Polemiche a Riccione sul corso AIO per l'assistenza al parto di persone trans
Il movimento 'RivoltaTi' contesta il congresso dell'Associazione Italiana di Ostetricia per un seminario su gravidanza e allattamento trans, ma l'AIO difende la necessità di formazione professionale.
Quick Look
- Il movimento 'RivoltaTi' ha protestato a Riccione contro un corso dell'Associazione Italiana di Ostetricia dedicato all'assistenza al parto per persone trans.
- L'AIO e Arcigay difendono l'iniziativa come necessaria evoluzione professionale per la tutela della salute.
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Why It Matters
L'Associazione Italiana di Ostetricia ha incluso nel suo congresso nazionale un corso specifico sull'assistenza al parto per persone trans. Il movimento politico 'RivoltaTi' ha contestato l'evento tramite un flash-mob.
Un corso su come assistere gravidanza, parto e allattamento delle persone trans in calendario al Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Ostetricia in corso a Riccione è diventato un caso per le polemiche sollevate dal movimento “RivoltaTi”, fondato dall’ex consigliere della Lega Matteo Montevecchi e che contesta da destra pure Futuro Nazionale. E che ieri ha organizzato un flash-mob con 25 persone (mostrando cartelli con scritte come “Il latte è della mamma”, “L’uomo incinto non esiste”, “La natura non si aggiorna con i corsi gender” e “Le persone con utero sono e si chiamano donne”) per protestare contro il corso “Se a partorire non è una madre”, un appuntamento del congresso ospitato fino a oggi, 4 ottobre, all’Hotel Nautico di Riccione. Ovviamente “RivoltaTi” non solo insorge ma annuncia anche che «siamo qui per bussare alla porta del Ministro della Salute Schillaci e chiedergli di uscire dal letargo: il congresso dell’associazione italiana di ostetricia, infatti, risulta accreditato come evento Ecm per 10,5 crediti formativi».
Ma a spiegare quel che è successo davvero, al di là delle polemiche usate in chiave anti governativa per mostrare chi è più a destra, è Antonella Marchi, presidente onoraria dell’Associazione italiana Ostetricia (Aio), promotrice del congresso di Riccione: «Come professionisti della salute non rispondiamo a logiche di partito ma alla tutela della salute umana. Non tutte le persone con capacità di gravidanza si identificano come donne: può non piacere, ma succede, e la professione di ostetrica si deve evolvere per gestire al meglio anche queste scelte di vita».
A lei si aggiunge il presidente di Arcigay Rimini, Marco Tonti. «Capiamo che raccontata così può stupire, ma è pura e semplice biologia - osserva in una nota intitolata ‘Il deputato vannacciano e il vero mondo al contrario’ - : una persona trans che sospende la terapia con testosterone può tornare fertile e può partorire. Quella persona a un certo punto entra in una sala parto e davanti si trova un’ostetrica o un ostetrico. L’unica domanda che conta è se quel professionista sia stato formato o no, a tutela di chi partorisce e anche del feto. L’Aio ha deciso di formare queste professionalità, invece Futuro Nazionale chiede di rivedere i criteri con cui a quella formazione vengono attribuiti i crediti. Il mondo al contrario è questo: un parlamentare che preferisce una possibile incompetenza medica pur di difendere ideologicamente una visione della famiglia che si ritrova solo nella propaganda in bianco e nero del Ventennio».
Sul tema l’Aio chiarisce come, già da anni, la professione abbia iniziato a trovarsi di fronte a tematiche che incrociano i cambiamenti in atto nella società. «Invece di attaccare, con un dibattito montato a fini della speculazione, chi si aggiorna e studia, si pensi a fare politica. E fare politica - precisa Marchi - è creare cure giuste, eque, complete e centrate sulla persona. Le trans, come tutti, hanno diritto a cure mediche complete, inclusive e autodeterminate tra cui l’accesso all’aborto sicuro per eliminare le morti materne e all’avviamento all’allattamento».
Open Questions
- Il Ministero della Salute interverrà sulla questione dei crediti ECM?






