
Il quotidiano statunitense ha decretato le serie tv più influenti scelte dal gotha dell’industria audiovisiva
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Il quotidiano statunitense New York Times ha decretato le 100 serie tv più influenti del XXI secolo.
Il quotidiano New York Times ha decretato le 100 serie tv più influenti del XXI secolo, scelte dal gotha dell’industria audiovisiva anglofona che comprende produttori, registi, attori e attrici. Tra le posizioni 1-20, alla posizione 20 c'è The Crown (2016), che racconta in sei stagioni la storia recente della famiglia reale britannica attraverso gli occhi della Regina Elisabetta II (Claire Foy, Olivia Colman e Imelda Staunton), e che non nasconde i lati più oscuri della casata, come il rapporto tra i reali e la principessa Diana.
Alla posizione 19 c’è Chernobyl (2019) di Craig Mazin, che in cinque episodi racconta con malinconia e accuratezza storica il disastro dello stabilimento nucleare ucraino di Černobyl avvenuto nel 1986 e segue le vicende degli uomini e delle donne travolti dall’incidente. Lo show ha ricevuto il voto di D.B. Weiss, co-autore della serie tv Il Trono di Spade.
Alla posizione 18 c’è I May Destroy You – Trauma e rinascita (2020), creata e scritta da Michaela Coel, che interpreta anche la protagonista, Arabella, una star di Twitter e scrittrice londinese. Dopo una notte passata a bere e a ballare in compagnia, ricorda con difficoltà cosa sia successo quando si ritrova con un taglio in fronte e lo schermo del telefono infranto. Mostra i meccanismi della violenza di genere, anche quando la sopravvissuta non rientra nei canoni socialmente accettati di innocenza.
Alla posizione 17 c’è The Americans (2013). Mentre la Guerra Fredda domina la vita politica degli Stati Uniti degli anni Ottanta, tra le mura di casa Jennings si nasconde la minaccia rossa. I due ufficiali sovietici del KGB Elizabeth (Keri Russell) e Philip Jennings (Matthew Rhys) si fingono infatti una coppia di americani sposati che vivono in Virginia con i due figli.
Alla posizione 16 c’è The Office UK (2001), la workplace comedy in stile mockumentary creata da Ricky Gervais e Stephen Merchant che ha lanciato un format da sitcom replicato in centinaia di versioni gemelle. Segue la vita quotidiana degli impiegati della filiale di Slough della fittizia azienda cartaria Wernham Hogg.
Alla posizione 15 c’è Six Feet Under (2001), creata da Alan Ball. Il titolo fa riferimento alla profondità alla quale si interra una bara negli Stati Uniti. Attraverso il lavoro della Fisher & Sons Funeral Home, e del relativo “morto del giorno”, affronta in cinque stagioni temi come il lutto, il trauma, l’omosessualità, la religione, la filosofia e l’infedeltà.
Alla posizione 14 c’è Friday Night Lights (2006). Tratta dal reportage giornalistico Friday Night Lights. Una città, una squadra, un sogno di H. G. Bissinger (che racconta l’adolescenza americana e che nel 2004 ha ispirato anche l’omonimo film di Peter Berg), la serie tv racconta le vicende dei Dillon Panters, una squadra liceale di football del Texas.
Alla posizione 13 c’è Girls (2012), creata, interpretata e prodotta da Lena Dunham. Racconta la storia di quattro amiche che stanno cercando di costruirsi una vita a New York. Definita più volte la versione Millennial di Sex and the City, non teme di rendere le protagoniste sgradevoli o deprecabili.
Alla posizione 12 c’è Arrested Development – Ti presento i miei (2003), che racconta le vicende di Michael Bluth (Jason Bateman), un giovane manager che cerca di salvare l’azienda di famiglia (disfunzionale) dal fallimento. Il cast include anche Portia de Rossi, Will Arnett, David Cross, Tony Hale e Jessica Walter, mentre la voce narrante appartiene a Ron Howard.
Alla posizione 11 c’è The Office US (2005), scritta da Ricky Gervais e Stephen Merchant, è la versione americana della capostipite The Office UK e segue le vicende dell’ufficio malamente guidato dall’insopportabile capo Michael Scott, che però allo stesso tempo mostra un lato tenero. Celebre la performance di Steve Carell.
Alla posizione 10 c’è Atlanta (2016), creata e interpretata da Donald Glover, racconta la storia di due cugini che cercano di farsi strada sulla scena rap di Atlanta, nel tentativo di migliorare le loro vite e quelle delle loro famiglie.
Alla posizione 9 c’è Curb Your Enthusiasm (2000), ideata e interpretata da Larry David, che recita in una versione romanzata di sé stesso e segue le sue vicende come scrittore televisivo e produttore semi-pensionato a Los Angeles. Tra ospiti celebri e dialoghi per la maggior parte improvvisati, è diventata un pilastro della comicità.
Alla posizione 8 c’è 30 Rock (2006), ideata e interpretata dall’attrice e comica Tina Fey. Segue le vicende del dietro le quinte dell’immaginario programma comico The Girlie Show, ispirato all’esperienza di Fey come autrice del Saturday Night Live.
Alla posizione 7 c’è Veep – Vicepresidente incompetente (2012) con Julia Louis-Dreyfus in una versione esagerata e ridicola della Vice Presidente degli Stati Uniti.
Alla posizione 6 c’è Il Trono di Spade (2011), l’adattamento in otto stagioni dei romanzi fantasy di George R. R. Martin. Nella lotta per la conquista del Trono di Spade dei Sette Regni si alternano potere, intrighi, draghi, tradimenti e guerre.
Alla posizione 5 c’è Fleabag (2012), scritta e interpretata da Phoebe Waller-Bridge, una giovane donna che tra auto-sabotaggio ed egoismo tenta di navigare nella vita moderna a Londra.
Alla posizione 4 c’è Succession (2018), ideata da Jessie Armstrong. Segue le vicende della famiglia Roy, capeggiata dal patriarca Logan, che controlla la Waystar-Royco, uno dei più grandi conglomerati di media e intrattenimento del mondo. La salute cagionevole di Logan porta i suoi tre figli avuti dal secondo matrimonio, Kendall, Roman e Shiv, a riflettere sul futuro della società.
Alla posizione 3 c’è Mad Men (2007), che utilizza il mondo pubblicitario di New York degli anni Sessanta come specchio per raccontare i grandi cambiamenti nella società americana, tra guerre tra sessi, giochi di poteri, denaro e lotta di classe.
Alla posizione 2 c’è The Wire (2002), che in cinque stagioni racconta il rapporto tra la società americana e la criminalità organizzata per lo spaccio di droga.
Alla posizione 1 c’è Breaking Bad (2008), ideata da Vince Gilligan, che racconta la storia di Walter White, un professore di Chimica che, dopo una diagnosi di tumore, sfrutta le proprie competenze per produrre metanfetamina e lasciare così un futuro economicamente sicuro alla sua famiglia. Quello che ha inizio come un piano disperato, però, si trasforma in una rapida discesa nel mondo del crimine.

The 37th edition of Romics awards the Golden Romics award to Paola Barbato, Stefano Bessoni, Max Bunker, Takeshi Koike, Simone Legno and Sir Ian Livingstone for their contributions to comics, cinema, animation and illustration. The event takes place from 1 to 4 October with meetings, thematic exhibitions on Pinocchio, Paolo Barbieri, villains, imaginary vehicles and Lupine III, as well as the Romics Music for Images Award and the new Wacom Visionary Artist Award assigned to Mirka Andolfo. Guests also include Laura Pérez, Dan Walker, Mark Coulier and authors of The Boys and Bone.

Chiara Gamberale presents her seventeenth novel 'Liberi Tutti', published by Feltrinelli and in bookstores from 22 September, in the 'Stories' interview on Sky TG24. The work, a sentimental thriller inspired by her experience of being 'out of school' during Covid, explores themes such as childhood, motherhood and writing as healing. The interview will be broadcast on Monday 28 September at 9.00pm on Sky TG24 and Saturday 3 October at 12.30pm on Sky Arte.

From November 5th to December 19th, Marco Mengoni inaugurates 'Allo Sbagliato' in Milan, a 500-seat multidisciplinary club that bans the use of cell phones. The project includes concerts, comedy and design in an intimate and unconventional atmosphere.

Chiara Gamberale presents her seventeenth novel 'Liberi Tutti', a sentimental thriller inspired by her experience of home schooling during Covid, in an interview with 'Stories' on Sky TG24, broadcast on Monday 28 September at 9pm.

The 2026 MTV Video Music Awards took place at the Peacock Theater in Los Angeles hosted by Snoop Dogg. Madonna was the big star with seven awards, including Artist of the Year and Best Album for Confessions II. Taylor Swift won Video of the Year for The Fate of Ophelia and received the Artist Director Honors, premiering the music video for Patient Zero. Other winners include Sabrina Carpenter, Ariana Grande, BTS, PinkPantheress, Sienna Spiro, Lisa, Cardi B, Bruno Mars, Olivia Rodrigo, Bad Bunny, Ella Langley and Nirvana, honored with the Video Vanguard Award.

During Milan Fashion Week, Silvana Armani presents the Spring/Summer 2027 collection entitled 'Evoluzione'. The show marks a corporate transition with the arrival of Dario Vitale and celebrates the legacy of Giorgio Armani through a renewed design.