Israele, a metà scrutinio né Netanyahu né Eisenkot hanno maggioranza: gli scenari
Risultato storico per la Lista Unita e Ra'am. Alta partecipazione nonostante il maltempo. Netanyahu lancia l'allarme sui social
Quick Look
- Le elezioni in Israele registrano un'affluenza record al 77,7% e un risultato storico per i partiti arabi con 18 seggi previsti.
- Nessun blocco ha la maggioranza e il ruolo dei partiti arabi sarà determinante.
- Netanyahu denuncia brogli e chiede ai suoi di votare.
AI-generated summary
Why It Matters
Le elezioni in Israele vedono contrapposti il blocco di Netanyahu e l'opposizione guidata da Eisenkot, con l'incognita della formazione di una maggioranza alla Knesset.
Un primo dato significativo di queste elezioni è il risultato storico e inequivocabile raggiunto dal fronte partiti arabi, con la Lista Unita (raggruppamento di tre fazioni) che sarebbe destinato a guadagnare, secondo le proiezioni, 11 seggi e Ra'am di Mansour Abbas altri 7. Il totale di 18 seggi è quasi il doppio di quelli attuali.
Un altro dato centrale è quello dell'affluenza. Gli elettori israeliani si sono riversati in massa ai seggi per scegliere il futuro del Paese, nonostante le condizioni sfavorevoli: un’alluvione nei territori del sud, strade chiuse per il maltempo, una tempesta di fulmini al centro, la forte pioggia a Gerusalemme. La partecipazione alle urne ha raggiunto il 77,7%, il dato più alto registrato dal 2001. In tutto hanno votati 5.695.682 elettori, il 7,1% in più rispetto alle elezioni precedenti.
La tensione del governo per le elezioni è sfociata nella valanga di post pubblicati sui social da Netanyahu che, come già fatto nel 2022, ha lanciato l'allarme: "Stanno cercando di rubarci le elezioni. Affluenza alle urne superiore alla norma nelle roccaforti della sinistra. Si tratta di una scelta tra la destra e la Palestina. Elettori di destra, è un'emergenza! Andate subito a votare per il Likud!", ha scritto. Poi ha citato l'arresto di tre membri del partito arabo Ra'am che avevano buste con contanti per influenzare il voto. E ancora: "Siete avvertiti: l'affluenza tra gli elettori arabi al Sud è enormemente più alta di quella degli ebrei, dovete andare a votare! Portare la nonna, la zia, il vicino, niente mare o barbecue oggi", ha aggiunto. Il Likud ha quindi chiesto un prolungamento dell’orario di voto, ma la Commissione elettorale ha respinto la petizione.
Nessuno, al momento, sembra avere i numeri in mano per formare una maggioranza solida. Il blocco di Eisenkot, essendo più avanti rispetto a quello di Netanyahu, da solo non ce la farebbe. Potrebbero risultare determinanti per consentire all'opposizione di formare un governo i seggi conquistati dai partiti arabi. Resta però da capire quali sarebbero disposti a sostenere Eisenkot, e a quali condizioni.
Quando ci saranno i risultati ufficiali, la palla passerà nelle mani del presidente Isaac Herzog, che consulterà i partiti e affiderà l'incarico al candidato che riterrà più in grado di formare una maggioranza. Il tentativo può richiedere settimane. Nel frattempo Netanyahu resta premier ad interim. Se si riuscirà a formare un governo, bisognerà poi incassare la fiducia della Knesset che, essendo a maggioranza semplice (quindi dei presenti al voto), potrebbe anche sfociare in un governo di minoranza.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Consultazioni del presidente Isaac Herzog con i partiti politici
Very likely · Within weeks
Open Questions
- Quali partiti arabi sosterranno l'opposizione?
- Chi incaricherà il presidente Isaac Herzog per formare il governo?







