La tecnologia e l'intelligenza artificiale nel rapporto tra gli italiani e i loro animali domestici
La ricerca Ipsos Doxa per Purina rivela che otto proprietari su dieci usano il digitale per i pet, mentre un terzo si affida all'intelligenza artificiale.
Quick Look
- Otto proprietari di animali su dieci usano il digitale con cani e gatti, e un terzo ricorre all'intelligenza artificiale per informazioni, secondo una ricerca Ipsos Doxa per Purina.
- Cresce l'ansia da informazioni contrastanti tra i giovani.
AI-generated summary
Why It Matters
La ricerca condotta da Ipsos Doxa per Purina analizza il rapporto tra mille proprietari italiani di cani e gatti e il mondo digitale.
Per 8 proprietari di animali domestici su 10, il digitale è parte della relazione quotidiana con il proprio cane o gatto e 1 su 3 ha utilizzato almeno una volta l’intelligenza artificiale per avere informazioni sui pet. È quanto emerge dalla nuova ricerca condotta da Ipsos Doxa per Purina, realizzata su un campione di mille proprietari italiani di cani e gatti e integrata da un’attività di social listening. Racconta di persone sempre più connesse: il 47% consulta contenuti online per apprendere cose nuove sui pet, il 36% lo fa per intrattenersi e rilassarsi.
Di più: per la Gen Z, l’Ia assume il ruolo di una sorta di assistente virtuale continuativo nella cura di cani e gatti e il 74% di chi la usa la consulta almeno una volta alla settimana. Tra gli ambiti di utilizzo emergono soprattutto alimentazione e dieta (40%), la volontà di capire cosa il proprio animale voglia comunicare (36%) e la scelta dei prodotti (38%).
Essere più informati non significa necessariamente sentirsi più sicuri: il 49% dei pet owner ritiene difficile capire quali informazioni online siano realmente affidabili, mentre il 50% trova frustrante imbattersi in consigli contrastanti. Una dinamica evidente tra le generazioni più giovani, più esposte al rischio di pet anxiety: il 44% della Gen Z e il 43% dei Millennials ammette di preoccuparsi eccessivamente per il proprio animale dopo aver consultato contenuti online, una percentuale quasi doppia rispetto a Gen X e Boomers.
Da qui emerge il bisogno di punti di riferimento autorevoli. Quando si affrontano questioni importanti, infatti, l’80% dei pet owner riconosce nel veterinario la fonte in grado di fornire risposte affidabili. Anche per le generazioni più giovani il digitale non sostituisce quindi il professionista, ma tende piuttosto ad affiancarlo.
Open Questions
- Quali piattaforme di intelligenza artificiale vengono utilizzate più frequentemente dai proprietari?






