
191 candidature, +125% rispetto al 2014, secondo dati del TSE
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Le elezioni brasiliane del 2026 segnano un punto di svolta per la rappresentanza indigena.
Le elezioni brasiliane del 2026 registrano un numero record di candidature indigene, salite a 191, il 125% in più rispetto alle 85 del 2014, primo anno in cui il Tribunale superiore elettorale (Tse) ha iniziato a pubblicare i dati relativi a colore e razza dei candidati. Il dato emerge da una rilevazione della Campagna indigena, iniziativa dell'Articolazione dei popoli indigeni del Brasile (Apib), basata sui registri del Tse aggiornati al 17 agosto. La partecipazione indigena alla Camera dei deputati raggiunge a sua volta un massimo storico, con 75 candidature, il triplo rispetto alle 25 del 2014. Erano state 39 nel 2018 e 59 nel 2022. Le assemblee legislative statali concentrano il maggior numero di candidature, con 99 candidati. Seguono tre candidature a deputato distrettuale nel Distretto federale, quattro al Senato, tre ai governi statali, due a vicegovernatore e cinque a supplente di senatore. Le candidature sono distribuite in 26 delle 27 unità federative del Brasile. La sola Amazzonia legale concentra 80 candidati, pari al 41,9% del totale. Le donne rappresentano 84 candidature, pari al 43,8% del totale. I candidati appartengono a 64 popoli indigeni. Il gruppo più rappresentato è quello dei Macuxi, con 13 candidature, seguito dai Guarani Kaiowá con 12. Seguono i Guarani con otto, i Munduruku con sette, Mura e Terena con sei ciascuno, mentre Tupinambá e Wapichana ne contano cinque ciascuno.
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Aumento della rappresentanza indigena nel governo

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Il presidente dell'INPS, Gabriele Fava, presenta un nuovo modello di welfare focalizzato sull'autonomia dei cittadini e sulla prevenzione, non solo sulla correzione delle fragilità.

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