
L'economista premio Nobel Philippe Aghion, intervenendo al Festival dell'Economia civile, sottolinea i limiti del Pil come indicatore di benessere, evidenziando l'importanza della mobilità sociale e della lotta alla povertà rispetto alla mera accumulazione di ricchezza.
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L'economista Philippe Aghion ha espresso le sue opinioni durante il Festival nazionale dell'Economia civile.
"Il Pil non è un fine in sé: cerchiamo la crescita della qualità della vita, e molte cose il Pil non le cattura". Lo ha affermato l'economista premio Nobel, Philippe Aghion, in un'intervista video proiettata al Festival nazionale dell'Economia civile.
"Conta soprattutto la mobilità sociale", ha detto, perché "che ci siano dei ricchi non è un problema, l'importante è che non ci siano poveri. Mi indigna la povertà, insieme all'assenza di mobilità sociale. Questa è in genere correlata alla disuguaglianza complessiva".
Aghion ha osservato che "per certi tumori, per esempio, prima si operava sistematicamente e oggi si prendono pillole: è un miglioramento meraviglioso che nel Pil non compare. Ma il Pil resta utile: i soldi non fanno la felicità ma possono contribuirvi. In Francia, con mezzo punto di crescita in più, potremmo fare molte cose: un sistema sanitario migliore, o la flexsecurity, che costa molto e bisogna poter pagare".
A giudizio dell'economista "ci sono rendite buone e cattive" perché ad esempio "se innovi, devo permetterti di diventare ricco", ma è negativo usare "quella ricchezza per impedire ad altri talenti di emergere", come in "paesi in cui le imprese consolidate sono in collusione con il governo: comprano i ministri e chiedono di non far entrare i nuovi".

By 2030, the Italian maritime economy will require 175 thousand new workers. Mario Zanetti of Confindustria warns that the gap between required skills and training supply threatens the growth of a sector worth 11% of the national GDP.

In six days, petrol and diesel prices have dropped significantly on the ordinary and motorway networks thanks to discounts from Eni, Ip, Q8 and Tamoil. Codacons estimates savings of up to 9.4 euros at full capacity, however reporting lack of participation in some plants.

Over 10 thousand Italian distributors (51.7%) have adopted the price cap on petrol and diesel. Despite the government initiative, the Mestre CGIA estimates an economic impact of 13.6 billion euros in 2026 due to price increases linked to the conflict in the Middle East.
The Observatory notes that over 50% of Italian distributors keep petrol and diesel prices below the thresholds of 2 euros and 2.20 euros per litre. Minister Adolfo Urso praises the adherence to the social responsibility model promoted by the Government.

The European automotive sector has seen a decline of 21.05% since the beginning of the year, driving the stock market losses. Luxury is also in difficulty, while energy, technology and banks show positive performances. Stellantis and LVMH among the most affected stocks.

The Beretta Arms Factory in Gardone Val Trompia celebrates over five hundred years of uninterrupted activity led by the same family, evolving from a sixteenth-century artisan workshop to a global multinational group.