Senato approva emendamento centrodestra sulle preferenze elettorali, opposizioni denunciano forzatura
Quick Look
- La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l'emendamento unitario del centrodestra sulla legge elettorale che introduce fino a tre preferenze per i candidati tranne il capolista, mantenendo il meccanismo di alternanza di genere a partire dal secondo candidato.
- Le opposizioni denunciano una procedura scorretta che preclude il voto sui loro emendamenti, inclusa una proposta per quote di genere al 50% per i capilista.
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Why It Matters
La riforma della legge elettorale è tornata al centro del dibattito parlamentare dopo il precedente tentativo alla Camera, dove un emendamento simile era stato bocciato per un solo voto a luglio. Il centrodestra propone un sistema con preferenze multiple ma capolista bloccato, mentre le opposizioni chiedono l'introduzione di quote di genere obbligatorie per i capilista e le liste.
Via libera della commissione Affari costituzionali del Senato all'emendamento unitario del centrodestra sulle preferenze nella riforma della legge elettorale. Il testo, che ricalca quello bocciato a luglio per un solo voto alla Camera, lascia bloccato il capolista, mentre per tutti gli altri candidati l'elettore potrà esprimere fino a tre preferenze, mettendo una croce sulla scheda.
L'alternanza di genere parte dal candidato successivo al capolista, che resta dunque escluso dal meccanismo. Per i capilista non viene dunque riproposta la regola del 60%-40% del Rosatellum, che pone un limite alla prevalenza di uno dei due generi.
In precedenza c'è stato uno scontro in commissione sull'emendamento di maggioranza sulle preferenze. Arrivato il momento del voto, ad accendere la bagarre è stato l'ordine degli emendamenti: davanti a tutti c'è quello a prima firma di Marco Lisei (FdI), che introduce fino a tre preferenze, ma lascia bloccato il capolista.
Se passasse, ha avvertito il presidente della commissione Andrea De Priamo (FdI), una serie di proposte delle opposizioni sarebbe preclusa e non arriverebbe al voto. Il dem Andrea Giorgis ha aperto il fronte, affondando sulla scelta di votare prima la proposta della maggioranza: "Avete paura di perdere altri 20 minuti sulle preferenze? È una vergogna", ha attaccato. Il senatore del Pd ha chiesto poi di sospendere la votazione e investire della questione il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ed eventualmente la Giunta per il Regolamento, per garantire "un'interpretazione ufficiale".
Il precedente, ha denunciato, "è gravissimo". De Priamo ha chiuso la porta, appellandosi all'articolo 97 del regolamento del Senato, che - ha ricordato - rende inammissibili gli emendamenti in contrasto con deliberazioni già adottate. Lisei ha fatto quadrato attorno alla procedura: "E' la prima volta in questi anni di commissione che viene messo in discussione l'ordine con il quale gli uffici redigono il fascicolo".
Ma le opposizioni hanno rilanciato, accusando la maggioranza di "pesca a strascico" sugli emendamenti delle minoranze: nella tagliola, hanno evidenziato, rischiano infatti di finire anche parti dei loro emendamenti che intervengono su tutt'altro, dall'indicazione del premier al premio.
Le senatrici di Italia Viva-Casa Riformista Raffaella Paita e Dafne Musolino attaccano la maggioranza dopo la scelta di mettere ai voti per primo l'emendamento della maggioranza sulle preferenze, a prima firma Marco Lisei, la cui approvazione preclude le successive proposte delle opposizioni.
Tra queste, sottolineano, anche l'emendamento unitario a prima firma Paita-Musolino che propone una quota di genere del 50% per i capilista e per le liste. "L'emendamento unitario dell'opposizione viene fatto saltare in commissione con una forzatura della maggioranza", denunciano Paita e Musolino, evidenziando inoltre che "sulla rappresentanza femminile in Parlamento si consuma così l'ennesima presa in giro della destra".
La scelta del presidente di far votare per prima la proposta Lisei "dimostra ancora una volta che alla destra delle donne in politica non interessa" e che alla maggioranza interessa invece "solo inseguire e ammiccare a Vannacci, contrario alle quote di genere", attaccano le due senatrici di Iv. Musolino torna poi sullo scontro procedurale e rispedisce alla maggioranza l'immagine della "palude" usata a luglio dalla premier Giorgia Meloni contro le opposizioni: "La palude non siamo noi, la palude siete voi. Questo modo di procedere è paludoso".
Impedire alle minoranze "di esprimersi sugli emendamenti con i quali veramente si proponeva di cambiare la legge elettorale è inaccettabile e tradisce la vostra stessa narrazione", attacca, avvertendo che alle urne "gli elettori si renderanno conto che non stanno esprimendo nessuna preferenza".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Le opposizioni presenteranno un ricorso al Presidente del Senato per contestare la procedura di votazione sulla legge elettorale.
Likely · Within days
Il dibattito sulle quote di genere nella legge elettorale continuerà nelle prossime settimane con nuove proposte delle opposizioni.
Very likely · Within weeks
Open Questions
- Qual sarà la posizione definitiva del Senato sull'intera riforma della legge elettorale?
- Il governo interverrà per mediare tra maggioranza e opposizioni sulle quote di genere?
- Come reagiranno gli elettori alle modifiche proposte al sistema di voto?
- Il Presidente del Senato sarà chiamato a decidere sulla regolarità procedurale della votazione?






