
Migliaia di persone si sono radunate nella capitale serba per l'ultimo saluto al criminale di guerra condannato per il genocidio di Srebrenica.
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Ratko Mladic era stato condannato all'ergastolo dal Tribunale dell'Aja per genocidio e crimini contro l'umanità commessi durante la guerra in Bosnia.
Sin dalle prime ore del mattino una folla di migliaia di persone si è radunata nella capitale serba per l’ultimo saluto al criminale di guerra Ratko Mladic, condannato per le atrocità compiute durante la guerra in Bosnia negli anni '90.
I partecipanti al funerale si sono ritrovati nella chiesa di San Luca a Belgrado per rendere omaggio a Mladic, molti baciando la bara chiusa mentre i sacerdoti ortodossi serbi recitavano preghiere. La polizia ha bloccato le strade nella zona circostante con l'arrivo della folla.
Sono migliaia le persone presenti, in tanti indossano magliette che inneggiano a Mladic. Bandiere serbe sono state appese nelle vicinanze e un enorme striscione srotolato attraverso la strada recitava: "Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe, affinché la gloria della Serbia possa tornare”.
L'ex comandante serbo-bosniaco è morto il 27 agosto in detenzione all'Aja, dove scontava l'ergastolo per genocidio e crimini di guerra e contro l'umanità. Dopo la cerimonia di commemorazione militare e la camera ardente, la cerimonia funebre si conclude al cimitero di Topčider.
Le atrocità commesse da Mladic durante la guerra nei Balcani, nel periodo della dissoluzione dell'ex Jugoslavia, gli valsero il soprannome di "Macellaio della Bosnia" sui media internazionali. Venne condannato per genocidio in relazione al massacro di Srebrenica del 1995. Nonostante le sentenze, è ancora considerato un eroe da alcuni serbi, in particolare nella Republika Srpska, dove la sua morte è stata commemorata con veglie e raduni.
Sabato, circa 300 persone si sono riunite per una commemorazione in onore di Mladic presso una struttura militare di Belgrado, organizzata da un'associazione di generali dell'esercito serbo, sia in servizio che in pensione. Erano presenti anche il figlio di Mladic, Darko, e altri membri della famiglia, nonché il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic e funzionari della Republika Srpska, tra cui il presidente Sinisa Karan.
Il feretro è arrivato oggi nella chiesa di San Luca, dopo che i medici dell'Accademia medica militare hanno compiuto l’autopsia.
In Bosnia-Erzegovina, dove l'apologia di criminali di guerra è un reato penale, in soli sette giorni sono state presentate ben 76.000 denunce, sulla base delle quali sono stati avviati oltre 930 procedimenti penali, contro persone che pubblicamente esaltavano il defunto generale Mladic e negavano il genocidio dei musulmani di cui è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale dell'Aja. E la Procura della BiH ha avviato indagine contro alcuni dei più alti funzionari della Republika Srpska.
Intanto Ognjen Gudelj, per molti anni medico personale Ratko Mladic, ha denunciato quelle che a suo dire sono state cure "negligenti" ed esami del sangue e della pressione "irregolari" ricevute dal generale e criminale di guerra all'Aja, in questi ultimi tempi in cui era malato.
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Apertura di ulteriori procedimenti penali in Bosnia per apologia di reato.
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