
Il conduttore di Report risponde alle accuse del quotidiano diretto da Daniele Capezzone riguardanti il ruolo del fratello nella Guardia di Finanza e presso l'Anac.
Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, smentisce via Facebook le accuse del quotidiano Il Tempo riguardo a presunti conflitti di interesse del fratello Daniele, ufficiale della Guardia di Finanza, rivendicandone la correttezza professionale e la trasparenza.
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Il quotidiano Il Tempo ha pubblicato un articolo mettendo in dubbio la posizione di Daniele Ranucci, fratello di Sigfrido Ranucci, all'interno della Commissione Antimafia e dell'Anac.
Avrei fatto volentieri a meno di dare spazio all'ennesimo articolo di fango del giornale del Gruppo Angelucci, parlamentare della Lega di Salvini che pochi giorni fa ha chiesto di cacciarmi dalla Rai. Sto parlando dell'articolo de il Tempo, lanciato da Capezzone e ripreso dai suoi fratelli. Dopo che ha ravanato nel mio passato e in quello della mia famiglia è riuscito a scrivere una decina di cose false in 10 righe. Sono costretto a ripristinare la verità per tutelare la dignità di mio fratello Daniele che in quanto appartenente alla Guardia di Finanza non può parlare senza autorizzazione". Lo scrive su Facebook Sigfrido Ranucci, in merito all'articolo pubblicato oggi in prima pagina sul quotidiano diretto da Daniele Capezzone e intitolato 'Sigfrido & Famiglia'.
Mentre il conduttore di Report "conduceva le sue inchieste su mafia, criminalità organizzata, politica e apparati dello Stato, suo fratello Daniele - scrive Il Tempo - lavorava proprio dentro la Commissione parlamentare antimafia", "come ufficiale della Guardia di finanza. Per oltre dieci anni è stato infatti assegnato ad un settore particolarmente delicato: l'archivio super riservato della Commissione, ubicato a Palazzo San Macuto". "Quando Daniele Ranucci venne assegnato all'archivio della Commissione, qualcuno si pose il problema del suo rapporto di parentela con un giornalista investigativo che lavorava proprio su quegli stessi temi? È stata fatta una dichiarazione al Comando generale della Guardia di finanza? Esiste un documento nel quale il rapporto familiare viene segnalato? Furono previste limitazioni nell'accesso a determinati fascicoli? Oppure la questione non venne mai affrontata?", si chiede il quotidiano, che continua segnalando che Daniele Ranucci "oggi presta servizio presso l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), altro organismo istituzionale da sempre fucina di materiale per le inchieste dei segugi di Report".
Ranucci replica in questi termini: in primo luogo, afferma, il fratello Daniele "non è mai stato il responsabile dell'archivio. 2) Non è ufficiale. 3) Il Tempo omette di parlare dell'incarico con Pisanu nella XVI legislatura e con la Colosimo nella XIX legislatura per un anno e mezzo. 4) Nonostante le allusioni, in quelle legislature non è mai uscita dai luoghi dove ha lavorato una notizia classificata dall'archivio. 5) I presidenti, consiglieri parlamentari, ufficiali di collegamento, comandanti sono stati sempre informati anche per iscritto della parentela. 6) Non è vero che è la prima volta che si parla della sua figura, l'ho fatto anche nella trasmissione La Confessione, di Peter Gomez. 7) Ha anche informato il presidente autorità nazionale Anticorruzione, l'ufficiale di collegamento, il suo comandante, e il portavoce del presidente Anac. 8) In 35 anni di carriera non ha mai scelto né il reparto né l'impiego, è stato amato, rispettato e anche destinatario di encomi". "Se Capezzone vuole dare un contributo alla verità e all'interesse pubblico, sempre che sia nelle sue possibilità, indaghi sul mandato di chi, mio fratello, è stato spostato dalla Commissione Antimafia. Questo dovevo all'onore della mia famiglia e alla storia di Daniele che paga il solo fatto di essere mio fratello", conclude Ranucci nel post.

Il giornalista Sigfrido Ranucci ha querelato la magistrata Clementina Forleo per un post su Facebook. L'avvocato di Ranucci, Roberto De Vita, mette in guardia la Rai da possibili sanzioni contro il conduttore, definendole pretestuose e condizionate politicamente.

L'avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, avverte la Rai che qualsiasi provvedimento contro il conduttore di Report sarebbe viziato da falsità e pressioni politiche, sollecitando attesa per l'esito delle indagini giudiziarie.

Il termine 'femminicidio' guida la classifica delle parole più cercate sul portale Treccani nel 2026. Seguono 'maranza', 'fake news' e 'overtourism', riflettendo l'evoluzione del linguaggio comune e l'impatto dei fenomeni sociali e digitali.

Il quotidiano Il Tempo ha pubblicato i costi di produzione di Report, definendoli eccessivi. I giornalisti del programma respingono le accuse parlando di dati falsati e annunciano querele, mentre la politica chiede chiarezza in Commissione di Vigilanza.

Consegnata all'AD Rai Giampaolo Rossi la relazione sul caso Sigfrido Ranucci. Il contenuto rimane secretato. Malcontento ai piani alti per il danno reputazionale e preoccupazioni per possibili ricadute sulla pubblicità.

La decisione sull'attività di Sigfrido Ranucci a Report potrebbe essere presa entro la settimana, dopo il parere del comitato etico e le valutazioni dell'AD Giampaolo Rossi, in un clima di tensione con voci di possibile sostituzione.