
L'avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, avverte la Rai che qualsiasi provvedimento contro il conduttore di Report sarebbe viziato da falsità e pressioni politiche, sollecitando attesa per l'esito delle indagini giudiziarie.
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Il legale di Sigfrido Ranucci contesta le possibili azioni della Rai nei confronti del conduttore di Report, citando pressioni politiche e polemiche pretestuose.
Intanto l'avvocato Roberto De Vita, legale di Ranucci, ha oggi affermato che "ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all'interno dell’Azienda".
Le parole dell’avvocato
"Motivazioni laterali alla vicenda, quali frequentazioni, fonti e inchieste controverse, sarebbero espedienti e artifici formali e sostanziali”, aggiunge De Vita. “Motivazioni inerenti una "incompatibilità ambientale" attesa la ridondanza della vicenda e i suoi riflessi negativi per l'Azienda, sarebbero pretesto cortese e si tradurrebbero di fatto nella punizione della vittima, che ben poco ospizio ha nel nostro ordinamento. Ogni ulteriore ed altra giustificazione sconterebbe inoltre le già manifestate indicazioni condizionanti di esponenti di vertice governativo e istituzionale, collocando nell'orbita della decisione politica le iniziative della Rai nei confronti del conduttore e della trasmissione". De Vita aggiunge che per "questo saggezza ed equilibrio, considerati anche casi precedenti, dovrebbero portare ad attendere che la conclusione delle indagini giudiziarie consenta di solidarizzare senza esitazione verso la vittima di un grave attentato e anche per questo confermarla alla guida della più importante trasmissione di inchiesta italiana oppure (cosa che non sarà ed è già ben evidente) censurare consapevoli o inconsapevoli disinvolture (la cui esistenza si rinviene solo nelle dichiarazioni e negli scritti di politici e giornalisti da sempre animati da spirito di rivalsa nei confronti di Report)".

Il giornalista Sigfrido Ranucci ha querelato la magistrata Clementina Forleo per un post su Facebook. L'avvocato di Ranucci, Roberto De Vita, mette in guardia la Rai da possibili sanzioni contro il conduttore, definendole pretestuose e condizionate politicamente.

Il termine 'femminicidio' guida la classifica delle parole più cercate sul portale Treccani nel 2026. Seguono 'maranza', 'fake news' e 'overtourism', riflettendo l'evoluzione del linguaggio comune e l'impatto dei fenomeni sociali e digitali.

Il quotidiano Il Tempo ha pubblicato i costi di produzione di Report, definendoli eccessivi. I giornalisti del programma respingono le accuse parlando di dati falsati e annunciano querele, mentre la politica chiede chiarezza in Commissione di Vigilanza.

Consegnata all'AD Rai Giampaolo Rossi la relazione sul caso Sigfrido Ranucci. Il contenuto rimane secretato. Malcontento ai piani alti per il danno reputazionale e preoccupazioni per possibili ricadute sulla pubblicità.

La decisione sull'attività di Sigfrido Ranucci a Report potrebbe essere presa entro la settimana, dopo il parere del comitato etico e le valutazioni dell'AD Giampaolo Rossi, in un clima di tensione con voci di possibile sostituzione.

Sigfrido Ranucci è stato ascoltato per cinque ore dalla Commissione per il Codice Etico della Rai nell'ambito degli approfondimenti sulle indagini che coinvolgono Valter Lavitola per l'attentato di Pomezia.