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BackiPhone Duo, la recensione completa. Il pieghevole Apple è già maturo, ma non per tutti
iPhone Duo, la recensione completa. Il pieghevole Apple è già maturo, ma non per tutti
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Sky TG244 days agoTech7 min readItalyView translation

iPhone Duo, la recensione completa. Il pieghevole Apple è già maturo, ma non per tutti

Un dispositivo maturo nell'hardware che punta su un nuovo formato, ma con alcuni compromessi su software e fotocamere.

Quick Look

  • Apple entra nel mercato dei pieghevoli con iPhone Duo, un dispositivo a libro con display interno da 7,6 pollici e finiture in titanio.
  • Il prodotto offre un'integrazione hardware avanzata, ma rinuncia al teleobiettivo e presenta limitazioni software.

AI-generated summary

Why It Matters

Apple entra nel mercato degli smartphone pieghevoli con iPhone Duo, un dispositivo che si apre a libro. Il prodotto utilizza il processore A20 Pro e il sistema operativo iOS 27.

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Apple è arrivata tardi sul mercato degli smartphone pieghevoli, ma non ha cercato di recuperare il tempo perso limitandosi a riproporre una formula già vista. iPhone Duo parte dalla stessa idea dei foldable a libro dei principali competitor Android, ma la interpreta con proporzioni diverse: da chiuso è un iPhone piccolo, largo e simile a un passaporto; aprendolo diventa un dispositivo che si avvicina più a un iPad mini che a un telefono tradizionale. È il cambiamento più profondo nella forma di iPhone dall’arrivo del primo modello, ma non necessariamente una rivoluzione per l’intera categoria. Gran parte delle sue caratteristiche esiste già, in forme differenti, nei migliori pieghevoli Android. La novità sta piuttosto nel modo in cui Apple ha collegato fra loro cerniera, display, fotocamere, processore e sistema operativo. Il risultato è un prodotto di prima generazione più maturo del previsto sul piano dell’hardware, ma condizionato da alcuni compromessi nel software e nell’ergonomia.

iPhone Duo è disponibile nelle tonalità Bianco stellare e Cielo notturno. Il telaio è realizzato in titanio di grado 5, con una finitura lucida che si alterna al trattamento microsabbiato della copertura della cerniera. Quest’ultima è stampata in 3D ed è il più grande componente di questo tipo mai montato su un iPhone, secondo quanto riferito da Apple. Le dimensioni raccontano bene la doppia natura del prodotto. Da chiuso misura 117,8 millimetri in altezza, 84,1 in larghezza e 11,3 in spessore. Da aperto lo spessore scende a 5,2 millimetri. Il peso è invece di 254 grammi, cinque in più rispetto a iPhone 18 Pro Max. Non è dunque un peso piuma e, una volta chiuso, nemmeno particolarmente sottile. Ma in tasca peso e spessore sembrano quasi sparire: il telefono è molto comodo a nostro avviso sia da trasportare che da impugnare. iPhone Duo è un oggetto tecnologico costruito con precisione e con una qualità percepita premium, coerente con la fascia di prezzo.

Il display esterno Super Retina XDR misura 5,4 pollici, mentre quello interno arriva a 7,6 pollici. Entrambi sono OLED, always-on e dotati di tecnologia ProMotion fino a 120 Hz, con luminosità di picco dichiarata di 3.000 nit all’aperto. Apple ha utilizzato la stessa proporzione di 1,4:1 sui due pannelli, permettendo ai contenuti di ridimensionarsi senza cambiare improvvisamente forma quando si apre o si chiude il telefono. Lo schermo esterno offre il 90% della superficie di iPhone 18 Pro ma la forma corta e larga cambia sensibilmente la visualizzazione delle applicazioni. È adeguato per notifiche, messaggi brevi, musica, mappe e fotografia, mentre attività che richiedono molto sviluppo verticale invitano ad aprire il dispositivo, nonostante dallo schermo esterno si possa fare praticamente tutto. Il display interno è invece la ragione principale per desiderare iPhone Duo. Il rivestimento nanotexture diffonde la luce, limita i riflessi e rende quasi invisibile la piega centrale. L’effetto è diverso da quello dei pannelli lucidi tradizionalmente utilizzati sui foldable: la superficie appare più opaca, trattiene meno impronte evidenti ed è particolarmente piacevole per leggere. Di contro, richiede maggiore attenzione nella pulizia e può attenuare leggermente la brillantezza percepita dei colori. Me nelle nostre prove guardare un film, leggere un documento, modificare foto sullo schermo interno è stato un vero piacere per gli occhi.

Scrivevamo della piega: non è invisibile, ovviamente, ma può essere individuata in controluce e si percepisce, appena, facendo scorrere un dito al centro del display. Durante il normale utilizzo il trattamento opaco riesce a nasconderla davvero bene, tanto che raramente salta agli occhi. La cerniera è composta da oltre cento elementi e utilizza un profilo di coppia variabile, così la resistenza cambia gradualmente durante l’apertura: può mantenere il telefono fermo a diverse angolazioni, rendendo possibili le modalità a tenda, a piccolo notebook e a cornice. La sensazione meccanica è precisa, ma l’apertura con una sola mano non è naturale: la forma e la forza dei magneti invitano a usare entrambe. E purtroppo, soprattutto le prime volte, si tende a toccare per sbaglio il tasto di accensione o quello della fotocamera. Il telefono è protetto da Ceramic Shield 2 nella parte frontale, Ceramic Shield sul retro e ha la certificazione IP68 contro acqua e polvere, caratteristica non banale per un pieghevole. Il pannello interno resta però più delicato di un normale vetro: contiene un polimero nanotexture, strati di vetro sottile, adesivi flessibili e una piastra di titanio destinata a sostenerli. Come ha spiegato a Sky TG24 Kaiann Drance, Vice President of iPhone Marketing at Apple, “la realizzazione di iPhone Duo porta con sé molte sfide e molta soddisfazione. Volevamo che l’esperienza visiva fosse perfetta - racconta - e che il display riducesse i riflessi e al tempo stesso fosse resistente. Volevamo che il telefono resistesse a graffi e ammaccature nel tempo, e che la cerniera gli permettesse di rimanere perfettamente piatto o chiuso a qualsiasi angolazione. Ed è stata necessaria una complessa ingegneria per realizzare tutto questo”.

La domanda fondamentale non è quanto sia spettacolare iPhone Duo da aperto, ma quante volte si senta davvero il bisogno di aprirlo. A volte - e ci è capitato spesso durante le prove di altri telefoni pieghevoli - soprattutto quando si è di fretta o ci si trova in situazioni non “comode” (per strada o su una metropolitana affollata, per intenderci), noi stessi abbiamo evitato di aprire lo schermo, accontentandoci di quello esterno. Ed è proprio questo che ci è capitato anche con il Duo: allo schermo interno, più grande, abbiamo riservato più spesso la lettura, la realizzazione di documenti, il gaming, la scelta e la modifica di foto, relegando a quello esterno le risposte veloci su Whatsapp o la lettura e la consultazione delle mail. Ma qui c'è anche il vantaggio, probabilmente, di un prodotto del genere: avere con sé due telefoni in uno, e un formato che diventa convincente e davvero utile quando c’è il tempo e lo spazio per aprirlo.

Al centro di iPhone Duo c’è A20 Pro, lo stesso processore della famiglia iPhone 18 Pro. È realizzato - spiegano da Apple - con un processo produttivo a 2 nanometri e integra una CPU a 6 core, una GPU a 7 core e due Neural Engine da 16 core. La memoria RAM non è riportata nella documentazione ufficiale, le rilevazioni diagnostiche circolate indicano 12 GB, ma - lo ripetiamo - non è una specifica comunicata direttamente da Apple. L’elemento più interessante, sottolineano gli esperti, non è soltanto la potenza del chip, ma il modo in cui è stato integrato. Invece di collocare la memoria sopra il SoC, i componenti sono disposti affiancati, secondo un’impostazione ispirata ai processori Apple della serie M. Il percorso del calore verso la camera di vapore risulta così più diretto. Uno strato flessibile di grafite distribuisce inoltre l’energia termica fra le due metà del telefono. A20 Pro integra anche un motore specifico per i display, che gli permette di gestire contemporaneamente due OLED a 120 Hz, il passaggio fra pannello esterno e interno e compensare la disposizione dei pixel attorno alla fotocamera nascosta sotto lo schermo. Nell’uso quotidiano non emergono incertezze: animazioni, giochi, elaborazione fotografica e multitasking risultano fluidi. Sotto carichi prolungati il calore può però diventare avvertibile sulla superficie, e ci è capitato in diverse occasioni che il telefono diventasse rovente. I tagli di memoria sono 256 e 512 gigabyte, 1 e 2 terabyte. Il taglio iniziale è adeguato a un prodotto di questa fascia, soprattutto se lo si abbina a spazio di archiviazione su un cloud o su un NAS; i tagli superiori si rivolgono soprattutto a chi registra molti filmati o scatta moltissime foto.

La batteria è divisa in due celle, una per ciascuna metà, ma lavora come se fosse un’unità unica. L’autonomia varia soprattutto in base al tempo trascorso sul display interno e con un impiego misto abbiamo notato che il telefono si comporta in maniera davvero egregia, tanto da superare, in alcune occasioni, la durata della batteria di iPhone 18 Pro, con giornata anche intense terminate con il 20-30 per cento. La batteria è compatibile con il MagSafe e lo standard Qi2.

La forma sottile ha costretto Apple a compiere una scelta da alcuni criticata: mantenere due fotocamere posteriori di qualità elevata, rinunciando però a un teleobiettivo dedicato. La principale Fusion da 48 megapixel scatta per impostazione predefinita a 24 megapixel, può produrre file da 48 megapixel e permette di selezionare lunghezze focali equivalenti di 26, 28 e 35 millimetri. Lo zoom 2x viene ricavato dalla parte centrale del sensore e offre una qualità ottica convincente, ma non sostituisce la portata di un vero teleobiettivo (e negli scatti questo si nota). La seconda fotocamera è un’ultragrandangolare Fusion da 48 megapixel, lo stesso utilizzato sugli iPhone 18 Pro, con supporto alla fotografia macro. Sullo schermo esterno è presente una fotocamera frontale Center Stage da 12 megapixel, mentre sotto il pannello interno è nascosta una seconda videocamera per FaceTime: quest’ultima privilegia la continuità visiva del display rispetto alla qualità. La luce deve attraversare lo strato di pixel prima di raggiungere il sensore, con una perdita inevitabile di dettaglio e contrasto. Va bene per una videochiamata occasionale, ma non è la fotocamera da scegliere per selfie o riprese importanti. Come abbiamo già avuto modo di notare, l’assenza di teleobiettivo pesa su un telefono da oltre 2.300 euro, nonostante comunque la resa delle foto sia in molti casi davvero ottima.

“In iPhone Duo - spiega la vice president di Apple Kaiann Drance - abbiamo integrato un avanzato sistema di fotocamere. Non c’è il teleobiettivo con zoom 8x dell’iPhone 18 Pro, ma grazie a un design unico sono possibili funzionalità come la doppia anteprima, lo scatto intelligente e la possibilità di effettuare FaceTime simultanei, permettendo a due persone di unirsi e vedersi su entrambi i lati dello schermo. Riteniamo che la combinazione di tutti questi elementi rappresenti il giusto equilibrio per iPhone Duo, e naturalmente chi ha bisogno del sistema fotocamere più avanzato con il teleobiettivo può scegliere il 18 Pro, che rimane un’opzione fantastica all’interno della nostra gamma”.

Il vero contributo del formato pieghevole è la possibilità di scattare foto in maniera diversa e innovativa. Con Duo Preview, la persona fotografata vede l’inquadratura sul display esterno e può correggere autonomamente espressione e posizione, e per i selfie si possono utilizzare direttamente le due fotocamere posteriori da 48 megapixel, con lo schermo esterno come mirino. Smart Take sfrutta i modelli di I.A. eseguiti su A20 Pro per seguire la scena e scattare automaticamente quando le persone risultano pronte: è pensato per le foto di gruppo in cui chi imposta il telefono vuole poi entrare nell’inquadratura senza affidarsi a un conto alla rovescia. Ancora, c’è un’Animazione per bambini che mostra sul pannello esterno personaggi animati per attirare lo sguardo dei più piccoli. Inoltre, il Duo può inoltre essere piegato e appoggiato senza cavalletto per time-lapse, videochiamate e riprese lunghe. Ancora, con Duo FaceTime, una seconda persona presente nella stanza può comparire sul display esterno e partecipare alla chiamata senza doversi stringere davanti al pannello principale. Sono funzioni apparentemente superflue, ma nell’uso quotidiano risultano davvero molto utili.

La fotocamera principale produce immagini dettagliate, con una gamma dinamica ampia e un bilanciamento generalmente affidabile. L’elaborazione mantiene il “carattere iPhone”: colori controllati, ottima esposizione e risultati pronti per essere condivisi senza molte modifiche. La lente ultra-grandangolare garantisce una buona coerenza cromatica rispetto alla principale e la risoluzione elevata aiuta anche nella fotografia macro. Il 2x ricavato dal sensore è utile per ritratti e inquadrature più strette, ma perde terreno quando diminuisce la luce o si tenta di ingrandire ulteriormente. Buone le foto scattate in notturna: naturali e per niente artefatte. Oltre all’assenza del teleobiettivo (che da utenti di iPhone Pro abbiamo spesso notato) mancano i formati ProRes e Log, ma - come ci ha spiegato la vice president Kaiann Drance, chi ha bisogno di un telefono per la fotografia professionale può certamente optare per 18 Pro e 18 Pro Max. Buona anche la resa dei video (la fotocamera principale arriva al 4K Dolby Vision 120 fps) anche se, rispetto ai modelli Pro, ci è sembrato che le immagini in movimento fossero meno stabili. Potremmo però concludere questa parte dedicata alla fotografia scrivendo che iPhone Duo è un ottimo cameraphone nell’uso generalista.

Tanto da dire anche sul sistema operativo iOS 27. Apple ha spostato Dock, comandi e navigazione sulla parte destra per liberare spazio verticale, ha riprogettato la barra di stato e ha disposto la Dynamic Island nell’angolo superiore destro su entrambi i pannelli. Quando il telefono viene aperto, i contenuti migrano sul display interno con un’animazione continua. Ruotandolo o piegandolo parzialmente, controlli e finestre si spostano per evitare la zona della cerniera. La tastiera cambia configurazione a seconda dell’orientamento e può dividersi in due in modalità orizzontale. Abbiamo gradito molto il multitasking di Split View: basta trascinare un’applicazione aperta dal basso verso la metà dello schermo per poi spostarla da un lato, e poi aprire un’altra app per porla sull’altro lato e lavorare contemporaneamente con due applicazioni. Abbiamo trovato il sistema molto intuitivo e anche più facile da usare rispetto ad alcune soluzioni Android. Molto utile anche la possibilità di poter trascinare foto, porzioni di testo, file o link da un’applicazione all’altra (ad esempio dall’applicazione delle foto alla mail). Utile anche poter aprire due finestre della stessa applicazione affiancate, ad esempio due pagine web, oppure spostare un video nella parte alta dello schermo e lavorare nella parte bassa. Da notare che lo schermo può essere “solo” diviso in due, sia orizzontalmente che verticalmente, ma le finestre non possono essere spostate liberamente all’interno dello schermo. Come su iPhone 18 Pro, anche su iPhone Duo per il momento gli utenti Europei non possono utilizzare le funzionalità evolute di intelligenza artificiale e Siri AI.

È nelle applicazioni che si decide se lo schermo interno sia realmente utile o soltanto “spettacolare”. Le app Apple sono state adattate in modo convincente. Mail, Messaggi, Note e Promemoria

Open Questions

  • Quale sarà l'accoglienza del mercato per un dispositivo da oltre 2.300 euro?
  • Quando saranno disponibili le funzioni di intelligenza artificiale in Europa?

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This article was originally published by Sky TG24.

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