
Una marcia limitata a 35 persone senza bande musicali ha ottenuto il via libera da una Corte d'appello, scatenando la protesta dei nazionalisti residenti e la condanna della prima ministra Michelle O'Neill.
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La disputa sulla Garvaghy Road risale agli anni '90 durante i Troubles, quando il passaggio dell'Orange Order provocò gravi scontri prima del divieto imposto nel 1998.
È una giornata storica per l’Irlanda del Nord. Dopo 28 anni torna a passare dalla contestata Garvaghy Road di Portadown la marcia dell’Orange Order, un'organizzazione protestante nata nel XVIII secolo e fortemente legata alla tradizione unionista. La loro idea è mantenere l'Irlanda del Nord all'interno del Regno Unito ma si scontrano con i nazionalisti irlandesi, tradizionalmente di religione cattolica, che vorrebbero invece un'Irlanda unita, con l'eventuale unificazione con la Repubblica d'Irlanda.
Quello tra le due fazioni è uno scontro storico e la Drumcree Parade, la marcia dell’Orange Order, è diventata uno dei simboli più esplosivi del conflitto nordirlandese. Tutto ruota attorno a una via, la Garvaghy Road di Portadown, una zona prevalentemente cattolica e nazionalista. Il percorso degli unionisti, che da sempre organizzano marce commemorative accompagnate da bande musicali, stendardi e simboli della tradizione protestante britannica, parte dalla chiesa protestante di Drumcree e prevede il passaggio proprio da Garvaghy Road.
La questione del passaggio da Garvaghy Road è controversa: da una parte ci sono gli orangisti che rivendicano il loro tradizionale percorso che passa da quella strada pubblica; dall’altra ci sono i residenti della via, prevalentemente nazionalisti, che non accettano che un'organizzazione unionista sfili davanti alle loro case. La disputa esplose negli anni ‘90, nella fase più violenta del conflitto diventato noto con il nome di Troubles.
Nel 1995 e soprattutto tra il 1996 e il ‘98 ci furono enormi tensioni attorno alla possibilità che gli orangisti attraversassero Garvaghy Road: ci furono barricate, proteste, scontri con la polizia e una forte mobilitazione unionista. La situazione degenerò nel 1998, quando il conflitto di Drumcree si intrecciò con il Good Friday Agreement, un accordo che cercava di porre fine alla fase più violenta dei Troubles.
La conseguenza di questa fase più violenta di scontri fu il divieto per l’Orange Order di transitare da Garvaghy Road: la Parades Commission, l'organismo indipendente incaricato di decidere sulle marce controverse in Irlanda del Nord, nel 1998 impedì agli unionisti di passare dalla strada a prevalenza cattolica e da allora la questione è rimasta irrisolta.
Per questo motivo oggi, 27 settembre 2026, diventa un giorno storico: l’Orange Order, a distanza di 28 anni dall’ultimo passaggio da Garvaghy Road, ha richiesto e ottenuto il permesso di transitare dalla strada.
L’Orange Order inizialmente aveva chiesto di poter attuare una marcia di 60 persone, senza bande musicali e descritta dall'organizzazione come una processione silenziosa e non trionfalistica. La Parades Commission non ha accontentato del tutto gli orangisti ma alla fine ha infine autorizzato una versione più limitata della marcia: 35 persone, senza bande, alle 8 del mattino, con l'obbligo di sciogliersi rapidamente e senza sostenitori lungo il percorso.
Il corteo è stato autorizzato dopo una serie di ricorsi dell'ultimo minuto. Ieri un giudice dell'Alta Corte di Belfast aveva temporaneamente bloccato la marcia, avvertendo che la disputa avrebbe potuto degenerare e invitando le parti a "fare un passo indietro sull'orlo del precipizio". Poco prima della mezzanotte, però, una Corte d'appello composta da tre giudici ha annullato l'ingiunzione, stabilendo che il giudice di primo grado aveva commesso un errore di diritto.
La decisione dei giudici, però, non è stata accolta di buon grado dai nazionalisti residenti a Garvaghy Road che hanno organizzato una contro protesta. Decine di persone si sono messe in mezzo alla strada, facendo una barricata umana o sedendosi in mezzo alla strada per impedire il passaggio al corteo degli unionisti.
Anche la prima ministra dell'Irlanda del Nord, Michelle O'Neill, esponente del partito repubblicano Sinn Fein, ha condannato la decisione del tribunale arrivata nella notte. "Il nostro messaggio stasera è chiaro. Non si torna indietro. Non domani. Mai", ha detto O'Neill, esprimendo sostegno al "diritto dei residenti della Garvaghy Road di protestare contro questa marcia settaria non voluta".

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