Spread Btp-Bund in rialzo, tensioni sui mercati obbligazionari europei
Quick Look
- Lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha oscillato tra 114 e 131 punti base durante la giornata, chiudendo a 114,6 punti con il rendimento italiano al 4,6%.
- I mercati obbligazionari europei sono stati influenzati dall'aumento dei prezzi del petrolio, dalle preoccupazioni sul debito pubblico statunitense e francese e dalle aspettative di interventi delle banche centrali sui tassi.
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Why It Matters
Lo spread Btp-Bund misura la differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, indicando la percezione del rischio relativo. Negli ultimi giorni, fattori come il rialzo del petrolio, le preoccupazioni sul debito pubblico statunitense e francese e le aspettative di interventi delle banche centrali hanno influenzato i mercati obbligazionari.
Oggi in giornata lo spread fra Btp e Bund ha toccato i 126 punti aggiornando i massimi da aprile 2025. In seguito il differenziale con i Bund tedeschi è sceso a 118 punti base con il rendimento al 4,66%, per poi risalire prima a quota 125, poi a 128 punti e dopo ancora a 131 punti base, sempre sui livelli di aprile 2025. Il rendimento del titolo decennale italiano sale al 4,7%. A fine giornata la tensione sui rendimenti dei titoli di stato è calata, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi che è sceso a 114,6 punti e il rendimento italiano ne perde 8,6 al 4,6%.
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Borse europee positive nel finale insieme ai listini Usa, favoriti dal dato sui nuovi occupati americani inferiore alle stime. Una circostanza apparentemente negativa, che porterà però la Fed a essere più accomodante sui tassi. Nell'ultima seduta della settimana, Parigi guadagna lo 0,79% a 7.897 punti e Londra lo 0,32% a 10.461 punti. Bene Francoforte (+1,24% a 25.231 punti), tiene Madrid (+0,4% a 19.081 punti). Chiusura positiva anche per Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che guadagna lo 0,49% a 50.483 punti.
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Lo spread Btp-Bund è la differenza tra i rendimenti dei titoli di due Stati diversi, in questo caso Italia e Germania. Se uno rende l’1% e l’altro il 3%, lo spread è del 2% e - in gergo tecnico - si dice che lo spread è di 200 punti base. Lo spread misura la differenza di affidabilità degli Stati, e se aumenta significa che la fiducia in quel Paese sta calando. Di conseguenza gli investitori tenderanno a vendere i titoli di quello Stato, e più ne cederanno più lo spread continuerà a salire.
Nei giorni scorsi a pesare sul mercato obbligazionario è stato soprattutto il petrolio, con il Brent che si era nuovamente portato oltre la soglia dei 100 dollari al barile per poi allungare sopra 101 segnando un rialzo di più del 3%. Poi c’è il nervosismo per l'esplodere dei debiti pubblici, a partire da quello degli Stati Uniti, che impongono ai Paesi di emettere bond per rifinanziarli con rendimenti, per forza di cose, destinati a salire. Infine, i timori sull'inflazione per l'aumento dei prezzi dell'energia causato dalla crisi in Medio Oriente (con la mancanza di segnali di una soluzione), spingono gli investitori a posizionarsi dando già per scontati nuovi interventi della Fed e della Bce sui tassi. E le banche centrali devono tenere a bada le pressioni dei costi rialzando i tassi e spingendo ulteriormente i rendimenti. Corrono così i rendimenti dei titoli di Stato, e in Europa ne fanno le spese i Paesi più indebitati come l'Italia e la Francia.
Giovedì, prima che la Legge di bilancio venisse presentata in Consiglio dei ministri, il tasso sui titoli decennali francesi ha raggiunto il livello più elevato dal 2002: segnale della crescente sfiducia degli investitori verso il debito transalpino. Il rendimento delle obbligazioni sul mercato secondario è schizzato al 4,92%, e Parigi non registrava un tale record da luglio 2002, quando il tasso superò il 5%. Lo spread tra rendimenti tedeschi e francesi, inoltre, ha raggiunto i 131 punti percentuali: il livello più alto dal 2012. Infine, secondo i dati diffusi dall'Insee (l’Istituto nazionale francese di statistica), il debito pubblico francese è arrivato a 3.595 miliardi di euro, pari al 119% del Pil. Il timore degli investitori è quindi che la Francia abbia difficoltà a risanare i conti pubblici, ed è per questo che il rendimento degli Oat francesi decennali si è avvicinato al 5%.
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La Bce potrebbe mantenere i tassi invariati o effettuare un nuovo rialzo nella prossima riunione se le pressioni inflazionistiche persistono
Possible · Within weeks
Il rendimento dei titoli di Stato francesi potrebbe superare il 5% se le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito pubblico continueranno a crescere
Possible · Within months
Open Questions
- Quale sarà la risposta della Bce e della Fed alle attuali pressioni inflazionistiche?
- Come evolverà il debito pubblico francese nei prossimi trimestri?
- Quali misure potrebbe adottare il governo italiano per ridurre lo spread?





