Il Tribunale di Sorveglianza respinge l'istanza di differimento della pena per Mario Roggero
Il magistrato di sorveglianza ha negato la richiesta della difesa in attesa della domanda di grazia, mentre il caso alimenta un acceso dibattito politico e attacchi ai magistrati.
Quick Look
- Il magistrato di sorveglianza ha respinto l'istanza di differimento della pena per Mario Roggero, condannato a oltre 14 anni, in attesa della domanda di grazia al Presidente Mattarella.
- La decisione ha riacceso il dibattito sulla proporzionalità delle pene e la legittima difesa, con forti reazioni politiche e attacchi all'ANM.
AI-generated summary
Why It Matters
Il magistrato di sorveglianza ha respinto l'istanza di differimento della pena per Mario Roggero, condannato a oltre 14 anni, in attesa della decisione sulla domanda di grazia avanzata al Presidente della Repubblica. La giurisprudenza della Cassazione limita il differimento ai casi in cui l'esecuzione della pena non sia ancora iniziata.
Secondo il magistrato di sorveglianza il Tribunale di Sorveglianza, a cui demanda "ogni valutazione", "potrà assumere una ponderata decisione con completa istruzione di elementi istruttori, tra i quali anche la motivazione della sentenza della Corte di Cassazione, che si è pronunciata sul ricorso avanzato dal Roggero". L'istanza era stata presentata dal difensore Stefano Marcolini, che chiedeva il differimento della pena in attesa della decisione sulla domanda di grazia avanzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone. L'atto richiama la domanda di grazia, in cui si fa presente che la sentenza "rappresenta per mio marito Mario una sorta di ergastolo" e "che tale pronuncia, se eseguita rappresenterebbe per me, per le nostre quattro figlie e per la famiglia tutta una ulteriore condanna a non poter più vedere Mario in libertà, per non parlare dei danni economici all'attività della nostra gioielleria". Il magistrato di sorveglianza precisa: "La giurisprudenza della Corte di Cassazione ritiene che il differimento dell'esecuzione della pena in caso di presentazione della grazia sia applicabile solo nei casi in cui l'esecuzione della pena non sia ancora iniziata e non quando l'esecuzione della pena sia già in corso, come nella presente ipotesi". Viene inoltre evidenziato che il "differimento, per quanto fattispecie del tutto autonoma rispetto alla concessione della grazia da parte dell'autorità deputata, risulta funzionalmente destinata ad impedire, in caso di pene detentive brevi, la vanificazione di un eventuale provvedimento clemenziale, che potrebbe intervenire tardivamente".
Secondo quanto appreso, dopo aver saputo della trasmissione degli atti da Torino a Milano, lunedì sera il legale di Roggero aveva inviato una Pec ai magistrati milanesi reiterando l'istanza di differimento della pena. Ieri l'Ufficio di sorveglianza milanese aveva poi restituito gli atti a Torino, ritenendo che la competenza resti nel capoluogo piemontese poiché l'istanza era stata presentata quando il 72enne era ancora in stato di libertà.
"Il signor Roggero non ha mai chiesto l'estinzione della pena o un colpo di spugna, bensì un differimento temporaneo dell'esecuzione della pena", aveva spiegato il professor Sergio Novani, analista processuale nel collegio di difesa del gioielliere. La richiesta presentata dalla difesa, ha sottolineato Novani, è stata avanzata "in pendenza della domanda di grazia. Purtroppo, - osserva - il dibattito che si è generato su questo caso rischia di far passare uno strumento tecnico finalizzato al solo differimento per un'istanza congegnata per un'estinzione definitiva della condanna". Si alimenta così "una confusione strumentale con l'evidente obiettivo, per alcuni, di orientare l'opinione pubblica e spingere verso un rigetto dell'istanza". "La legge non funziona a colpi di slogan - aggiunge Novani -. I reali presupposti per concedere il differimento sono chiari: la serietà della domanda di grazia pendente davanti al capo dello Stato, l'assenza di un concreto pericolo di reiterazione del reato e un dovere di umanità verso un uomo ultrasettantenne, per evitare che l'espiazione inizi proprio mentre si valuta l'atto di clemenza. Insomma, nessuno domanda corsie preferenziali, ma il rispetto del codice".
Minacce, insulti e messaggi d'odio in un clima in cui si è "attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull'omicidio e sulla legittima difesa": l'Associazione nazionale dei magistrati ha lanciato l'ennesimo allarme per le continue intimidazioni a seguito delle polemiche per la vicenda della condanna a oltre 14 anni di carcere di Mario Roggero.
Intanto sul caso è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un'intervista a Il Giornale ha osservato: "È evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c'è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia". "Come si può chiedere a un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? - ha aggiunto la premier - Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo". E per il vicepremier Matteo Salvini, intervistato a Start su Sky TG24, Roggero "non merita 14 anni di galera".
"Quando una persona sta scappando non è legittima difesa. Ma in questa vicenda c'è anche il tentativo di farci parlare di altro, non delle bollette e della benzina", ha detto invece la segretaria del Pd, Elly Schlein, a In Onda. Sulla stessa linea anche il leader del M5S Giuseppe Conte: "Nel caso Roggero non parliamo assolutamente di legittima difesa - ha sottolineato a Sky TG24 - parliamo di una rappresaglia, una vendetta al di fuori di qualsiasi contesto di legittima difesa".
"Io credo che bisogna abbassare i toni, da parte di tutti e lasciare alla magistratura il modo e il tempo di fare il suo lavoro”, ha detto il procuratore capo di Milano Marcello Viola commentando gli attacchi social ai magistrati che hanno condannato il gioielliere Mario Roggero e le tensioni politiche sul tema della legittima difesa. Secondo Viola, il punto è anche quello di "provare a valutare dopo avere letto bene le motivazioni dei provvedimenti. Ma soprattutto bisogna tornare a rasserenare il clima, tornare ad un rapporto istituzionale che consenta anche di evitare eccessi come quelli che si sono visti in questi giorni".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il Tribunale di Sorveglianza assumerà una decisione ponderata dopo aver istruito completamente gli elementi, inclusa la motivazione della sentenza della Cassazione.
Very likely · Within weeks
Open Questions
- Quale sarà la decisione finale del Tribunale di Sorveglianza?
- La domanda di grazia al Presidente Mattarella verrà accolta?
- Come evolverà il dibattito politico sulla legittima difesa?





