Legge elettorale: la Camera respinge le pregiudiziali, voto finale atteso per ottobre
Dopo il via libera del Senato, il provvedimento prosegue l'iter a Montecitorio tra le dure critiche delle opposizioni
Quick Look
- La Camera dei deputati ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità sulla nuova legge elettorale.
- Il voto finale è previsto tra il 7 e l'8 ottobre.
- Le opposizioni contestano duramente il provvedimento, definendolo incostituzionale e lesivo dei poteri del Capo dello Stato.
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Why It Matters
Il provvedimento ha già ottenuto il via libera dal Senato. La legge elettorale è considerata un passaggio cruciale per la legislatura in corso.
Dopo il via libera del Senato, inizia l’ultimo passaggio alla Camera della legge elettorale, in quello che da molti è visto come lo snodo cruciale della legislatura dato che - come detto più volte dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni - un passo falso in Aula non potrebbe non avere delle conseguenze. Oggi l'Aula di Montecitorio ha rigettato, a voto segreto, con 229 voti contrari e 151 a favore le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Il secondo voto, quello finale, sarà la prossima settimana, tra il 7 e l’8 ottobre.
Le critiche delle opposizioni
Nel frattempo non si placano gli attacchi delle opposizioni, che criticano le preferenze, i capolista non alternati per genere, il premio e l'indicazione del presidente del Consiglio. "Quella che Meloni si appresta ad imporre al Parlamento è una legge che consideriamo incostituzionale, l'ennesima forzatura. Il tentativo di introdurre surrettiziamente per via di legge ordinaria il premierato è inaccettabile, come lo è cambiare le regole a colpi di maggioranza a pochi mesi dalle elezioni", ha detto il deputato di Avs Nicola Fratoianni. Questa legge elettorale "è un atto di prepotenza del governo che impedisce il gioco democratico. Lasciate che siano i cittadini a scegliere" e invece "il gioco della governabilità vi spinge a voler governare anche il risultato delle elezioni in anticipo". Peraltro "l'indicazione" del candidato premier "non è una indicazione politica", "è un vincolo giuridico ed è oggettivamente una lesione dei poteri del capo dello Stato", ha osservato in Aula il leader di Più Europa Riccardo Magi. "Questo è un disperato tentativo di essere imbullonati alle poltrone, è una legge di potere. Niente per i citadini italiani, tutto per voi - ha attaccato Alfonso Colucci del M5s - "Le preferenze" introdotte "sono farlocche" e sulla parità di genere Meloni "offende la donna italiana", ha aggiunto Colucci, "per non parlare" del tema delle "sottoscrizioni", "un'assurdità".
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Voto finale sulla legge elettorale alla Camera
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