Supermercati e risparmio: fino a 3.790 euro in meno all'anno con la scelta giusta
L'indagine di Altroconsumo rivela le differenze di prezzo tra le insegne in Italia nel 2026
Quick Look
Un'indagine di Altroconsumo rivela che scegliere il supermercato e i prodotti giusti in Italia può far risparmiare a una famiglia fino a 3.790 euro all'anno, con i discount in testa alla convenienza.
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Why It Matters
Altroconsumo ha analizzato 1.158 punti vendita in 67 città italiane tra febbraio e marzo 2026 per valutare la spesa delle famiglie.
Il risultato mostra quanto possa essere ampia la differenza tra un punto vendita e l'altro. Per una famiglia di quattro persone, con una spesa media annua stimata in 9.450 euro, la scelta dell'insegna e dei prodotti può tradursi in un risparmio massimo di 3.790 euro, quasi il 40% della spesa complessiva.
Il beneficio arriva a 3.355 euro per una coppia, su una spesa media di 8.360 euro, e a 2.305 euro per una persona sola, a fronte di 5.740 euro l'anno.
Il confronto arriva in un momento in cui il costo della spesa resta comunque alto. Tra febbraio e marzo 2026 i prezzi monitorati sono aumentati mediamente dell'1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un ritmo dimezzato rispetto al +2% registrato nel 2025. La frenata dell'inflazione non significa però che le tensioni sui prezzi siano terminate: secondo Altroconsumo, al momento della rilevazione non erano ancora visibili eventuali conseguenze sui listini legate ai rincari di petrolio ed energia successivi al conflitto in Iran.
Il discount si conferma il canale da battere quando l'obiettivo è contenere al massimo la spesa. Eurospin conquista infatti il primo posto nella classifica dei prodotti più economici, con un livello di prezzi che consente di spendere quasi il 40% in meno rispetto alla media nazionale. Per una famiglia di quattro persone, il risparmio può arrivare appunto a 3.790 euro all'anno. Il divario resta marcato anche nel confronto con la grande distribuzione tradizionale: Ipercoop, prima tra le insegne non discount, presenta prezzi superiori del 17% rispetto a Eurospin. All'estremo opposto si trova Carrefour Market, con prezzi del 35% più alti rispetto al discount più conveniente.
Un altro scenario preso in considerazione è quello della spesa mista, che combina prodotti di marca, articoli a marchio del distributore e prodotti più economici. È una modalità che, secondo l'indagine, riflette bene le abitudini di acquisto degli italiani. Nel segmento dei discount, Eurospin e In's Discount condividono la vetta: rispetto all'insegna più cara della categoria, Todis, permettono di ridurre la spesa di circa il 16%. Alle loro spalle si piazzano Lidl e Aldi. Tra supermercati e ipermercati, invece, il risultato migliore è quello di Dok, che sale al vertice della graduatoria con una spesa di circa il 10% inferiore a quella di Carrefour Market. Seguono, con distacchi contenuti, Coop, Famila Superstore e Famila.
Anche puntare sui prodotti a marchio del supermercato può offrire un vantaggio consistente. In questa categoria è Spazio Conad a ottenere il miglior risultato: il divario rispetto all'insegna meno conveniente, Eurospar, raggiunge il 19%. L'indagine evidenzia inoltre il miglioramento di Esselunga, mentre Carrefour, che nel 2025 occupava la prima posizione, perde terreno. Diverso il quadro quando nel carrello entrano esclusivamente prodotti di marca. In questo caso Ipercoop e Spazio Conad condividono il primo posto, davanti a Famila ed Esselunga. Le differenze di prezzo risultano tuttavia più contenute: il risparmio massimo si ferma al 7%.
Non è soltanto il nome dell'insegna a fare la differenza. L'indagine ha individuato anche i singoli negozi in cui i prodotti di marca risultano più convenienti nelle 67 città analizzate. Il primo posto nazionale va al Mega di Treviso, seguito da due punti vendita Coop di Lucca e dall'Iperal di Cinisello Balsamo. Rossetto, pur non confermando la leadership delle precedenti rilevazioni, mantiene una presenza significativa con quattro negozi nella top ten tra Veneto e Lombardia. La classifica comprende inoltre diversi punti vendita toscani, tra Coop, Ipercoop ed Esselunga, distribuiti tra Pistoia, Arezzo, Firenze, Pisa e Prato. Nel Centro-Sud spiccano invece gli Spazio Conad di Cavallino e Taranto e l'Ipercoop di Foggia.
La geografia del risparmio evidenzia differenze significative anche tra i territori. Pistoia, Lucca, Firenze e Prato sono le città con la spesa media annua più contenuta, intorno ai 6.900 euro. Tra le realtà più convenienti figurano anche Mantova e altre città del Veneto e della Toscana. All'altra estremità della graduatoria si trovano Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa supera i 7.700 euro annui. A Milano, invece, la selezione del supermercato può produrre una delle differenze più rilevanti: scegliere il punto vendita più conveniente anziché quello più caro consente di risparmiare fino a 1.390 euro all'anno, pari al 18% della spesa. Sopra quota 1.100 euro si collocano anche Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia. Nel Mezzogiorno, invece, le differenze risultano molto più contenute, anche per la presenza di un numero inferiore di punti vendita disponibili per la rilevazione.
Anche la suddivisione per aree geografiche restituisce un quadro netto. Il Nord-Est risulta la zona mediamente più conveniente per la spesa, mentre al Centro emerge la Toscana. Nel Sud migliora il posizionamento della Basilicata, che si affianca alla Sicilia tra le aree relativamente più convenienti. Le famiglie di Veneto e Trentino-Alto Adige spendono mediamente il 13% in meno rispetto a quelle della Valle d'Aosta e del Lazio. Anche il peso della spesa alimentare sul bilancio varia sensibilmente: raggiunge circa il 19% in Calabria e Campania, il 18% in Sicilia, Molise e Puglia e il 17% in Basilicata. In Trentino-Alto Adige si ferma invece intorno al 10%, mentre è dell'11% in Lombardia e del 12% in Veneto ed Emilia-Romagna.
La convenienza non dipende più soltanto dal prezzo più basso, ma dalla capacità di combinare diverse soluzioni. I discount restano imbattibili sui prodotti primo prezzo, mentre le marche del distributore rappresentano una leva sempre più importante per risparmiare. Nel frattempo, rallenta la crescita dei listini. Per contenere la spesa, quindi, conviene alternare discount, private label e prodotti di marca, soprattutto quando sono in promozione.
Altroconsumo ha condotto la rilevazione dal 16 febbraio al 13 marzo 2026, analizzando i prezzi, comprese le promozioni, di 1.158 punti vendita in 67 città e di 124 categorie di prodotti. I dati sono stati elaborati attraverso un indice su base 100, che permette di confrontare la convenienza delle diverse insegne: 100 indica quella più economica, mentre 110 corrisponde a prezzi superiori del 10%. L'analisi considera quattro panieri: prodotti di marca, più economici, a marchio dell'insegna e spesa mista.
Open Questions
- Quali saranno gli effetti dei rincari energetici sui listini futuri?







