Scontri a Milano, il gip rimette in libertà Youssef Siher. Meloni: "Decisione vergognosa"
La gip Tiziana Landoni ha liberato l'amministratore della chat 'Movimento 17 ottobre', escludendo gravi indizi di colpevolezza e l'aggravante di terrorismo. Dura reazione della premier, replica dell'Anm.
Quick Look
- La gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, amministratore del canale 'Movimento 17 ottobre', escludendo indizi di colpevolezza e finalità di terrorismo.
- La premier Meloni attacca la decisione definendola 'vergognosa', scatenando la reazione dell'Anm.
AI-generated summary
Why It Matters
Youssef Siher era stato fermato come amministratore del canale Telegram 'Movimento 17 ottobre' dopo i saccheggi a Milano.
La giudice per le indagini preliminari Landoni non ha convalidato il fermo dell'amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram 'Movimento 17 ottobre'. Nelle motivazioni, ha rilevato che non sussistono gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati contestati. In particolare, secondo la giudice, i contenuti pubblicati dal ricercatore non contenevano riferimenti espliciti al ricorso alla violenza. La premier attacca la decisione, Anm: "Attacco scomposto"
Youssef Siher è tornato in libertà. La gip di Milano Tiziana Landoni ha deciso di non convalidare la richiesta di convalida del fermo e l'applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell'inchiesta con il procuratore Marcello Viola, ritenendo sussistente sia il pericolo di reiterazione del reato sia il rischio di fuga. Il ricercatore italiano con origini marocchine era stato fermato la notte di sabato scorso in qualità di amministratore del canale Telegram 'Movimento 17 ottobre' aperto dopo la due giorni di saccheggi e devastazioni a Milano con l'accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La presidente del Consiglio Giogia Meloni ha definito la decisione della Gip "vergognosa".
La Gip: Siher non ha mai prospettato azioni violente o reati
Nell'ordinanza con cui la gip di Milano non ha convalidato il fermo e non ha applicato alcuna misura cautelare per Siher si legge: "Nei post e nel comunicato dianzi richiamati l'indagato non prospetta mai il ricorso ad azioni violente o l'adozione di altri comportamenti integranti fattispecie di reato, né il medesimo risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte". La giundice aggiunge che "non sono ravvisabili, allo stato, gravi indizi di colpevolezza a suo carico".
"Si è limitato a promuovere una mobilitazione di protesta"
Landoni ha spiegato anche che l'amministratore della chat Telegram 'Movimento 17 ottobre', nato dopo la devastazione del fine settimana a Milano, "si è, di fatto, limitato a promuovere una mobilitazione collettiva, 'consapevole', di protesta contro le attuali politiche governative, capace di coinvolgere il maggior numero di persone, con l'obiettivo di favorire, come da lui espressamente dichiarato, il formarsi di una coscienza collettiva". Il riferimento dell'indagato alle mobilitazioni organizzate in Francia "è assolutamente generico e non vi sono allusioni ad atti di violenza o all'adozione di comportamenti integranti reato. Siher pare, piuttosto, richiamare la costanza e in generale l'attivismo che ha connotato i movimenti di protesta francesi, senza esaltare, in alcun modo, le condotte violente poste in essere da taluni manifestanti".
"Non ravvisabile l'aggravante del terrorismo"
Secondo Landoni, non si può sostenere che le condotte Siher "fossero volte a esercitare forme di costrizione nei confronti di organi di vertice delle istituzioni, né che le stesse fossero sorrette da finalità di eversione dell'ordine democratico dello Stato". Per la giudice non solo sono "insussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'indagato", ma "non sarebbe comunque ravvisabile la contestata aggravante" del terrorismo. Le azioni verbali di Siher "non potrebbero ritenersi tali da arrecare un grave danno allo Stato (non pare essere, invero, di dimensione necessariamente macroscopica l'offesa dalle stesse potenzialmente creata), né risultano essere state compiute allo scopo di intimidire la popolazione, suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante, considerati gli stessi propositi esternati dal medesimo nei due comunicati pubblicati all'interno del gruppo Telegram e il tentativo di promuovere la formazione di una coscienza collettiva, coinvolgendo anche persone non appartenenti a realtà politiche".
Meloni: "Dalla gip di Milano una decisione vergognosa su Siher"
Come anticipato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social ha definito la decisione della gip di Milano "vergognosa". "Penso - ha aggiunto - che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti, del Ministero degli interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali". "Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura", ha affermato ancora la presidente del Consiglio. "Lo dirò senza mezzi termini - ha aggiunto -: considero vergognosa la decisione della gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram 'Movimento 17 ottobre', cioè la pagina che incitava l'organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano".
Anm: "Solidarietà a Landoni, da premier attacco scomposto"
A stretto giro è arrivata la risposta della Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) alla premier. "La nostra piena solidarietà alla gip di Milano, oggetto di un attacco scomposto da parte della presidente del Consiglio dei ministri. Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all'interno dei procedimenti", si legge nella nota. "La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile". Così l "Autonomia e indipendenza della magistratura sono due capisaldi della democrazia - sottolinea l'Anm - in cui i magistrati non possono essere il nemico da additare in ogni circostanza all'interno del dibattito pubblico. Questo comportamento arreca un danno alla credibilità delle istituzioni", conclude l'Anm.
Open Questions
- Quali saranno le prossime mosse della Procura contro la decisione della gip?
- Come evolveranno i rapporti istituzionali tra governo e magistratura?





