
L’Antitrust brasiliano autorizza la nascita di Saipem7, mancano ancora l’ok dell’Accc australiana e della Commissione europea
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Il lungo processo di autorizzazione per la fusione tra Saipem e Subsea7 ha visto il Brasile come uno degli ostacoli più attesi, con Petrobras e altre compagnie che si erano opposte chiedendo la cessione di alcune navi specializzate per preservare la concorrenza nel mercato dei servizi offshore in acque profonde.
MILANO – Superato l’ostacolo più grande, i due pretendenti sono pronti a convolare a nozze. O quasi. Il tribunale del Conselho Administrativo de Defesa Econômica (Cade), l’Antitrust brasiliano, ha approvato la fusione tra Saipem e Subsea7 che porterà alla creazione di Saipem7, attore europeo nell’ingegneria e nella costruzione di grandi impianti a servizio del settore energetico, con circa 21 miliardi di euro di ricavi e un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi. Adesso manca solo l’ultimo miglio.
Via libera (con rimedi) in Brasile
L’autorizzazione brasiliana era tra le più attese nel lungo processo verso la fusione. È proprio nel Paese sudamericano che l’operazione tra il gruppo italiano e quello norvegese aveva riscontrato maggiore opposizione. Lo scorso giugno, infatti, l’organo tecnico del Cade aveva autorizzato le nozze senza apporre condizioni. Ma Petrobras e altre compagnie avevano presentato ricorso, chiedendo la cessione di alcune navi specializzati per preservare la concorrenza nel mercato dei servizi offshore in acque profonde.
Il mese scorso, Saipem e Subsea7 hanno depositato alcune memorie al tribunale chiedendo di confermare il via libera incondizionato, contro le obiezioni di Petrobras. Oggi il Cade approva la fusione, ma impone la cessione della nave Seven Borealis, specializzata nella posa di condotte e in grado di operare su progetti con profondità superiori a 1.500 metri. Questo, spiega una nota, “in risposta ad alcuni rilievi concorrenziali”. Le compagnie hanno dunque ottenuto un rimedio, anche se molto più leggero di quanto richiesto. I manager della futura Saipem7 confermano le sinergie annunciate – circa 300 milioni di euro su base annua – e prevedono che la vendita della nave non abbia “impatti significativi sul razionale strategico della fusione”.
L’ultimo miglio
Il processo di autorizzazione è alle battute finali. Con il Brasile, Saipem7 ha ottenuto il via libera da 11 autorità su 16, tra cui la Competition and Markets Authority del Regno Unito e il governo italiano per il golden power. All’appello mancano, invece, l’ok dell’Autorità australiana garante della concorrenza (Accc) e la decisione ai sensi dell’antitrust della Commissione europea.
La prima si esprimerà il 22 dicembre, mentre Bruxelles, dopo aver deciso di approfondire l’analisi, ha messo in pausa l’istruttoria lo scorso 25 agosto, senza fornire al mercato una nuova data. Il termine precedente era il 16 dicembre.
AI outlook — possibilities, not facts
L’ACCC australiana si esprimerà sulla fusione il 22 dicembre
Very likely · Within days
La Commissione europea riprenderà l’istruttoria e prenderà una decisione sulla fusione
Likely · Within weeks

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