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Hanno incassato e parato colpi per un anno mezzo gli avvocati di Sempio e lo stesso Andrea, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto del 2007, ma ora contrattaccano, una volta conosciuti tutti gli indizi a carico del commesso di 39 anni. Sono convinti della sua innocenza e lo è il padre di Sempio, Giuseppe, che ribadisce al Tg1: "Siamo forti dell'innocenza di mio figlio, è quello che ci sostiene. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, non c'entra niente. Questa è una vigliaccata. Di chi non lo so...".
La mattina del 13 agosto 2007, prosegue, "mio figlio stava a casa con me. Guardarlo negli occhi per chiedergli se c'entra qualcosa con l'omicidio? Non c'è bisogno di guardarlo negli occhi: stava a casa sua con me. Poi ha fatto il tragitto a Vigevano e poi siamo tornati noi e abbiamo fatto questa strada qua, che ci sono le foto e tutto il resto...". Per smontare le accuse, a breve i legali del 38enne, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, depositeranno le prime consulenze entro i termini di 20 giorni dalla notifica dell'avviso di conclusione dell'indagine (quindi entro fine maggio) e decideranno se fare interrogare il loro assistito che da sempre si dichiara estraneo al delitto per cui è stato condannato in via definitiva l'allora fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, che sta per finire di scontare i 16 anni di pena. Le consulenze sono a tutto campo: una personologica, un'altra punterà a "ripulire i poco comprensibili audio delle intercettazioni" ambientali (gli ormai famosi "soliloqui"), poi ci saranno "una replica alla Bpa", ovvero l'analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto e "un supplemento di esame dattiloscopico sulla impronta 33", trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto il corpo senza vita di Chiara che per i pm sarebbe stata lasciata dalla "mano bagnata" di Sempio mentre si appoggiava al muro. Questo per quanto riguarda le indagini sul delitto di Garlasco che porta con sé, però, un'appendice che le cugine di Chiara, le gemelle Paola e Stefania Cappa, ritengono velenosa tanto che sono ricorse alla magistratura di Milano "per certificare o meno la violazione di doveri professionali e/o deontologici da parte di chi ha preso parte, a vario titolo, a questa martellante campagna denigratoria" ai loro danni. Lo ha spiegato l'avvocato Antonio Marino, uno dei legali della famiglia Cappa.
Sono numerose le querele depositate per le insinuazioni di giornalisti, blogger, youtuber e non solo, in particolare ai danni delle due sorelle gemelle (in tutto un centinaio) ma Stefania in particolare ha deciso di denunciare anche l'avvocato Antonio De Rensis, uno dei legali di Stasi, un inviato del programma "Le Iene" e l'ex maresciallo dei carabinieri di Pavia Francesco Marchetto. Uno dei reati ipotizzati dai legali è "l'istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia". La denuncia, già affidata come le altre al pm Antonio Pansa, "è stata presentata solamente dalla avvocatessa Stefania Cappa, nei confronti delle tre persone, avvalendosi delle risultanze di un'attività di investigazione svolta da una società investigativa appositamente ingaggiata già nell'autunno scorso e i legali di Stefania Cappa contesterebbero pure profili di frode e depistaggio nel procedimento". Alla nuova querela sarebbero state anche allegate trascrizioni di una registrazione di una conversazione tra gli inviati delle "Iene" e una giornalista. Il dato "incredibile - spiega l'avvocato Marino - è che sia stato alimentato con sistematica ricorrenza un quadro di sospetto assolutamente infondato, addirittura in contrasto con le già raccolte evidenze documentali e dichiarative".

Un 49enne di Guastalla è stato arrestato per omicidio stradale dopo aver investito e ucciso il 44enne Ranvir Singh a Castiglione delle Stiviere. L'uomo guidava con un tasso alcolemico oltre quattro volte il limite consentito.

Fabio Savi, ergastolano della Banda della Uno Bianca, ha inviato una lettera di scuse ai familiari delle vittime. L'Associazione dei familiari ha respinto il gesto, accusandolo di cercare solo benefici carcerari e ribadendo la mancanza di nuove verità.

Un uomo di nazionalità romena è stato arrestato a Rocca Cencia, Roma, per aver tentato di violentare la figlia 14enne della sua compagna. La vittima è riuscita a chiedere aiuto a una pattuglia di polizia utilizzando il 'signal for help' mentre erano in auto.

Una diciassettenne napoletana ha denunciato ai carabinieri di essere stata violentata da un animatore di 22 anni in una struttura turistica nel Cilento. La vittima, dopo aver consumato alcol, si sarebbe sentita stordita prima dell'aggressione.

I genitori di una bambina di 4 anni, deceduta a Palermo a causa della difterite, sono indagati per omicidio colposo. La coppia aveva rifiutato la vaccinazione obbligatoria, temendo correlazioni con l'autismo riscontrate in un familiare.

Il Tribunale del Riesame di Milano ha concesso gli arresti domiciliari a Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, agenti della Polizia Locale arrestati il 6 agosto per peculato, falso e arresto illegale in relazione a un'operazione antidroga a Corsico.