
Aumenti del 4,3% su base annua per il mercato BtoB e del 4,0% per il mercato totale
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I dati riflettono le dinamiche inflattive del settore terziario italiano nel secondo trimestre 2026.
Nel secondo trimestre dell'anno, i prezzi alla produzione dei servizi sul mercato business (BtoB) aumentano dell'1,5% rispetto al primo trimestre e del 4,3% su base annua (era +2,7% nel primo trimestre 2026). Lo comunica l'Istat, spiegando che la crescita congiunturale, estesa a quasi tutti i settori, è sostenuta principalmente dal rialzo dei prezzi dei servizi di trasporto e magazzinaggio e, in particolare, dei servizi di trasporto marittimo, delle altre attività di supporto connesse ai trasporti e del trasporto merci su strada.
Per il mercato totale, business e consumer (BtoAll), sempre nel secondo trimestre, i prezzi alla produzione dei servizi aumentano invece dell'1,8% in termini congiunturali e del 4,0% in termini tendenziali (era +3,0% nel trimestre precedente).

I rendimenti dei titoli di Stato europei continuano a salire a causa delle tensioni geopolitiche e delle attese di rialzo dei tassi da parte delle banche centrali. Il decennale italiano raggiunge il 4,24%, con lo spread BTP-Bund a 85 punti base.

Lottomatica e Cirsa hanno siglato un accordo di fusione tramite scambio azionario. L'operazione crea il secondo operatore globale nel settore gaming, con un Ebitda di 2 miliardi di euro. Blackstone diventerà il principale azionista della nuova entità.

Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel prevede un aumento dei tassi della BCE a settembre, citando l'alta probabilità stimata dai mercati. Tuttavia, esprime cautela per il periodo successivo a causa dell'incertezza economica e della volatilità dei mercati.

Lottomatica e la spagnola Cirsa hanno annunciato una fusione tramite scambio azionario per creare il secondo operatore di gaming quotato al mondo. L'operazione, che prevede sinergie per 115 milioni di euro, si concluderà entro il secondo trimestre del 2027.

Il prezzo del gas ad Amsterdam sale del 3% a 74,4 euro al megawattora a causa dei timori di interruzioni energetiche nello stretto di Hormuz dovute agli scontri tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio rimane stabile.

A luglio 2026, i prezzi alla produzione industriale in Italia registrano un incremento del 2,4% su base mensile e del 7,8% su base annua, trainati principalmente dai rincari del settore energetico sul mercato interno.