Pensioni, in Italia solo il 21% di chi ha un patrimonio sotto i 250mila euro si sente preparato sul tema
Quick Look
- Entro il 2045 in Europa si passerà da circa tre lavoratori per pensionato a meno di due, con il tasso medio di sostituzione delle pensioni pubbliche che scenderà dal 45% al 41%.
- In Italia solo il 21% dei risparmiatori con patrimonio sotto i 250mila euro si considera preparato alla pensione, mentre il 54% conosce i prodotti pensionistici privati e meno del 60% di chi li conosce ne possiede uno.
- Una volta informati, il 74% esprime interesse e aumenterebbe di 10 punti la quota di risparmio destinata alla pensione.
AI-generated summary
Why It Matters
Lo studio di Boston Consulting Group evidenzia un futuro squilibrio tra lavoratori e pensionati in Europa, con un calo del tasso di sostituzione delle pensioni pubbliche. In Italia, la previdenza complementare vale 243 miliardi di euro, divisa tra piani individuali e aziendali, con crescita prevista fino al 2035. Dal 2007 esiste il meccanismo del silenzio-assenso per l’adesione automatica ai fondi pensione integrativi individuali, ma senza riforme strutturali significative.
Entro il 2045 in Europa si passerà da circa tre lavoratori per pensionato a meno di due e il tasso medio di sostituzione delle pensioni pubbliche nell’Unione Europea scenderà dal 45% al 41%. Tra i risparmiatori europei con un patrimonio finanziario e immobiliare inferiore ai 250 mila euro, l’80% non si considera preparato alla pensione, percentuale che in Italia si traduce in appena il 21% (il 2% molto preparate, il 19% abbastanza). Anche tra chi ha un capitale più consistente, quasi la metà condivide la stessa preoccupazione.
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Le indicazioni arrivano da un nuovo studio (dal titolo: “Europe’s Retirement Crisis Is an Opportunity for Insurers and Asset Managers”, realizzato da Boston Consulting Group (BCG) attraverso una survey su oltre 6.000 persone in Francia, Germania, Italia e Spagna, integrata da 61 interviste individuali e quattro sessioni di gruppo.
I dati raccolti indicano che il problema non riguarda la propensione al risparmio, ma l’accesso alle informazioni. A pesare sulla scarsa consapevolezza è infatti soprattutto la mancanza di conoscenza sull’offerta disponibile. Anche nel segmento di risparmiatori più promettente per i prodotti pensionistici privati, solo il 54% sa che queste soluzioni esistono e meno del 60% di chi lo sa possiede effettivamente un piano. Una volta informati delle caratteristiche dei prodotti, il quadro cambia: il 74% dei rispondenti esprime interesse e, in media, aumenterebbe di 10 punti percentuali la quota di risparmio destinata alla pensione.
Il divario tra interesse latente e attivazione effettiva emerge anche nei canali scelti per reperire informazioni. Due terzi dei rispondenti cercano informazioni sulla pensione in autonomia, attraverso ricerche online o intelligenza artificiale, mentre il 40% si rivolge a amici e familiari, preferendo questi canali rispetto a consulenti bancari, assicurativi o fiscali. Il fenomeno è più marcato tra gli under 35, la fascia che già oggi utilizza la GenAI per documentarsi sulla pensione più di quanto si rivolga a un consulente bancario. Tra chi si dichiara insoddisfatto delle interazioni con un advisor (il 12% del campione), la ragione più citata è la percezione di scarsa imparzialità, indicata dal 40% dei rispondenti, un valore nettamente superiore rispetto alla mancanza di chiarezza nelle spiegazioni o alla sensazione di non essere ascoltati.
In Italia la previdenza complementare vale oggi 243 miliardi di euro, suddivisi tra 99 miliardi di piani individuali e 144 miliardi di piani aziendali, con una crescita attesa fino al 2035 rispettivamente del 3,8% e del 2% annuo. Il mercato italiano del risparmio previdenziale non ha ancora conosciuto una riforma paragonabile a quelle introdotte in Francia o in Germania. Dal 2007 esiste un meccanismo di adesione automatica ai fondi pensione integrativi individuali attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, e i governi che si sono succeduti hanno apportato modifiche incrementali a tale programma, anziché introdurre cambiamenti strutturali.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Entro il 2045 il rapporto lavoratori-pensionati in Europa scenderà sotto il valore di due lavoratori per ogni pensionato.
Very likely · Within months
Il tasso medio di sostituzione delle pensioni pubbliche nell’Unione Europea scenderà dal 45% al 41% entro il 2045.
Very likely · Within months
In Italia, la quota di risparmio destinata alla pensione aumenterà in media di 10 punti percentuali una volta che i risparmiatori saranno informati sui prodotti pensionistici privati.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Quali sono le specifiche proposte di riforma strutturale per il sistema pensionistico italiano?
- Come possono le istituzioni finanziarie migliorare l’accesso alle informazioni sui prodotti pensionistici?
- Qual è l’impatto previsto dell’utilizzo di GenAI sulla consapevolezza previdenziale tra i giovani?
- Perché solo il 54% dei risparmiatori conosce l’esistenza dei prodotti pensionistici privati nonostante il loro potenziale interesse?







