Partenza del tetto ai prezzi dei carburanti: code, primi ribassi e proteste di categorie
L'iniziativa di Eni ed Enilive coinvolge circa 4.100 impianti. Sindacati e associazioni chiedono un meccanismo stabile, mentre tassisti e camionisti preparano la mobilitazione.
Quick Look
- È partito il primo giorno del tetto ai prezzi dei carburanti nelle stazioni Eni, Enilive e Ip, coinvolgendo circa 4.100 impianti con file e primi ribassi.
- Sindacati, gestori e associazioni chiedono norme stabili, mentre tassisti e camionisti minacciano la mobilitazione.
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Why It Matters
Eni e altri operatori hanno introdotto un tetto volontario sui prezzi di benzina e gasolio per contrastare i rincari.
Il tetto ai prezzi dei carburanti parte tra code e primi ribassi. L'iniziativa di Eni ed Enilive coinvolge, insieme agli sconti di Ip, circa 4.100 impianti. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono però un meccanismo stabile e generalizzato. I benzinai temono di non riuscire a competere con i prezzi calmierati. Tassisti e camionisti preparano intanto la mobilitazione contro il caro-carburanti
Tutto esaurito in alcuni distributori di benzina, da Napoli a Firenze e a Roma. File di auto in coda e un primo calo dei prezzi anche a livello nazionale hanno caratterizzato il primo giorno del tetto ai prezzi dei carburanti nelle stazioni di servizio Eni ed Enilive - con la benzina a 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro - e degli sconti di Socar-Ip. Non c'è stata però una corsa generalizzata ai distributori.
Per l'avvio dell'iniziativa, il gruppo azero ha calmierato i prezzi in 300 distributori su circa 3.400 e fissato gli stessi listini del Cane a sei zampe. Prevede ora di estendere, per gradi, i ribassi in base a una valutazione delle aree di mercato, eventualmente coinvolgendo anche Esso e altri operatori riforniti da Ip. Potrebbe seguire anche Q8, se andranno a buon fine le verifiche che sta facendo Palazzo Chigi a livello diplomatico con il gruppo kuwaitiano. Al momento i ribassi riguardano circa 4.100 impianti su 20mila.
Gli appelli per un tetto generalizzato
Dalle aziende ai sindacati, si sono moltiplicati gli appelli perché il tetto ai prezzi diventasse generalizzato. "Gli impegni volontari, a regime, coprono meno di quattro distributori su dieci, sono a termine e possono essere rivisti in qualsiasi momento", ha detto la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, pur accogliendo con favore le iniziative di Eni e Ip. È necessaria, per Fumarola, una norma stabile che faccia scattare in automatico un tetto dinamico, uguale per tutti gli operatori, quando i prezzi alla pompa salgono oltre quanto giustificato dalle quotazioni. Un appello analogo è arrivato dai gestori Faib Confesercenti e Fegica, che hanno presentato una proposta in tal senso in Parlamento.
Da Assopetroli-Assoenergia è arrivata invece la richiesta al governo di aprire immediatamente un confronto per estendere i prezzi calmierati alle vendite all'ingrosso. In questo modo si potrebbero raggiungere famiglie e imprese che oggi ne restano escluse e garantire condizioni di concorrenza equilibrate agli operatori indipendenti, che vedono a rischio la propria sopravvivenza.
I prezzi sono scesi, ma restano elevati
Per il momento, sulla rete stradale, il prezzo della benzina è sceso da 2,159 euro di domenica a 2,152 euro al litro e quello del gasolio da 2,377 a 2,369 euro al litro, secondo i dati del Mimit. Livelli ancora molto elevati. Il Codacons ha visto in questi "piccoli ribassi" un importante segnale dopo settimane di rialzi, determinato "dall'effetto Eni". Per l'Unione nazionale consumatori è stato necessario aspettare qualche giorno per verificare se anche le altre compagnie avrebbero ridotto i prezzi.
Tassisti e camionisti verso la mobilitazione
Tassisti e camionisti si sono preparati alla mobilitazione contro il caro-carburanti. Il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo per cinque giorni a partire dalle 00.01 del 16 ottobre e ha annunciato che la protesta sarebbe continuata fino a quando non sarebbe stato convocato dal governo. Anche i tassisti hanno chiesto un incontro con l'esecutivo, altrimenti - hanno avvertito - sarebbe stato sciopero.
I timori dei benzinai
Sono inoltre rimasti in fermento i benzinai: a favore di un price cap ma preoccupati dalle ripercussioni dell'iniziativa di Eni, "una parte della rete non sarà in grado di competere", ha avvertito il presidente di Figisc Confcommercio, Bruno Bearzi. Faib, Fegica e Figisc hanno premuto, inoltre, per aumentare ristori e tutele per i gestori. Hanno preoccupato, inoltre, possibili carenze di carburante. "Le code ci sono state, ma solo in alcuni casi i distributori hanno esaurito le scorte. Se i problemi ci saranno sulla logistica, lo vedremo nei prossimi giorni", ha osservato Bearzi.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Fermo dei trasporti in Sicilia dal 16 ottobre
Likely · Within days
Open Questions
- Il governo adotterà un tetto ai prezzi generalizzato?
- Quali saranno le adesioni definitive di altri operatori come Q8?




