
I sindacati bloccano la zona imbarchi del Cristoforo Colombo per protestare contro la richiesta di nuova cassa integrazione. Il governatore ligure Marco Bucci incontra i manifestanti.
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I lavoratori dell'ex Ilva protestano contro la richiesta di nuova cassa integrazione dovuta alla mancanza di approvvigionamenti di coils.
I lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano hanno occupato la zona imbarchi dell'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, annunciando l'avvio della protesta contro la richiesta di nuova cassa integrazione. I sindacati promettono di proseguire la mobilitazione finché non arriveranno risposte concrete dal governo sul futuro dello stabilimento
"Dichiariamo ufficialmente che l'aeroporto è occupato". Così hanno annunciato i lavoratori ex Ilva di Cornigliano appena entrati nella zona imbarchi del "Colombo" di Genova. La nuova protesta dei lavoratori è dovuta alla richiesta di cassa integrazione da parte dei commissari ex Ilva. La mobilitazione punta a ottenere risposte immediate dal ministero dopo la comunicazione inviata venerdì che prevede un incremento della cassa integrazione a causa della mancanza di approvvigionamenti di coils necessari alla produzione.
La protesta all'aeroporto
I lavoratori hanno raggiunto l'aeroporto al termine dell'assemblea che si è tenuta stamattina davanti ai cancelli dello stabilimento di Cornigliano. Arrivati all'interno dello scalo, hanno lasciato un corridoio aperto perché i passeggeri presenti possano imbarcarsi. Poi si sono seduti a terra, picchiando con i caschi sul pavimento. "Resteremo qui - ha urlato Armando Palombo (Fiom) tra gli applausi e i cori dei lavoratori - finché questo governo non ci dà una risposta".
Lo scontro con i commissari
Durante l'assemblea, Palombo ha accusato i commissari di non aver tenuto fede agli impegni assunti pochi giorni prima. Secondo il sindacalista, mercoledì era stata garantita la continuità produttiva, mentre venerdì è arrivata la comunicazione che prevede il ricorso alla cassa integrazione. "Ci mettono nelle condizioni di forzare e forzeremo, tanto per essere molto chiari. Perché in questo paese se le questioni non esplodono non si arriva a capo di nulla", ha detto Palombo.
I timori per la produzione
Anche Nicola Appice della Fim Cisl ha posto l'accento sulla vertenza complessiva e sull'imminente pronunciamento della Cassazione per Taranto: "I tre giorni sotto la prefettura sembravano aver garantito una fornitura temporanea di 35 mila tonnellate di coils per non fermare Genova. Poi venerdì è arrivata la comunicazione di una cassa integrazione che rischia di bloccare interi reparti, compresi quelli impiegatizi. Se si fermano quelli, rischia di bloccarsi tutta la lavorazione rimasta. Serve garantire gli approvvigionamenti subito: siamo pronti a qualsiasi cosa per salvare il lavoro". A chiudere gli interventi dal palco è stato Fabio Ceraudo, di Usb, che ha ribadito la necessità di difendere il presidio industriale genovese.
Governatore Liguria: "L'accordo c'è, chiederemo a commissari di chiarire"
Mentre prosegue la protesta nello scalo genovese, il governatore della Liguria Marco Bucci ha raggiunto l'aeroporto per incontrare le rappresentanze sindacali. All'assemblea dei lavoratori erano presenti anche i parlamentari Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo. "Genova vuole continuare a lavorare e ha un programma, accettato da Acciaierie d'Italia, per trattare materiale conto terzi in caso di chiusura a Taranto - ha detto Bucci -. L'accordo di mercoledì è in funzione e noi lavoriamo per questo: chiederemo ai commissari di chiarire la situazione". Riferendosi alla lettera recapitata venerdì con la quale i commissari straordinari hanno annunciato l'aumento della cassa integrazione, Bucci ha spiegato: "Siamo rimasti tutti sorpresi, ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C'è però anche un'altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d'Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l'autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente". "Ho già parlato con i commissari sabato - ha concluso Bucci -. Bisogna evitare messaggi controproducenti. Sono fiducioso, ma soprattutto è doveroso trovare una soluzione: faremo tutto il possibile perché la vertenza venga gestita con intelligenza".
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Continuazione della mobilitazione sindacale fino a risposte governative
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