Il Senato approva l'aumento delle firme richieste per le liste civetta, passando da 1.500 a 6.000 per collegio
Quick Look
- Il Senato ha approvato un emendamento governativo che quadruplica le firme necessarie per presentare le liste alle elezioni, da 1.500 a 6.000 per collegio, per contrastare le cosiddette liste civetta.
- L'opposizione denuncia la misura come discriminatoria e da regime sudamericano, mentre il centrodestra la difende mirando a colpire le liste di disturbo.
- Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha inoltre evocato la possibilità di voto anticipato, alimentando sospetti di un'accelerazione per evitare il giudizio della Consulta sulla legge elettorale.
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Why It Matters
Il dibattito sulla legge elettorale in Italia si è intensificato, con il centrodestra che mira a contrastare le cosiddette liste civetta attraverso l'aumento delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali.
Chiuso, almeno per ora, quello sulle preferenze si apre un nuovo caso sulla legge elettorale, stavolta sulle firme. Per bilanciare la cancellazione di qualsiasi soglia di voti per contribuire al premio, il centrodestra in chiave anti-liste civetta quadruplica le sottoscrizioni da raccogliere per chi non è in Parlamento (si passa da 1.500 a 6mila per collegio). Una raccolta monstre che - a conti fatti - costringe le nuove formazioni, solo per Montecitorio per presentarsi in tutti i 49 collegi (la norma chiede di correre almeno in metà), a dover presentare circa 300mila firme.
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Contro le liste civetta
Il Senato approva la misura, contenuta in un emendamento riformulato dal governo di FdI, dopo un deciso scontro tra maggioranza e opposizione. L’ipotesi iniziale, poi rivista in mattinata dalla maggioranza, prevedeva una cifra ancora più alta proponendo di passare da 1.500 a 9mila per collegio. Protestano le opposizioni parlando di misura «da regime sudamericano, inaccettabile e discriminatoria». La difendono dal centrodestra con FI che ricorda «i vergognosi casi di liste come Forza Lazio o Forza Roma» e spiegando che l’obiettivo è colpire le liste di disturbo mentre fuori dal Palazzo, da Onorato al Prc, tutti i papabili coinvolti sono sul piede di guerra.
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Ipotesi voto anticipato
Lo scontro in Aula sul punto prima del voto è muscolare: le opposizioni provano a chiedere una sospensione e la verifica del numero legale più volte. A dirigere i lavori il presidente Ignazio La Russa che cerca di mantenere l’ordine e illustrando la misura (che fino all’ultimo non viene depositata), ricorda anche come la legge preveda il dimezzamento delle sottoscrizioni in caso di urne anticipate. Più di qualcuno nell’opposizione polemizza sulla sua uscita costringendolo a precisare che stava semplicemente citando la legge in vigore. Poche ore dopo, però, il presidente del Senato - che smentisce anche qualsiasi tipo di scontro con Giorgia Meloni sulla gestione dell’esame della riforma - torna a evocare le urne anticipate. «Il voto a settembre - osserva - è anomalo. Se non si vuol votare a settembre, non escludo che si possa votare qualche mese o giorno prima». Un tema che ritorna, al netto del niet della Lega, nei ragionamenti di diversi esponenti della maggioranza. E una delle letture che ne dà l’opposizione è che si acceleri per evitare la sentenza della Consulta sulla legge elettorale.
Le opposizioni all’attacco
Secondo il Dem Dario Franceschini - ad esempio - la premier «è tentata di accelerare il voto per non dare il tempo alla Corte Costituzionale di dichiarare inammissibili diverse parti della legge elettorale che sono manifestamente incostituzionali». Compresa quella sulle firme contro la quale, Elly Schlein, promette «faremo muro». Mentre Giuseppe Conte rivolge un appello al Colle. «Chiedo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di bloccare questa norma che è una vergogna», scandisce. E nel giorno della scomparsa della leader radicale Emma Bonino osserva come, con norme come queste, non sarebbe riuscita a entrare in Parlamento.
Le strategie
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della nuova soglia di firme per le liste elettorali
Likely · Within months
Il dibattito sul voto anticipato continuerà nei prossimi mesi dentro la maggioranza
Possible · Within months
Open Questions
- La Corte Costituzionale dichiarerà incostituzionale la nuova soglia di firme?
- Il voto anticipato verrà effettivamente convocato?
- Quali liste saranno effettivamente escluse dalla nuova norma?







