OCSE: caro energia frena crescita Italia, Pil allo 0,5% nel 2026
Quick Look
- L'OCSE prevede una crescita del PIL italiano allo 0,5% nel 2026, frenata dal caro energia legato alla guerra nel Golfo.
- L'organizzazione raccomanda misure mirate e più rinnovabili, oltre a ridurre debito e spesa pensionistica.
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Why It Matters
L'OCSE ha pubblicato il suo Economic Outlook, dedicando un capitolo all'economia italiana. L'organizzazione sottolinea come il caro energia, legato alla guerra nel Golfo, sia un freno significativo per la crescita del Paese. Le previsioni indicano una crescita del PIL italiano dello 0,5% per quest'anno e dello 0,6% per il prossimo.
MILANO – Il caro energia legato alla guerra nel Golfo è la vera zavorra per la crescita italiana. E’ quanto mette in luce l’Ocse nel suo Economic Outlook nel capitolo dedicato alla nostra economia. L’organizzazione parigina vede il Pil del nostro Paese crescere allo 0,5% quest’anno, dallo 0,4% stimato ad aprile, e dello 0,6% il prossimo, in linea con l’ultima previsione.
Secondo l’Ocse la crescita resterà debole quest’anno "poiché il nuovo shock dei prezzi dell’energia peserà sui consumi delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni, compensando l’impulso derivante dall’aumento dell’erogazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’impennata dei prezzi dell'energia farà aumentare l’inflazione, annullando parte dei recenti guadagni nei salari reali”.
Su caro energia misure mnirate e più rinnovabili
Dopo Fondo monetario e Banca d’Italia anche l’Ocse insiste sulla necessità che le misure contro il caro energia siano mirate verso le fasce più deboli e non rivolte universalmente a tutta la popolazione, come accaduto fino ad ora con il taglio delle accise sulla benzina. Secondo l’Ocse “garantire che le misure di sostegno ai prezzi dell’energia siano temporanee e mirate alle famiglie e alle imprese più vulnerabili limiterà i danni dello shock contenendo al tempo stesso i costi per i conti pubblici”. Allo stesso tempo “accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi energetici ridurrebbe la dipendenza dai combustibili fossili e i costi dell’energia nel lungo periodo
Ridurre debito e spesa per le pensioni
Nelle sue racocomandazioni l’Ocse indica alcune ricette. A partre dal proseguimento del consolidamento fiscale per ridurre il peso del debito, accompagnato da “un ampio programma di riforme strutturali per aumentare produttività e occupazione”.
Secondo l’organizzazione inoltre “per far fronte alle crescenti pressioni derivanti dall’invecchiamento della popolazione, dai cambiamenti climatici e dalle spese per la difesa, sarà necessario migliorare l’efficienza della spesa pubblica, contenere la spesa pensionistica e aumentare la compliance fiscale”.
La frenata mondiale
Lo shock della guerra pesa ovviamente anche sulla cresicta mondiale, con il Pil che dovrebbe passare dal 3,4% nel 2025 al 2,8 % del 2026, prima di risalire al 3,1% nel 2027. Stime precisa l'Ocse, basate su uno scenario a "turbative limitate nel tempo". Vista l'"eccezionale incertezza" della situazione legata alla guerra in Medio Oriente, l'organismo ha infatti deciso di proporre quest'anno due scenari possibili. Uno scenario, appunto,a "turbative limitate nel tempo", e l'altra a "turbative prolungate" nel tempo, dalle "conseguenze più vaste e ben più duratura".
Nel caso in cui dovesse verificarsi questo secondo scenario, con l'assenza di un accordo di pace in Medio Oriente per buona parte del 2026, scrive l'Ocse, il Pil mondiale "dovrebbe rallentare nettamente per stabilirsi a solo 2,1% nel 2026 e 1,8% nel 2027, conducendo così diverse economie ad entrare in recessione o a sfiorarla, facendo aumentare la disoccupazione".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
L'Italia entrerà in recessione o la sfiorerà nel 2026-2027 se le 'turbative prolungate' nel Medio Oriente si verificheranno.
Possible · Within months
Il PIL mondiale rallenterà nettamente nel 2026 e 2027 in caso di 'turbative prolungate' nel Medio Oriente.
Possible · Within months
Open Questions
- Quali saranno le misure specifiche adottate dal governo italiano per sostenere le fasce più vulnerabili?
- Quanto inciderà effettivamente l'aumento delle energie rinnovabili sulla dipendenza dai combustibili fossili nel breve termine?
- Quali riforme strutturali verranno implementate per aumentare produttività e occupazione?
- Quali saranno le conseguenze economiche precise dello scenario di 'turbative prolungate' nel Medio Oriente?






