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Marco Di Marcello, 27enne biologo e alpinista di Teramo, è morto il 3 novembre in una valanga a 5.600 metri in Nepal durante l'ascesa al Dolma Khang, insieme a Paolo Cocco, altro alpinista abruzzese. Il recupero dei corpi è stato ostacolato dalle inondazioni e completato solo a settembre.
La città di Teramo ha tributato oggi l'ultimo commosso saluto a Marco Di Marcello, il biologo e alpinista 27enne che ha perso la vita lo scorso 3 novembre, travolto da una valanga a 5.600 metri in Nepal mentre tentava l'ascesa al Dolma Khang. La camera ardente, allestita al Parco della Scienza in attesa dei funerali in Cattedrale, ha visto la partecipazione di centinaia di persone strette attorno ai familiari del giovane.
Hanno presenziato al cordoglio le massime autorità, tra cui il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, il sindaco di Castellalto Aniceto Rocci e la prefetta Beatrice Agata Mariano.
L'addio mattutino è stato accompagnato da lettere, messaggi di saluto e proiezioni di immagini che hanno testimoniato la profonda passione di Marco per l'alta quota.
Significativa e toccante la presenza di Tenjing Phurba Sherpa, capo della tragica spedizione e amico fraterno di Marco e di Paolo Cocco, l'altro alpinista abruzzese deceduto nello stesso incidente. Lo sherpa ha ricordato la tragedia avvenuta a ridosso della vetta e i difficilissimi mesi necessari per il recupero del corpo, ostacolato dalle inondazioni e restituito dalla montagna solo a settembre.
Per onorare la memoria dei due amici e il loro sogno interrotto, lo scorso maggio il capo spedizione ha portato con sé le loro fotografie fino in cima all'Everest.

Barron Trump, figlio dell'ex presidente Donald Trump e della first lady Melania, vive in isolamento a causa di presunte minacce alla sua vita e a quella del figlio di Benjamin Netanyahu da parte dell'Iran, secondo fonti vicine alla famiglia. Non esce mai, è rimasto scioccato dall'assassinio di Charlie Kirk e la famiglia chiede riservatezza mediatica.

Le alluvioni lampo in Nepal e Tibet hanno causato almeno 675 morti accertati in Nepal e 7 in Tibet, con oltre 3.000 persone ancora disperse. Tre italiani risultano irreperibili: Luca Barachini, Patrizia Marziale e Marco Ratto. Le autorità nepalesi hanno tratto in salvo 350 lavoratori intrappolati nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project e oltre 187 turisti stranieri. Il governo chiede assistenza internazionale per tecnologie di ricerca, sistemi di allerta precoce e ricostruzione, stimata in 4-5 miliardi di dollari. Le operazioni proseguono nonostante il rischio di una seconda ondata.

Patrizia Marziale e Luca Baracchini, coppia italo-svizzera residente a Lugano, risultano dispersi in Nepal a causa dell'alluvione. Appassionati di viaggi e musica, si trovavano sul 'tetto del mondo' per un itinerario tra Tibet e Nepal.

Patrizia Marziale e Luca Baracchini, coppia italo-svizzera residente a Lugano, risultano dispersi in Nepal dopo un'alluvione durante un viaggio tra Tibet, Nepal e Himalaya. Luca lavora in Deloitte come director consumer & digital, Patrizia è atleta di punta dell'Hockey Lugano. Entrambi condividono la passione per la musica, i viaggi e lo sport. L'ultima traccia su Facebook risale al 22 agosto, quattro giorni prima dell'alluvione. Non si hanno notizie nemmeno di un terzo italiano, Marco Ratto, orafo di Rapallo.

Marco Lombardi e Giovanni Fassini, due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle alluvioni e delle frane, sono rientrati in Italia atterrando all'aeroporto di Orio al Serio. Dopo aver raggiunto Kathmandu da Pokhara nonostante le difficoltà, hanno espresso preoccupazione per la popolazione locale ancora isolata e hanno ringraziato la Farnesina per l'assistenza ricevuta.

Lo yacht Scheherazade, sequestrato nel maggio 2022 nell'ambito delle sanzioni Ue contro la Russia e formalmente collegato all'oligarca russo Eduard Khudaynatov, è tornato in mare venerdì 28 agosto per alcune ore, raggiungendo le acque al largo delle Cinque Terre prima di rientrare a Marina di Carrara. L'uscita sarebbe legata a una prova tecnica dei motori dopo il lungo fermo, nell'ambito dei lavori di refitting gestiti da The Italian Sea Group.