
Ricerca presentata a Bologna: costi, competenze e comunicazione restano i principali ostacoli per le Pmi italiane
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La ricerca del Cna è parte di un progetto nazionale dedicato agli impiantisti, con momenti di informazione, formazione e corsi pratici gratuiti, e alle imprese, con la partecipazione a eventi del mondo manifatturiero come Cna Network e BeOpen a Brescia e Mecspe a Bologna. I partecipanti hanno compilato questionari che hanno fornito la base dati dell'analisi.
La diffusione delle pompe di calore nelle imprese italiane trova ancora molti ostacoli, soprattutto relativi al costo, alle competenze e alla comunicazione, tanto che quasi un'impresa su due non ha neanche valutato se elettrificare i propri processi produttivi. A denunciare questa situazione è una ricerca del Cna i cui risultati sono stati presentati il 3 novembre a Bologna durante l'incontro “Elettrificare per competere”.
“Questi dati ci ricordano che la transizione energetica si misura anche dagli investimenti che le imprese riescono concretamente a realizzare. Per una micro o piccola azienda, scegliere una pompa di calore o elettrificare una fase produttiva significa confrontarsi con costi iniziali, tempi di rientro e vincoli tecnici che non possono essere sottovalutati”, dichiara Paolo Cavini, presidente di Cna Emilia-Romagna. “La transizione sarà davvero un fattore di competitività se sapremo renderla possibile anche per le imprese più piccole". La ricerca è parte di un progetto nazionale del Cna dedicato sia agli impiantisti, con momenti di informazione, formazione e corsi pratici gratuiti, che alle imprese, con la partecipazione a vari eventi legati al mondo del manifatturiero come Cna Network e BeOpen a Brescia e Mecspe a Bologna. I partecipanti hanno poi compilato dei questionari che hanno fornito la base i dati dell'analisi.
Per quanto riguarda le imprese, a fronte di un 42% che non ha ancora valutato la possibilità di elettrificare uno o più processi produttivi, abbiamo un 23% che ha già realizzato almeno un intervento, un 14,5% in fase di valutazione preliminare e un 9,6% che ha sospeso o rinviato il progetto. Il problema principale risiede nel costo dell'investimento, come indicato dal 53% delle aziende partecipanti al sondaggio. Seguono l'incertezza sui tempi di ritorno economico, il costo energetico e la difficoltà d'accesso ai finanziamenti. È poi necessaria un'adeguata conoscenza della tecnologia, al momento decisamente carente tra le aziende italiane: solo il 13% di esse sa darne una definizione corretta. Una sfida si può rispondere in modo adeguato solo lavorando sulla formazione. “L'elettrificazione del calore non riguarda soltanto l'energia: riguarda il modo in cui le imprese organizzano e sviluppano i propri processi produttivi”, spiega Valentina Di Berardino, responsabile nazionale Cna Produzione. E prosegue: “È importante portare queste tecnologie all'interno delle decisioni industriali, valutandone l'applicabilità caso per caso e mettendo le aziende nelle condizioni di individuare gli interventi più adatti. La transizione può diventare un'occasione di innovazione, ma deve partire dalle esigenze reali del sistema produttivo”.
Tra le imprese che hanno già intrapreso questo percorso, la ricerca cita il caso di Eurofusione Nironi Srl, azienda familiare di Reggio Emilia specializzata nella fonderia di leghe di alluminio in pressocolata. “Per noi l'elettrificazione non è stata soltanto una scelta tecnologica, ma un investimento sulla capacità dell'impresa di competere nel tempo”, racconta il ceo di Eurofusione, Stefano Nironi. “Dopo la crisi del 2008-2009, con la riduzione dei margini e l'aumento della concorrenza internazionale, abbiamo capito che, per restare competitivi, dovevamo evolvere”, prosegue. Investire in innovazione e tecnologie all'avanguardia ha permesso all'azienda di non subire passivamente i cambiamenti del mercato. “Abbiamo iniziato elettrificando i macchinari e ripensando il processo produttivo: insieme al costruttore abbiamo sviluppato una soluzione che ci ha permesso di ridurre del 70% i consumi energetici e aumentare del 25% la produttività del primo impianto. Negli anni abbiamo progressivamente sostituito le vecchie presse oleodinamiche con nuovi modelli elettrificati, diventando, nel nostro piccolo, la prima fonderia italiana con tutte le presse elettrificate”. E conclude sottolineando l'importanza del sostegno del Cna, soprattutto nell'individuazione delle opportunità di finanziamento.
Tra i principali ambiti di applicazione già affrontati o presi in considerazione ci sono il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti produttivi (55%) e la produzione di calore per i processi industriali (29%). Di contro, il 24% delle aziende non ha ancora individuato processi o tecnologie da elettrificare. “Non possiamo chiedere alle piccole imprese di investire in tecnologie più efficienti senza creare condizioni economiche che rendano questi investimenti sostenibili”, spiega Matteo Reale, presidente di Cna Milano. “La transizione energetica deve tradursi in un vantaggio concreto per chi produce, non aggiungere un ulteriore elemento di incertezza. Servono politiche che riconoscano le specificità delle Pmi e consentano loro di programmare gli investimenti con una prospettiva di medio-lungo periodo”.
AI outlook — possibilities, not facts
Il Cna continuerà a promuovere momenti di informazione, formazione e corsi pratici gratuiti per impiantisti e imprese
Very likely · Within months
Le imprese che hanno già elettrificato i processi potranno continuare a sostituire le vecchie presse oleodinamiche con modelli elettrificati
Likely · Within months

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