
Nel Mezzogiorno la più alta concentrazione di pensioni basse. Nord e Centro guidano per importi superiori ai 2mila euro.
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Il casellario dei pensionati Inps raccoglie i dati statistici annuali sui beneficiari e sulle prestazioni pensionistiche vigenti in Italia.
Nel Mezzogiorno si concentra la quota più elevata di pensionati con redditi più bassi: il 22,5% percepisce un importo nella fascia tra 500 e mille euro mensili, contro il 16,5% nel Centro e il 14% nel Nord. Sempre nel Mezzogiorno il 12,8% percepisce meno di 500 euro mensili, contro l’8,8% nel Centro e il 6,2% al Nord.
Secondo il casellario dei pensionati dell’Inps relativo al 2025, i beneficiari di prestazioni pensionistiche sono 16.405.073 (+0,6% rispetto al 2024), con una media di 1,4 pensioni a testa, anche di diverso tipo. Il 68% percepisce una sola prestazione, mentre il 32% ne percepisce due o più. Le prestazioni del sistema pensionistico italiano vigenti al 31.12.2025 sono 23.181.898 (+0,7% rispetto al 2024), per un ammontare complessivo annuo di 372.450 milioni di euro (+2,3% rispetto al 2024).
A livello territoriale, le regioni settentrionali concentrano la quota prevalente di pensioni (47,2%) e pensionati (47,6%), con importi medi superiori del 7,2% alla media nazionale. La spesa pensionistica complessiva si distribuisce per il 51 % nel Nord, per il 28% nel Mezzogiorno e per il 21% nel Centro Italia.
I pensionati con redditi tra 1.500 e 2.000 euro mensili sono più numerosi al Nord, con una quota superiore di circa 4,5 punti percentuali rispetto al Mezzogiorno e di circa 2 punti rispetto al Centro. Ancora più marcato è il divario nella classe oltre i 2mila euro: nel Mezzogiorno la quota è pari al 30%, mentre supera il 41% al Centro e il 44% al Nord. Nel complesso, il casellario dei pensionati dell’Inps evidenzia una maggiore concentrazione dei redditi pensionistici più bassi nel Mezzogiorno e di quelli più elevati nelle regioni settentrionali e centrali, frutto delle diverse carriere lavorative.
Il 53% delle pensioni ha un importo mensile inferiore a 1.000 euro, mentre la quota dei pensionati con un reddito pensionistico al di sotto della stessa soglia scende al 27,5%, principalmente per effetto del cumulo di più trattamenti.

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