Scontri tra polizia e manifestanti a Bologna per la morte di Abderrahim Fakir
Quick Look
- Momenti di tensione a Bologna durante una manifestazione per Abderrahim Fakir, il 43enne morto mentre era immobilizzato dalla polizia.
- Antagonisti si sono scontrati con agenti, lanciando bombe carta e attaccando blindati, mentre la sorella di Fakir è svenuta al presidio pacifico.
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Why It Matters
La manifestazione a Bologna è stata organizzata per ricordare Abderrahim Fakir, morto a 43 anni mentre era immobilizzato dalla polizia, e protestare contro l'applicazione dello "scudo penale".
Momenti di tensione a Bologna alla manifestazione per ricordare Abderrahim Fakir, il 43enne morto mentre era immobilizzato dalla polizia. Davanti alla prefettura e alla questura del capoluogo emiliano ci sono stati contatti tra alcuni manifestanti antagonisti e agenti in tenuta antisommossa: la prima fila dei partecipanti alla manifestazione è entrata in contatto con le forze dell'ordine, che hanno risposto con manganellate.
I manifestanti hanno lanciato anche una bomba carta in piazza Roosevelt, con gli agenti che hanno reagito caricando, con idranti e lacrimogeni. Alcuni dei presenti alla manifestazione hanno quindi staccato le protezioni dei finestrini dei blindati, per poi lanciarle contro i mezzi della polizia. Sono volate bottiglie, qualcuno ha preso a calci gli agenti.
Gli agenti hanno quindi usato ancora diversi lacrimogeni e utilizzato gli idranti per disperdere i manifestanti. Alcuni si sono radunati contro le mura del Comune, in un gesto di non violenza. Si sono levate diverse grida contro le forze dell'ordine: "Assassini", hanno detto i manifestanti, protestando anche contro lo scudo penale.
In serata, via Ugo Bassi è stata vandalizzata dalla coda di manifestanti più violenti, che hanno distrutto le biciclette del servizio di sharing e usato le transenne dei cantieri del tram per difendersi dalle cariche degli agenti. Lanciate le sedie dei dehor dei locali. In piazza Maggiore è stata annullata la rassegna del cinema all'aperto.
Il presidio pacifico, organizzato dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, ha preso il via in una piazza del Nettuno gremita, dove oltre alle istituzioni, alle famiglie e agli altri partecipanti sono arrivate le centinaia di antagonisti che poi hanno creato tensioni. Presente anche la sorella di Abderrahim Fakir, Khadija, che si è sentita male ed è svenuta proprio nel corso del presidio, quando Lepore - che ha introdotto l'evento - stava passando la parola ai familiari dell'uomo morto.
L'avvocato della famiglia Fakir, Fabio Anselmo, ha criticato gli antagonisti. "Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir. Il dolore della sorella, soccorsa per un malore, è chiarissimo. La strumentalizzazione becera e violenta, al termine della manifestazione, è un evento a orologeria che costituisce un attacco alla famiglia di Fakir che ha chiesto più volte calma, educazione e rispetto", ha detto.
Open Questions
- Quali saranno le conseguenze legali per gli agenti coinvolti nella morte di Fakir?
- Come evolverà l'indagine della Procura?







