Rinvio del voto sul ddl antisemitismo, protesta con bandiere di Hamas e Hezbollah fuori Montecitorio
Quick Look
- Il voto sulla legge contro l'antisemitismo è stato rinviato dopo la protesta fuori Montecitorio con bandiere di Hamas e Hezbollah e cori a favore di miliziani palestinesi.
- La sottosegretaria leghista Giuseppina Castiello ha lasciato la commissione per un altro impegno, facendo mancare il rappresentante del governo e bloccando i lavori.
- Le opposizioni hanno partecipato al presidio, scatenando l'attacco della destra, mentre la maggioranza punta a blindare il testo del Senato e la Lega dà priorità alla legge elettorale.
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Why It Matters
Il ddl antisemitismo mira a contrastare forme di odio e discriminazione, ma la sua definizione, basata sull'Ihra, è contestata perché include alcune critiche a Israele come antisemitismo. Le opposizioni vogliono affiancarla alla Dichiarazione di Gerusalemme del 2021 per limitare questo effetto, mentre la maggioranza vuole mantenere il testo così com'è.
Doveva essere il giorno dei primi voti, finisce con un rinvio e una sottosegretaria che lascia la commissione. Ma l'immagine politica della giornata arriva da fuori Montecitorio. Al presidio contro il ddl antisemitismo spuntano le bandiere di Hamas e Hezbollah e, tra i cori, anche uno che inneggia ai miliziani del movimento islamista palestinese. La piazza diventa il nuovo terreno di scontro tra destra e sinistra, su un provvedimento che divide i fronti e apre crepe anche al loro interno. Alla mobilitazione fanno capolino, tra gli altri, la dem Laura Boldrini e il pentastellato Riccardo Ricciardi, Stefania Ascari e Alessandra Maiorino. Una partecipazione che scatena l'attacco della destra.
La presenza delle opposizioni è "molto grave", affonda il senatore azzurro Maurizio Gasparri, esortando ad approvare il ddl "il prima possibile" per "smontare la campagna di menzogne in atto" sui limiti alla libertà di critica a Israele. Galeazzo Bignami alza il tiro: Elly Schlein e Giuseppe Conte, incalza il capogruppo di FdI alla Camera, prendano le distanze da una piazza diventata "un megafono" per chi inneggia al terrorismo.
Fuori monta la protesta, dentro i lavori si fermano. La discussione generale in commissione Affari costituzionali parte, ma dura soltanto mezz'ora: la sottosegretaria leghista Giuseppina Castiello lascia per un altro impegno. E, senza un rappresentante del governo, i voti saltano. Un inciampo che cade su un'agenda già al limite. Le opposizioni avevano appena protestato per i tempi "troppo stretti": sulla stessa commissione si accavallano cittadinanza, legge elettorale e antisemitismo, dossier ad alta tensione diretti in Aula tra fine settembre e inizio ottobre. Domani l'Ufficio di presidenza proverà a rimettere ordine: l'esame dovrebbe ripartire la prossima settimana, con l'Aula fissata al 2 ottobre. Il vero duello resta sulla definizione (Ihra) richiamata dal ddl, che include nell'antisemitismo anche alcune forme di attacco a Israele e di negazione del diritto all'autodeterminazione ebraica. Pd, M5s e Avs vogliono ridurne il peso e affiancarle la Dichiarazione di Gerusalemme del 2021, evitando che la critica al governo di Benyamin Netanyahu possa essere bollata come antisemitismo. Anche Riccardo Magi (+Europa) chiede di correggere il tiro, annunciando emendamenti "più garantisti". La maggioranza, invece, è decisa a blindare il testo del Senato.
Castiello, è la spiegazione che filtra dalla Lega, aveva avvertito l'esecutivo. Ma dietro lo stop al ddl, su cui spinge soprattutto Forza Italia, nel centrodestra si gioca anche un'altra partita. La priorità, ora, è la legge elettorale: meglio chiudere una grana prima di aprirne un'altra. E qualche giorno in più, si evidenzia nei palazzi, non guasta. Anche considerando che sul fianco destro c'è Roberto Vannacci, pronto a dare battaglia contro ogni "bavaglio" se il confine contro l'antisemitismo finirà, a suo giudizio, per restringere quello della critica a Israele. A prendere ossigeno è anche il Pd, alle prese con una linea ancora tutta da trovare. A dispetto di una segreteria orientata all'astensione, i riformisti hanno già scelto il sì - riaprendo la stessa frattura già emersa al Senato -, mentre Boldrini lavora per allargare il fronte del no, la stessa casella occupata dai 5S. I dem preparano una riunione del gruppo per provare a ricucire. "Serviranno alcuni passaggi interni", tagliano corto alcune fonti parlamentari sul fronte che finisce per saldarsi con Gaza. Dove invece il campo largo mostra unità, con la ferma richiesta a Giorgia Meloni di aderire allo stop al commercio dei prodotti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il ddl antisemitismo verrà nuovamente discusso in commissione la prossima settimana
Likely · Within weeks
La legge elettorale sarà prioritaria per la Lega prima di tornare sul ddl antisemitismo
Very likely · Within weeks
Open Questions
- Quando verrà finalmente votato il ddl antisemitismo in commissione?
- Quali emendamenti saranno presentati per modificare la definizione di antisemitismo?
- Come influirà questa vicenda sulle future relazioni tra Italia e gruppi palestinesi?







