
Città blindate per le manifestazioni contro il carovita e la guerra, scontri tra polizia e manifestanti in diverse piazze italiane.
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Le proteste si inseriscono in un clima di malcontento sociale legato al carovita e alle posizioni del governo sulla guerra.
Città blindate in tutta Italia per le proteste e i cortei che attraversano il Paese, in particolare contro il carovita. Tensioni a Torino, dove la polizia ha respinto i manifestanti con scudi e manganelli. Duecento persone identificate a Roma in via preventiva già prima delle manifestazioni. Altissima l’allerta a Milano, dopo il caos di sabato 17 ottobre.
A Torino le forze dell’ordine hanno impedito alle migliaia di manifestanti che si sono ritrovati in piazza Castello di procedere verso via Po con una breve carica di alleggerimento, utilizzando scudi e manganelli. La polizia aveva invitato partecipanti a procedere verso l'area Nord della città, attraverso i Giardini reali.
La polizia ha poi respinto sempre con i manganelli un gruppo di giovani che ha tentato di raggiungere la piazza del Duomo attraverso uno stretto passaggio a fianco di Palazzo reale. Alcuni ragazzi hanno riportato ferite alla testa e sono stati medicati da altri manifestanti.
Molte le rivendicazioni alla base dei movimenti di protesta di questi giorni, anche al di là del carovita. Lo striscione d'apertura del corteo torinese, ad esempio, recita “Noi la guerra non la paghiamo, Torino è contro il riarmo, no datacenter e caro benzina". Tra gli slogan anche “Tout le monde déteste la police”.
Una grande fotografia di Giorgia Meloni è stata bruciata a Torino all’inizio della manifestazione, durante il ritrovo dei partecipanti in piazza Castello. Vari insulti contro la premier sono stati urlati dalla folla.
A Bologna si sono registrate cariche della polizia, in piazza dei Martiri, con la polizia che ha respinto i manifestanti verso in via Marconi rincorrendoli. Poco prima i manifestanti avevano lanciato bottiglie verso le forze dell'ordine. Nel frattempo è arrivato anche un mezzo idrante per allontanare i manifestanti. Dal corteo anche petardi contro poliziotti e carabinieri.
Bloccati alcuni manifestanti da parte delle forze dell'ordine a Bologna, in via Marconi, mentre ci sono state altre cariche degli agenti in tenuta antisommossa. I disordini sono cominciati in piazza dei Martiri, dopo che il corteo di circa un migliaio di persone era partito da piazza del Nettuno.
Dopo i disordini della scorsa settimana, Milano ha rinforzato il presidio di sicurezza: oltre alle forze dell’ordine, 500 militari parà sono arrivati in città per aiutare a tenere la situazione sotto controllo (in aggiunta agli 800 già stanziati per “Strade Sicure”). Fortemente presidiate piazza Duomo, la stazione di Cadorna, piazza Castello, via Dante, la stazione di Garibaldi e l’area di corso Buenos Aires.
Alcuni giovani sono stati portati negli uffici delle forze dell'ordine di Milano per essere identificati dopo esser stati trovati in possesso di oggetti atti potenzialmente utilizzabili per creare disordini, o perché a volto coperto o perché hanno precedenti penali.
Un presidio spontaneo di circa 200 persone, soprattutto studenti e collettivi antifascisti, si è formato a Milano davanti al Teatro Strehler, tra bandiere della Palestina e cartelli contro il governo, intonando cori come "Giorgia Meloni dimissioni", "Siamo tutti antifascisti" e "La libertà è un nostro diritto". La polizia in tenuta antisommossa ha bloccato via Lanza in entrata e in uscita. Dopo oltre mezz'ora di stallo e trattativa con gli agenti della questura sono partiti in corteo verso l'Arena.
A Roma il corteo organizzato nello specifico contro la guerra è arrivato alla destinazione finale senza tensioni, partendo da piazza della Repubblica e spostandosi fino a Largo Corrado Ricci. “Questa piazza pacifica è un esempio per tutta Italia", hanno scandito i manifestanti al loro arrivo. Subito dopo, centinaia di giovani si sono radunati nei pressi di via Cavour e via dei Fori Imperiali, muovendosi per raggiungere il Colosseo, dove sono state dispiegate le forze dell'ordine in tenuta antisommossa.
Dopo essere stati bloccati dalla polizia nei pressi del Colosseo, i giovani hanno raggiunto largo Corrado Ricci, dove i partecipanti al corteo preavvisato contro la guerra stavano leggendo alcuni interventi. Tra i due gruppi è nata una lite con i giovani che rivendicavano il diritto di occupare la zona, continuando a urlare "Corteo, corteo".
Momenti di tensione al corteo a Roma tra manifestanti e forze dell'ordine nell'area archeologica del Colosseo. È qui che i giovani hanno effettuato una deviazione raggiungendo l'arco di Costantino, area tradizionalmente piena di turisti. Li è intervenuta anche la polizia in tenuta anti-sommossa. Sono seguiti momenti di tensione, ma nessuno scontro.
A Napoli qualche momento di tensione, ma senza conseguenze, è scoppiato durante il corteo contro il carovita in via de Pretis, al passaggio dei manifestanti davanti al palazzo della compagnia di crociera Msc, il cui ingresso era presidiato da una barriera di poliziotti in assetto antisommossa. Dagli stessi partecipanti al corteo è arrivato più volte l'invito a chi indossa il cappuccio a scoprirsi il capo. Due esplosi nel corso della manifestazione. "Giorgia Meloni vattene" il coro più ricorrente, assieme alla richiesta di dimissioni della premier.

Demonstrations by the 'We are the people' movement and by students took place in several Italian cities to protest against the high cost of living, wages and healthcare. In Bologna there were clashes with the police, while in Florence and Perugia the situation varied.

The secretary of the PD Elly Schlein, in Cagliari for the Festa dell'Unità, underlines the importance of dialogue between the different political forces to find a common synthesis, avoiding commenting on the tensions over the choice of the broad candidate.

Wave of protests in France with clashes between demonstrators and police in Paris, Lyon, Bordeaux and Nantes. The authorities imposed restrictions on routes and bans on demonstrations, sparking political controversy and legal challenges.

New day of demonstrations in various Italian cities against war, high cost of living and CPR. In Milan, guarded by 1,400 agents, student and anti-fascist marches. Moments of tension in Rome at the Colosseum.

The amendment to the League's statute was approved by acclamation, establishing a political secretariat composed of a maximum of 9 members, appointed and revocable by the federal secretary, representing the various territorial levels.

After last week's riots, new demonstrations are taking place in Milan, Rome, Turin and Castel Volturno. The marches, focused on issues such as war and high prices, see a massive deployment of police and isolated tensions.