Proteste studentesche in Francia e mobilitazioni in Italia: le rivendicazioni e la sicurezza
Dalle proteste contro il caro affitti e i tagli all'istruzione in Francia fino alle mobilitazioni previste in Italia
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La mobilitazione studentesca in Francia contro il carovita e la crisi dell'istruzione si estende, generando scontri e attirando la solidarietà degli studenti in Italia, che pianificano proteste fino a novembre.
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Why It Matters
La mobilitazione studentesca in Francia è iniziata il 21 settembre per protestare contro la carenza di insegnanti e le condizioni delle scuole.
La mobilitazione studentesca in Francia è partita lo scorso 21 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, nel dipartimento della Val-de-Marne. Gli studenti protestavano contro la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate, le condizioni degli edifici scolastici e le difficoltà legate all'accesso all'università. In pochi giorni la mobilitazione si è estesa a livello nazionale con centinaia di istituti coinvolti in tutta la Francia.
Le proteste sono sfociate poi in incidenti ed episodi di tensione e violenza. Incendi, lancio di oggetti contro la polizia, danneggiamenti e scontri si sono verificati in diverse città, tra cui Nantes, Strasburgo, Le Havre, Marsiglia e Tolosa. Alcuni istituti sono stati danneggiati e in diversi casi sono intervenuti i vigili del fuoco. Nelle scorse ore a Parigi un'auto della polizia è stata bersaglio di lancio di sassi e oggetti, mentre un tram è stato preso di mira mentre stava circolando. Il ministro dell'Istruzione francese Édouard Geffray ha definito “legittime” le ragioni iniziali della protesta, sostenendo però che il movimento è stato in seguito infiltrato o strumentalizzato da gruppi politici radicali.
Gli studenti chiedono migliori condizioni di insegnamento e più risorse per le scuole. Le rivendicazioni riguardano infatti diversi temi: più insegnanti e personale scolastico, classi meno affollate, edifici in condizioni migliori, orari meno pesanti e maggiori risorse per l'istruzione pubblica. E poi c'è la questione di Parcoursup, la piattaforma attraverso cui gli studenti francesi presentano le candidature per l'istruzione superiore, considerata da molti ragazzi una fonte di forte pressione e incertezza.
Intanto, i sindacati studenteschi francesi hanno lanciato un appello per proseguire la mobilitazione, in assenza di "misure concrete" da parte del governo. L'Union syndicale lycéenne (Usl) ha invitato a "continuare le manifestazioni". Martedì 6 ottobre è prevista in Francia una nuova giornata di mobilitazione nazionale a cui aderiranno anche i sindacati Cgt e Solidaires, come ha dichiarato il presidente dell'Usl, Ryad Rani.
Ma cosa succede in Italia? Nei giorni scorsi il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ha deciso di rafforzare ulteriormente i dispositivi di sicurezza per gli eventi in programma. Oltre alle manifestazioni previste per il terzo anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre - sia per commemorare le vittime israeliane sia varie iniziative pro Pal - e per l'aumento del prezzo dei carburanti, sotto la lente sono finite ora anche le proteste studentesche che stanno chiamando a raccolta ragazzi e ragazze da Nord a Sud.
Un primo evento è previsto oggi a Genova con un'assemblea "operativa nazionale e internazionale" che li vede accanto ai lavatori portuali. "Solidarietà agli studenti francesi in lotta", hanno annunciato da Cambiare rotta. "Quello che sta accadendo riconferma che l'alleanza tra studenti, giovani e lavoratori è una necessità concreta e vincente di fronte a un modello che scarica sui giovani, la classe lavoratrice e le fasce popolari il costo del riarmo, mentre vengono tagliate risorse fondamentali per la formazione e il welfare", hanno ribadito. Scendono oggi in piazza anche a Roma, a Bocca della Verità, contro la legge elettorale.
Nel frattempo, anche nel cortile della Federico II di Napoli e a Torino gli studenti si preparano alla mobilitazione per accendere i riflettori sul tema del caro affitti. La Rete degli studenti medi del Lazio, che negli ultimi giorni aveva protestato contro il decreto scuola e partecipato giovedì al sit-in lanciato da Mediterranea Saving Humans e Spin Time in piazza Montecitorio, ha assicurato che la mobilitazione proseguirà nelle scuole e nelle piazze il 17 ottobre e il 20 novembre.
Studenti in piazza in tutta Italia fino al 20 novembre, in solidarietà agli studenti francesi e "contro la leva militare e la propaganda bellicista in Germania". È quanto annuncia la Rete degli studenti. "A tutti gli scioperanti in Francia: siamo al vostro fianco. Diserteremo le loro guerre. Soldi alle scuole, non alle armi", afferma la Rete. "In Francia, così come in Italia, c'è una contraddizione che ci rifiutiamo di non contrastare: mentre vengono presi in causa bilanci ristretti come motivo dei tagli all'istruzione, al welfare, alla sanità, allo stesso tempo vengono stanziate somme enormi per il riarmo militare", hanno rimarcato.
La Rete degli studenti italiani ha poi spiegato: "Da giorni in Francia gli studenti sono in sciopero a causa della carenza di insegnanti, di edifici scolastici fatiscenti e delle aule sovraffollate". E ancora: "In Francia, secondo il Ministero della Difesa francese, il bilancio della difesa per il 2026 ammonta a 68,4 miliardi di euro - 6,7 miliardi in più rispetto all'anno precedente -, mentre i governi stanno attuando dure misure di austerità sulle spalle delle lavoratrici, delle giovani e delle studentesse e degli studenti. Non accetteremo tutto questo".
What to Watch
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Nuova giornata di mobilitazione nazionale in Francia
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Proteste e mobilitazioni studentesche in Italia
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Open Questions
- Quali misure adotterà il governo francese in risposta alle proteste?
- Come evolverà la situazione della sicurezza in Italia per le prossime manifestazioni?




