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Il tema delle ingerenze straniere sulle elezioni è tornato centrale nel dibattito politico italiano ed europeo, soprattutto dopo l'invasione russa dell'Ucraina e la crescita delle campagne di disinformazione. Il governo Meloni ha più volte sollevato il rischio di influenza russa, confermando però il sostegno all'Ucraina e la necessità di mantenere canali aperti con Mosca. Il Dis e il Copasir hanno avviato monitoraggi e proposto misure per proteggere il processo democratico, mentre l'Ue sta riducendo drasticamente i visti ai cittadini russi, passati da 4 milioni prima della guerra a 618mila attuali.
Antonio Tajani il pericolo di influenze di Mosca sul voto lo definisce "consistente", e il tema è di quelli seguiti con attenzione a Palazzo Chigi. Per Matteo Salvini invece nulla giustifica "un'ansia anti-russa", o "l'ossessione per i russi in ogni campo" come dicono dalla Lega. E Maurizio Lupi invita a "non drammatizzare" perché "la nostra è una democrazia solida", sottolineando però l'esigenza di investire in cybersicurezza. Nel governo continuano a susseguirsi prese di posizione all'insegna dei distinguo rispetto al tema di tutelare i processi elettorali dalle ingerenze straniere, mentre dal Pd vanno all'attacco sul caso del visto italiano concesso in Bielorussia a un presunto autore dell'attentato a Lipsia, annunciando un'interrogazione urgente al ministro degli Esteri.
"Vedremo insieme agli altri Paesi europei cosa fare - dice Tajani -. Certamente bisogna impedire che ci siano infiltrazioni tra persone che hanno le carte in regola per ottenere il visto, ma poi non hanno le carte in regola per essere buoni". L'Ue sta preparando "misure restrittive" per limitare ulteriormente i visti ai russi, scesi dai 4 milioni del pre-guerra a 618mila. Sono infiltrazioni che si possono intrecciare con le operazioni di disinformazione. "Il tema di tutelare il processo elettorale riguarda non solo l'Italia ma tutti i paesi al voto nel 2026 e 2027", chiarisce Vittorio Rizzi, direttore generale del Dis, il vertice dell'Intelligence, spiegando che "sono state messe in campo, sulla stessa indicazione del Copasir, una serie di misure per tutelare la libertà del processo democratico di voto". Deputati e senatori del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica hanno più volte discusso il dossier.
Gli 007 da tempo delineano un quadro di interferenze politiche russe (ma anche cinesi), con campagne di disinformazione, attacchi informatici e sostegno a gruppi estremisti, anche sfruttando l'IA generativa per screditare leadership e istituzioni europee. Pericoli, secondo i report, contro cui il primo argine sono blockchain e tecnologie di verifica digitale (nonché l'alfabetizzazione digitale della popolazione) e che spingono tutti gli attori istituzionali coinvolti a ritenere indispensabili investimenti sulla cybersecurity.
Il tema riguarda non solo l'Italia, ma di certo in Italia c'è più di un partito con tesi filo-russe. Ai piani alti del governo c'è massima attenzione. È un tema, si ragiona in ambienti vicini a Palazzo Chigi, che sarà affrontato sempre più in profondità nei prossimi mesi. Mentre fonti Lega sottolineano che "vigilare contro qualsiasi interferenza straniera è doveroso, da qualunque parte arrivi, da Putin a Zelensky passando per Soros, ma senza mancare di rispetto all'intelligenza degli italiani, che hanno sempre scelto e votato con la propria testa".
In questi mesi Giorgia Meloni ha parlato di una propaganda del Cremlino "ancora molto forte anche in Italia", ma affronta il più complesso dossier geopolitico confermando il sostegno all'Ucraina e sostenendo da tempo la necessità di tenere aperti canali con la Russia. Da tempo è questa la linea del primo ministro belga Bart de Wever, che è atteso a inizio settimana a Roma: un incontro potrebbe entrare nell'agenda della premier, che al momento non prevede a settembre la partecipazione all'Assemblea generale dell'Onu.
Meloni già alla vigilia delle elezioni del 2022 sollevava il problema delle influenze russe, e la necessità di sapere "se le scelte che alcuni fanno siano convinte o in qualche modo influenzate da qualche interesse". Quattro anni dopo, al via di una lunga campagna elettorale, tra i suoi qualcuno fa ragionamenti simili su Roberto Vannacci. E il leader di Futuro nazionale, che si considera "l'interlocutore naturale dell'alleanza di centrodestra", continua a respingere con sarcasmo il titolo di "cavallo di Troia di Mosca" usato per lui dal Financial Times. "Mamma li russi. Grandi titoloni sulle possibili e potenziali influenze russe sulle elezioni italiane ma, guarda caso - sostiene -, nessuno si preoccupa sulle attuali, e già presenti, influenze sulle elezioni italiane da parte del Financial Times e da parte di tantissime altre testate manovrate dalla finanza internazionale e dai poteri forti".
AI outlook — possibilities, not facts
L'Ue adotterà nuove misure restrittive sui visti ai cittadini russi entro i prossimi tre mesi.
Likely · Within months
Il governo italiano aumenterà gli investimenti in cybersicurezza e alfabetizzazione digitale entro la fine del 2026.
Very likely · Within months
Sarà presentata un'interrogazione urgente al ministro degli Esteri sul caso del visto concesso in Bielorussia a un presunto autore dell'attentato a Lipsia.
Certain · Within days

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