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La riforma della legge elettorale è oggetto di dibattito parlamentare dopo le modifiche introdotte al Senato. Le opposizioni hanno presentato cinque pregiudiziali di costituzionalità per bloccare il provvedimento, mentre la maggioranza cerca di accelerare l'iter con voti di fiducia.
Primo scoglio superato per la maggioranza sulla strada della riforma della legge elettorale. Il centrodestra boccia, a scrutinio segreto, le 5 pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni in Aula. Dando una notevole prova di compattezza con 229 no. Ai voti del centrodestra si sommano quelli di Futuro Nazionale che spiega di non voler votare "pregiudiziali ridicole" e torna a esprimersi su un voto importante insieme alla maggioranza.
Dall'altro lato Azione critica il testo, ne boccia metodo e tempistica, e vota no con le altre opposizioni. Per il voto segreto a Montecitorio - anche dopo i messaggi della premier negli ultimi giorni - si registra il pienone delle grandi occasioni: nel centrodestra, tabulati alla mano, risultano soli 7 deputati assenti su 233 e 3 in missione, tra cui la premier e il ministro Gilberto Pichetto Fratin. E anche dalle parti delle opposizioni già dalla prima mattina i banchi sono pieni e si fanno vedere tutti i leader. Ora gli occhi sono puntati sull'8 ottobre, con il voto finale, segreto, che dovrà dare il via libera alla riforma. Un voto che, non nasconde il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, "ha un valore politico enorme". Ma al quale il centrodestra, dopo la prova di oggi, si avvicina con qualche pensiero in meno.
"A livello parlamentare è andata", pronostica in barba alla scaramanzia, un esponente leghista commentando l'esito di oggi, poi "bisognerà vedere la Consulta". Da qui ad allora c'è comunque la prossima decisiva settimana: lunedì il governo in mattinata metterà tre fiducie sui primi tre articoli del provvedimento che sono stati modificati al Senato. I primi due (sui quali sono stati presentati in Aula una sessantina di emendamenti) riguardano preferenze e firme. Il terzo, che verrà votato mercoledì sempre con fiducia, riguarda una revisione territoriale dei collegi di Merano, Bolzano e Bressanone. Sul punto non ci sono emendamenti ma è comunque possibile chiedere il voto segreto sull'articolo. E dunque, per evitare di mostrare il fianco a eventuali malpancisti della maggioranza, approfittando di questa norma più 'piccola', anche qui verrà messa la fiducia. Si voterà invece senza fiducia ma a scrutinio palese (perché su questa materia non direttamente legata alla trasformazione dei voti in seggi chiedere il segreto non possibile) sulla modifica all'articolo 8 riguardante l'estensione del voto dei fuorisede ai caregiver, non ci sono comunque emendamenti ed è stato votato a Palazzo Madama all'unanimità. A questo punto, dopo l'esame degli ordini del giorno nel pomeriggio del 7 ottobre, il giorno successivo alle 12.30 si terrà il voto finale sul testo. E se la maggioranza ha tirato, per ora, un sospiro di sollievo, l'opposizione si prepara a proseguire la sua battaglia. Puntando anche a sfruttare la riforma del sistema di voto per ricreare lo spirito referendario del marzo scorso.
"Se questo vostro scempio sarò approvato - dice il Dem Gianni Cuperlo - dal giorno successivo la battaglia si trasferirà fuori da queste Aule nel Paese e nelle piazze con un'Italia che non si piega, come avvenuto sul Referendum". Intanto, in Aula, le accuse si moltiplicano. "Questa è una maggioranza disperata che cerca di imbullonarsi al potere", attacca M5s. "E' incostituzionale, l'ennesima forzatura", sottolinea Nicola Fratoianni di Avs. Mentre Roberto Giachetti va all'attacco del fatto che, anche con questa legge "una parte determinante degli eletti è predeterminata dai partiti". "Tra le norme più incostituzionali ed antidemocratiche di questa legge elettorale c'è quella dell'innalzamento delle sottoscrizioni necessarie per presentarsi alle elezioni" dice Riccardo Magi tornando a fare un appello per le firme digitali per il quale prosegue il suo sciopero della fame.
AI outlook — possibilities, not facts
La Corte costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della riforma elettorale dopo il voto finale dell'8 ottobre.
Likely · Within months
Il governo porrà la questione di fiducia sui primi tre articoli della riforma elettorale lunedì mattina, come previsto dall'agenda parlamentare.
Very likely · Within days

Brazil's presidential election in October could bring nearly all of the Amazon under right- or far-right governments, with Brazil joining Bolivia, Peru, Colombia, Ecuador and Venezuela, bringing up to 95% of the biome under conservative forces, according to Mongabay and the Climate Observatory.

Brazil's presidential election in October could bring nearly all of the Amazon under right- or far-right governments, with Brazil joining Bolivia, Peru, Colombia, Ecuador and Venezuela, reaching up to 95% of the biome under conservative administrations, according to Mongabay and the Climate Observatory.

President Luiz Inácio Lula da Silva and Senator Flávio Bolsonaro, candidates for the presidency of Brazil, hold their final campaign events in the states of Rio de Janeiro, São Paulo and Minas Gerais, key regions representing around 40% of the national electorate, ahead of the October 4 vote.

Italian inflation in September is already projected above 3%, narrowing the margins for budget maneuver. Prime Minister Giorgia Meloni warns the EU that, without greater flexibility on spending rules, it will be necessary to adopt restrictive measures to help families and businesses. The government aims to discuss the issue at Ecofin on 9 October and proposes to use part of the extra revenue from inflation to mitigate energy costs, while Brussels appears cautious, recalling that Italy has already used the NEC clause for energy and defence.

Prime Minister Giorgia Meloni wrote to the EU Commission asking for greater flexibility in the European fiscal framework to address the impact of higher-than-forecast inflation and high energy prices, underlining that 20.4% of GDP is directly affected by inflation and 12.0% by other effects in 2027. She called a center-right meeting at Palazzo Chigi to define the government's strategy, while Brussels responded by saying it had already granted flexibility to member states. Greece and the Czech Republic are making similar proposals, including measures on the ETS and the use of additional VAT revenue from inflation.

Only 10% of Germans say they are satisfied or very satisfied with Chancellor Friedrich Merz's work in the ARD's Deutschlandtrend poll, the lowest reading for a chancellor since 1997. 88% express dissatisfaction, down from 13% in September, after the CDU's election defeats in Saxony-Anhalt and Mecklenburg.