
Cisl, Uil, Snals e Anief annunciano sit-in e assemblee per contrastare la riduzione del personale docente e Ata prevista dalla manovra.
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I sindacati contestano le misure di riduzione del personale scolastico contenute nella legge di bilancio.
Cancellare le disposizioni che prevedono, nella legge di bilancio, il taglio degli organici del personale docente e Ata. È questo l’obiettivo che si sono dati Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief, aprendo una fase di confronto con governo, forze politiche e gruppi parlamentari e lanciando una mobilitazione che prevede una prima iniziativa mercoledì 11 novembre, con un sit-in a Roma, in piazza Vidoni, dalle 14 alle 17. A seguire, la convocazione di assemblee in orario di servizio nella giornata di lunedì 16 novembre, che coinvolgeranno gli istituti in tutta Italia. La Flc Cgil, invece, scenderà in piazza il 20 novembre.
Sindacati: "No tagli alle scuole"
Non possiamo accettare – affermano i rappresentanti sindacali Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Elvira Serafini e Marcello Pacifico – interventi che sottraggono risorse alle scuole, nel momento in cui sarebbe necessario attivare politiche di forte investimento A farne le spese non sono soltanto lavoratrici e lavoratori del settore, per il conseguente aggravio dei carichi di lavoro e un aumento inevitabile del tasso di precarietà: un danno molto grave lo subisce il Paese, specialmente nelle aree di più marcato disagio, dove c’è particolarmente bisogno di una scuola messa in condizione di svolgere il proprio lavoro con la massima efficacia".
Favorire l’incremento del tempo scuola per i docenti
"È un grave errore – sottolineano – rispondere al calo demografico con un’equivalente riduzione del personale scolastico: intanto perché, pur diminuendo popolazione scolastica, le strutture che la ospitano e le esigenze organizzative, amministrative e gestionali, restano sostanzialmente immutate. Per quanto riguarda i docenti, la via da seguire dev’essere quella di favorire l’incremento del tempo scuola e la personalizzazione della didattica, in linea con azioni già messe in campo con le risorse del Pnrr e che dovrebbero essere ulteriormente sviluppate". "La nostra iniziativa non nasce da motivazioni pregiudiziali, ma da una attenta valutazione di merito rispetto a contenuti della legge di bilancio per noi assolutamente inaccettabili. La nostra disponibilità al confronto è un atto di responsabilità, che però dev’essere reciproca. Non si può affermare la volontà di valorizzare maggiormente il lavoro nella scuola – concludono i responsabili delle quattro organizzazioni – e poi agire nella direzione opposta, come avviene con questa legge di bilancio, con misure di cui chiediamo la cancellazione".
Approfondimento
Manovra, Valditara: Tagli scuola fatti da governo Draghi
AI outlook — possibilities, not facts
Sit-in a Roma in piazza Vidoni l'11 novembre.
Very likely · Within days

The EU Commission denies actions against the Italian government on the school decree, underlining that Parliament has yet to convert it and that member states manage education systems autonomously in compliance with EU law.

Minister Giuseppe Valditara replies to the European Union on the decree that provides for a ceiling for foreigners in school, stating that the government moves forward without hesitation and that the law favors integration without discrimination.

The European Commission follows the process of the Italian school decree which introduces a 30% cap on foreign pupils in classes, recalling that the EU treaties prohibit discrimination based on nationality. The Valditara government intends to continue, while the Democratic Party asks for the withdrawal of the measure.

The European Commission, through vice-president Roxana Minzatu, defined the Meloni government's response to the Democratic Party's question on the law imposing a maximum class limit on foreigners, adopted on October 1st by Minister Valditara, as a failure. The Commission will carefully monitor legislative developments, recalling the jurisprudence of the EU Court of Justice on the prohibition of discrimination based on nationality.

The secretaries of Uil and Uil Scuola, Bombardieri and D'Aprile, contest the cuts envisaged by the budget bill, which would bring the number of positions eliminated in three years to 14,808. The unions are calling for investing in the quality of education rather than reducing staff numbers.

Student leader Pierre Sourzat announced the resumption of lockdowns in French high schools after the holidays, judging government measures against high living costs and school degradation to be insufficient.