Leone XIV chiama Putin e chiede una tregua per Oleshky
Quick Look
- Papa Leone XIV ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin chiedendo una tregua nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, per permettere l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione sicura dei civili.
- Il Cremlino ha aperto alla possibilità di un intervento umanitario sostenuto dal Vaticano.
- Trump ha commentato dicendosi convinto che anche Putin voglia porre fine alla guerra.
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Why It Matters
Il Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli dopo un intervento chirurgico, sta mantenendo attivo il suo impegno diplomatico, particolarmente sul conflitto in Ucraina. Aveva già contattato Putin a giugno dello scorso anno e aveva inviato collaboratori a Mosca per iniziative umanitarie.
Leone XIV ha telefonato al presidente russo per chiedere un cessate il fuoco nella cittadina che si trova nella regione ucraina di Kherson. L'obiettivo è consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione sicura dei civili. Dal Cremlino è arrivata un'apertura alla possibilità di un intervento umanitario sostenuto dal Vaticano. Trump ha commentato la telefonata dicendosi convinto che anche Putin voglia porre fine alla guerra
Il Papa è tornato nel pieno del lavoro. Le sue condizioni migliorano, anche se è ancora un paziente in fase post-operatoria. Ma ha ripreso in mano completamente tutti i dossier politici. A partire dal conflitto tra Russia e Ucraina. E dal Gemelli, dove è ricoverato, ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin al quale ha chiesto una tregua per la cittadina di Oleshky sotto assedio, incassando l'apertura del presidente russo (COSA STA SUCCEDENDO A OLESHKY). I due si erano già sentiti a giugno dello scorso anno, il Papa ha più volte offerto la Santa Sede per eventuali negoziati e recentemente ha inviato a Mosca due suoi alti collaboratori. Nel frattempo il Vaticano ha diffuso le prime sue foto dopo l'intervento, dove appare in forma, ha confermato che il decorso post-operatorio procede bene e che il Papa, tra una fisioterapia e l'altra, lavora. Confermato anche l'Angelus di domenica, verosimilmente dal policlinico Gemelli. Ma resta anche aperta l'ipotesi di una dimissione dall'ospedale anticipata a oggi e in quel caso Leone parlerà a Piazza San Pietro, come la scorsa domenica quando ha annunciato al mondo il suo problema di salute.
La telefonata a Putin e la richiesta di tregua
Papa Leone XIV ha avuto dunque un colloquio telefonico con il presidente della Federazione Russa e ha espresso tutta la sua "viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile". Il Santo Padre, fa sapere la sala stampa vaticana, "ha infine ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace". Dal Cremlino arriva una mano tesa: Putin ha fornito a Papa Leone "spiegazioni complete circa la responsabilità del regime di Kiev per la difficile situazione umanitaria" creatasi nella città di Oleshky evocata dal pontefice. Ma ha comunque assicurato sostegno per "l'intenzione del Vaticano di aiutare a creare condizioni per assicurare la sicurezza della popolazione della città e organizzare le forniture vitali". Parole dove in controluce, secondo chi da tempo segue il dossier, si può leggere che potrebbe essere lo stesso Vaticano a mettere in campo, o comunque a sostenere, il ponte umanitario.
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A spiegare la dinamica della telefonata di oggi è stato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin: "E' stato il Santo Padre che ha preso l'iniziativa per perorare la causa di questa città assediata nella quale si trovano circa duemila civili che hanno bisogno di canali per l'uscita, di canali umanitari. Il Papa credo abbia chiesto che ci sia una tregua per permettere sia l'arrivo di aiuti umanitari, soprattutto cibo, sia anche l'evacuazione di coloro che devono uscire dalla città". Si è aperta dunque una finestra di dialogo, se pur su un punto specifico, che potrebbe portare a dei passi in avanti. Questo era d'altronde trapelato dopo le recenti missioni a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, il 'ministro degli esteri' vaticano, e il cardinale Matteo Zuppi, che tanto si è impegnato sulle questioni umanitarie, dallo scambio di prigionieri al ritorno a casa dei bambini ucraini che erano stati portati in territorio russo. Un 'pressing', quello della diplomazia vaticana, che vuole arrivare a tutti i costi ad un risultato. Se la pace è comunque l'obiettivo finale, ci sono le tante questioni umanitarie da risolvere subito. E sempre nello storico Angelus di domenica scorsa, l'11, quello dell'annuncio del nodulo, Leone aveva espresso tutta la sua preoccupazione, per esempio, per il blocco del transito dei cereali nel Mar Nero.
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Trump: "Credo che anche Putin voglia finire la guerra"
Sulla possibilità che Vladimir Putin ascolti l'appello del pontefice è intervenuto anche Donald Trump. Alla domanda se, dopo la telefonata tra Leone XIV e il presidente russo, quest'ultimo seguirà le parole del Papa per porre fine alla guerra in Ucraina, il presidente statunitense ha risposto: "Credo che anche lui voglia finire la guerra". Intanto proseguono i preparativi del Pontefice per il viaggio in Sudamerica: è uscita la lista dei giornalisti ammessi al volo. Non è una conferma ufficiale ma comunque indirettamente si ribadisce che il Papa vuole andare. Ora tutto dipenderà solo dalle indicazioni dei medici.
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il Papa sarà dimesso dal Gemelli oggi e terrà l'Angelus in Piazza San Pietro
Possible · Within hours
Si avvieranno negoziati umanitari concreti per Oleshky nelle prossime settimane
Likely · Within weeks
Open Questions
- Quando avverrà effettivamente la tregua a Oleshky?
- Quali saranno i termini esatti dell'accordo umanitario?
- Il Papa sarà dimesso oggi e terrà l'Angelus in Piazza San Pietro?
- Quale sarà la risposta ufficiale dell'Ucraina alla proposta vaticana?






