Spread Btp-Bund a 102,9 punti, rendimento italiano al 4,61% mentre il governo prepara la legge di bilancio
Quick Look
- Il differenziale tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco è salito a 102,9 punti il 30 settembre, con il rendimento italiano al 4,61% e quello tedesco stabile al 3,58%.
- L'aumento riflette la stretta monetaria della Bce, le tensioni geopolitiche e la preparazione della legge di bilancio da parte del governo Meloni, nel contesto di un debito pubblico previsto intorno al 138% del Pil.
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Why It Matters
Lo spread tra Btp e Bund misura la differenza di rendimento tra i titoli decennali italiani e tedeschi, riflettendo la percezione del rischio relativo dell'Italia rispetto alla Germania come riferimento dell'area euro. Il recente aumento è avvenuto nel contesto di una stretta monetaria della Bce, di un debito pubblico italiano intorno al 138% del Pil e della preparazione della legge di bilancio da parte del governo Meloni.
Guardando nello specifico al differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco, si vede che a inizio settembre questo era intorno a 84 punti. Il 29 settembre lo spread è poi salito a 100 punti e oggi, 30 settembre, ha chiuso a 102,9 punti. Il rendimento del titolo italiano è salito al 4,61%, mentre quello tedesco è stabile al 3,58%.
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In questo quadro, va ricordato che lo spread non misura quanto va bene l’economia tedesca rispetto a quella italiana, ma indica la differenza tra il rendimento dei due titoli decennali. In sostanza, lo spread fotografa il rapporto con la Germania, cioè con il Paese ritenuto - almeno fino ad ora - il punto di riferimento dell’area Euro.
E, anche se il Bund di Berlino è il riferimento, non va dimenticato che la Germania di recente ha abbandonato anni di estrema prudenza fiscale per finanziare soprattutto infrastrutture e difesa. E che, come il resto dell'Ue, si trova a sua volta a far fronte alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul settore energetico.
C’è poi da considerare anche il “fattore Bce”, con la Banca centrale europea che, il 10 settembre, ha alzato i tassi d'interesse di un quarto di punto percentuale. Sulla decisione ha pesato sicuramente l'inflazione, balzata in agosto al 3,3% e ai massimi dal settembre 2023, con la corsa del gas e del petrolio. E la nuova stretta è arrivata dopo quella di giugno e dopo la pausa di luglio. La Bce stessa, comunque, ha sottolineato anche che l’aumento dei rendimenti a lungo termine non è un fenomeno specificamente europeo, ma globale.
E in questo clima il governo Meloni sta entrando nel vivo della Legge di bilancio, dopo la mancata uscita anticipata dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Prima di tutto, servono coperture e il debito va stabilizzato, visto che si parla di un dato intorno al 138% del Pil quest'anno e l'anno prossimo, rispetto al 137,1% del 2025. L'incognita arriva dal nuovo scenario geopolitico, reso imprevedibile anche dalla seconda presidenza di Donald Trump negli Usa.
Intanto ieri il Mef ha collocato con asta otto miliardi di Btp, con il decennale arrivato a pagare il 4,58%, livello che non si vedeva da tre anni. Ancora a Ferragosto il Btp pagava il 4%: le stime di Prometeia dicono che il costo aggiuntivo di 60 punti base, accumulato in poco più di un mese, ammonta a circa due miliardi di euro di maggiori interessi il primo anno, per poi crescere via via che il debito viene rifinanziato. Tutto ciò su una spesa per interessi che vale già, ogni anno, circa 85 miliardi di euro.
Ad ogni modo, da Palazzo Chigi si continua a guardare con un certo ottimismo alla crescita. Diverse previsioni hanno rivisto al rialzo le stime e concordando su un Pil 2026 al +0,8/0,9%. E dunque è probabile che il +0,6% indicato dal governo ad aprile nel Dfp possa subire un ritocco all'insù. C'è attesa anche per il dato sull'indebitamento del 2026: se, come indicato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo potrà essere centrata nel 2027, l'asticella non dovrebbe allontanarsi troppo dal 2,9% fissato in primavera.
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il governo Meloni riuscirà a centrare l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo entro il 2027
Possible · Within years
Il Pil italiano nel 2026 crescerà tra lo 0,8% e lo 0,9%
Likely · Within years
Open Questions
- Quali saranno le effettive coperture previste nella legge di bilancio per contrastare l'aumento degli oneri finanziari?
- Come evolverà la politica della Bce nei prossimi mesi alla luce dell'inflazione e della crescita?
- Quale impatto avranno le tensioni geopolitiche sul costo dell'energia e sulla stabilità dei mercati?





