interno dell'area controllata dalla missione di pace Onu", ha detto. "I caschi blu, ha aggiunto, continuano inoltre a osservare una "intensa attività di artiglieria da parte delle Forze di difesa israeliane, lo schieramento tattico di soldati, operazioni di genio militare e movimenti di veicoli".
Continuano i raid israeliani a Gaza, mentre il bilancio delle vittime si aggrava. È quanto ha dichiarato il portavoce dell'Onu Farhan Haq, facendo il punto della situazione con i media internazionali. Parlando degli attacchi israeliani nella Striscia, il portavoce ha citato informazioni dell'Unicef, secondo cui la scorsa settimana nove bambini sono stati uccisi o sono morti per le ferite riportate: tra loro, due sorelle di sei e 12 anni e altri quattro bambini di età compresa tra i tre e i 14 anni. L'Unicef ha inoltre riferito che una donna incinta e il bambino che portava in grembo sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco. Almeno 13 bambini sarebbero rimasti feriti.
L'ispettore generale del Pentagono ha pubblicato il suo primo rapporto sulla guerra con l'Iran e ha dichiarato che il conflitto ha provocato una carenza di munizioni statunitensi e creato "colli di bottiglia" nelle catene di approvvigionamento, mentre l'amministrazione Trump lavora per ricostituire le scorte di armi. Lo riporta Nbc News. "Per attenuare questi vincoli", si legge nel rapporto, il dipartimento della Difesa sta "lavorando per snellire i processi di approvvigionamento e ridurre i tempi di produzione, oltre ad accumulare scorte di materiali critici, componenti e alcune munizioni, così da poter reagire rapidamente in caso di emergenza". Il risultato dell'indagine conferma quanto avevano rivelato i media americani nei mesi scorsi, quando avevano parlato di scorte ridotte nell'arsenale. Il presidente Donald Trump e il segretario della Difesa Pete Hegseth avevano smentito la notizia, affermando invece che le scorte erano "infinite".
Le giovani Taraneh e Romina Rahimi, arrestate dopo aver partecipato a una manifestazione a Isfahan a gennaio, furono prelevate di notte da uomini mascherati. Quando la madre le ha riviste in carcere, presentavano lividi, fratture e segni di isolamento prolungato. Taraneh denuncia confessioni estorte sotto tortura. Il tribunale ha condannato la prima a morte e Romina a 25 anni: i familiari temono un'esecuzione rapida e hanno reso pubblica la vicenda.
Un attacco con droni ha colpito due pescherecci iraniani al largo di Bandar-e Kargan, nelle acque del Golfo. Lo riferiscono i media di Teheran, che attribuiscono il raid agli Stati Uniti. Diversi pescatori risultano dispersi e sono in corso le operazioni di ricerca e soccorso.
In un momento di grande incertezze sul conflitto in Medio Oriente, crescono le preoccupazioni sulle conseguenze. La metà degli americani pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58% si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza che cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo nella percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e terrorismo.
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti.
Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha accusato il governo di "chiudere gli occhi" davanti alla "pulizia etnica" in corso nei territori palestinesi occupati. Altri 11 Paesi in una dichiarazione congiunta hanno annunciato che intendono applicare sanzioni agli scambi commerciali con quei territori. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar: "Affermazioni scandalose e false, tentativo di interferire nella politica israeliana nella campagna elettorale". Chiuso il consolato britannico a Gerusalemme Est.
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni legate all'Iran contro la banca russa Vtb, accusandola di aver aiutato Teheran a eludere le restrizioni attraverso rapporti bancari e meccanismi di pagamento. La misura, adottata dal Dipartimento del Tesoro americano, colpisce uno dei maggiori istituti di credito russi, già pesantemente sanzionato.
La Marina dei pasdaran ha riferito che la superpetroliera El Gaia ha urtato una mina mentre tentava di attraversare una "zona proibita" a sud dello Stretto di Hormuz. I tentativi di spegnere l'incendio sono falliti e l'intera nave è avvolta dalle fiamme. Lo riporta l'agenzia Fars.
Gli Houthi hanno minacciato rappresaglie dopo la nuova ondata di attacchi sauditi. "Nelle ultime 24 ore, il nemico saudita ha colpito per 54 volte le province di Taiz, Lahij, al-Jawf, Marib e Hajjah con caccia F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif", ha riferito il portavoce delle Forze Armate yemenite, Yahya Saree, a quanto riporta la tv iraniana. "Questa aggressione brutale non resterà senza risposta né senza punizione", ha assicurato.
Il primo ministro Andy Burnham sta valutando se aiutare l'Arabia Saudita a contrastare gli attacchi degli Houthi nello Yemen. Lo ha riferito l'agenzia Bloomberg. Secondo fonti informate, il premier ha ricevuto da Riad richieste di sostegno diplomatico ma anche militare, compreso il supporto operativo alle proprie forze armate per respingere l'avanzata del lungo la costa yemenita del Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb e per proteggere le infrastrutture petrolifere saudite dagli attacchi. Burnham avrebbe accettato di inviare consiglieri militari a Riad ma, spiega Bloomberg, non è chiaro se accoglierà le richieste.
Il premier Benjamin Netanyahu attacca in un video di un minuto sui social 'Naza', il documentario di produzione israeliana sull'Idf a Gaza premiato a Venezia. "Ne ho sentito parlare, ed è sconvolgente - afferma il premier israeliano -. Stiamo combattendo l'incitamento all'antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene da dentro di noi, è intollerabile". Lo riporta il Times of Israel.
Molavi Yousef Gorgich, l'imam sunnita della moschea Mohammad Rasulallah di Zahedan, nella provincia iraniana sud-orientale del Sistan-Baluchistan, è stato ucciso da uomini armati non identificati. Secondo l'agenzia Fars, fonti informate hanno confermato l'assassinio, avvenuto questa mattina prima di mezzogiorno.
"L'Iran, un paese in crisi, vuole concludere un accordo, in fretta e male. Deciderò io se gli Stati Uniti sceglieranno o meno di avviare un confronto - un'ipotesi a cui siamo aperti". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Almeno un palestinese è rimasto ucciso e diversi altri feriti in un attacco di droni israeliani contro una tenda che ospitava sfollati nella zona di al-Mawasi a Khan Younis. Lo riferisce una fonte dell'ospedale Nasser ad Al Jazeera.
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato l'apertura di un'indagine sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del documentario 'Naza', vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia.
"Condanno l'attacco degli Houthi contro l'Arabia Saudita. Siamo solidali con i nostri partner del Golfo di fronte agli attacchi incessanti sferrati dai proxy dell'Iran. Continueremo a collaborare con i nostri partner per garantire una navigazione sicura e libera attraverso lo Stretto di Hormuz e per la stabilità in Medio Oriente. È una questione che riguarda tutti noi". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Decine di detenuti siriani del carcere di Rumieh, il più grande del Libano e che si trova nei pressi della capitale Beirut, hanno annunciato uno sciopero della fame e della sete a tempo indeterminato, esteso al rifiuto dei farmaci anche per i malati cronici. Lo riferisce un comunicato dei detenuti citato dai media siriani e libanesi, secondo cui la protesta coinvolge tutti i reclusi e nasce contro la sospensione della legge di amnistia generale, approvata in agosto dal parlamento libanese e bloccata il 10 settembre dal Consiglio costituzionale in attesa di pronunciarsi su un ricorso.
What to Watch
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Ulteriori sanzioni contro entità legate all'Iran
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- Quale sarà la risposta USA all'attacco alla petroliera?
- Quali saranno le conseguenze reali delle sanzioni alla banca Vtb?







