I sindacati: 'Da lunedì sciopero nazionale ex Ilva di 24 ore'
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I sindacati hanno proclamato 24 ore di sciopero nazionale negli stabilimenti Ex Ilva dopo l'annuncio di Acciaierie d'Italia di sospendere le attività produttive a Taranto, Genova e Novi Ligure, in attesa delle decisioni giudiziarie sulla continuità aziendale.
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Why It Matters
L'ex Ilva di Taranto è soggetta a un provvedimento giudiziario della Corte d'Appello di Milano che ne dispone il fermo delle attività produttive, in attesa della decisione definitiva della Corte di Cassazione. Il governo sta valutando un decreto-legge per garantire tutele sociali e continuità produttiva attraverso un piano industriale basato su acciaio green.
Da lunedi proclamate 24 ore di sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti Ex Ilva. Lo hanno annunciato i sindacati alla fine del tavolo a Palazzo Chigi con il governo
di Alfonso AbagnaleIl punto
(di Alfonso Abagnale)
Una doccia gelata per l'ex Ilva. Acciaierie d'Italia ha annunciato uno stop agli impianti di Taranto, Genova e Novi Ligure nello stesso giorno dell'incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sul futuro dell'azienda. Nel corso del tavolo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha indicato che il governo intende portare nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto-legge che contenga le tutele sociali per i lavoratori e che punti a una Cassa integrazione non per chiusura attività, ma in una prospettiva di continuità. L'obiettivo del governo è una produzione di acciaio green con impianto Dri e forni elettrici, purché nell'ambito di un piano industriale credibile, ha spiegato il sottosegretario.
Intanto a partire da domani, 9 ottobre, saranno sospese tutte le attività produttive degli impianti dell'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto, afferma Acciaierie d'Italia in As, in una nota inviata a prefetto, enti locali e forze dell'ordine. La decisione viene ricondotta all'ottemperanza al decreto della Corte d'Appello di Milano del 27 luglio, dopo il rigetto, notificato il 5 ottobre, della richiesta di sospensione dell'esecuzione. L'azienda fa anche richiesta di ammortizzatori sociali. Gli impianti saranno mantenuti in modalità di riscaldo, "hot stand-by", in attesa della decisione della Corte di Cassazione. Ma "in assenza" di un provvedimento favorevole, il 24 ottobre verrà "sospeso" anche il mantenimento in riscaldo, con lo spegnimento definitivo dell'area a caldo entro il 25 ottobre, "senza alcuna possibilità" di riavvio successivo.
"A poche ore dall'incontro del governo con i sindacati, Acciaierie d'Italia si affretta ad annunciare l'attivazione della cassa integrazione dei lavoratori con un tempismo che ha il solo effetto di aggravare la tensione in una situazione già drammatica e che rischia di ricadere solo sui lavoratori e sui territori dove lavorano", avverte il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, auspicando che il governo "possa scongiurare questa ipotesi". Inoltre Adi ha anche annunciato che entro il "prossimo 15 novembre" avverrà la "fermata temporanea generale" degli stabilimenti ex Ilva di Genova e di Novi Ligure. "L'annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile", tuonano i sindaci di Genova e Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere. "E' una prospettiva insostenibile per le lavoratrici e i lavoratori, per Genova e Novi Ligure e per l'intera filiera siderurgica del nostro Paese", denuncia Salis.
"L'annunciata chiusura degli stabilimenti ex Ilva di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi rappresenta una notizia molto grave, non solo per Liguria e Piemonte, ma per l'intera filiera dell'acciaio italiana, strategica per il futuro industriale del Paese", affermano Marco Bucci, presidente di Regione Liguria, e Alberto Cirio, presidente di regione Piemonte. Entrando a Palazzo Chigi per il tavolo con il governo, i sindacati hanno messo in chiaro che la chiusura dell'Ex Ilva è "inaccettabile". "I lavoratori hanno mostrato un grande senso di responsabilità e quindi bisognerebbe evitare che a pagare il prezzo di scelte e di errori che non sono dei lavoratori siano scaricate su tutte lavoratrici e lavoratori dell'Ex Ilva", ha detto il segretario generale Fiom-Cgil, Michele de Palma. Per l'Usb la strategia industriale di un Paese "non la decide la magistratura". "Il governo è molto abile nel muoversi dentro questo tipo di narrazione, noi sappiamo che questo è diventato un grande bell'alibi per non parlare dei problemi veri e di non parlare di quello che sta succedendo in questo momento a Taranto", ha sottolineato il membro dell'esecutivo nazionale dell'Usb, Sasha Colautti.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La Corte di Cassazione si pronuncerà sul ricorso contro il fermo delle attività dello stabilimento ex Ilva di Taranto entro fine ottobre 2026.
Likely · Within weeks
Il governo approverà un decreto-legge contenente tutele sociali per i lavoratori ex Ilva entro novembre 2026.
Possible · Within months
Open Questions
- Quali saranno le decisioni definitive della Corte di Cassazione sullo stabilimento di Taranto?
- Il governo riuscirà a approvare il decreto-legge sulle tutele sociali prima delle scadenze operative?
- Quali saranno gli effetti occupazionali effettivi delle fermate temporanee negli stabilimenti di Genova e Novi Ligure?




